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Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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Marzo 2026 |
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Le 69934 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Fermati
chiusi in mura che sino ieri stavano strette
allarghiamo orizzonti
inventiamo cammini
Dipingiamo tempi nuovi
sconosciuti
cantiamo note stonate
armonie dissonanti
Voliamo su aquiloni d ‘onde
che seminano messaggi
nella struggente attesa
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Eccola,
è qui
mi si siede vicina
così vicina
che la sento come aghi ferirmi ...
Lei,
la malinconia,
quell’amica nemica
che fa piangere il cuore.
Dolce,
violenta,
nuvola grigia
tra lacrime di emozioni perdute .
Fradicia l’anima
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Quando arrivo io
l’ombra dipinge i tuoi occhi,
non più tela tetra,
non più lingua beona.
Quando arrivo io
non appartengo che a te.
Se ti avessi dietro
come schiena saresti profilo
ed io nuda e senza futa
indosserei l’amore
come fosse un abito
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C’erano lacrime
nei tuoi occhi
feriti dal vento
che tremava ora
Di qualche gesto
definito dal male
e dall’odio invaso
senza rispetto
C’era il sangue
sulle labbra
aperte dal legno
inflitto sul nulla
Di qualche idea
malsana ed
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Fra due nuvoloni
si è fermata un’ora di sole,
ed io sono corso da te
che mi aspettavi
alla vecchia fontana.
L’acqua già cantava
la nostra canzone
ed
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Sfuggo e cerco in continuazione
quel che a pelle sento dentro me,
è come una cascata di pensieri
che si ammulinano fra le torbide acque
senza far trasparire all’anima
ciò che il cuor mio brama...
Vivo nella speranza che i miei affetti
siano in
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A battito eloquente il cuor sospira
ad acqua putrida a scivolar su piedi stanchi e
l’uomo di pensier in pensiero ha
empito ogni capiente tiara di memoria.
L’uomo va a condurre a passo svelto
il percorso e scroscia l’acqua in tintinnar di gocce,
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Or racconta una pia leggenda
tramandata da tempi lontani
che quando muore una mamma
una nuova stella si accende lassù
ma che il baglior suo presto
si spegne se non più riamata
quaggiù, quanti immemori figli
quante luci scomparse nel ciel
se
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La vita è armonia
siamo noi che cantiamo stonati
note
che raccogliamo per strada
in vicoli ciechi di luce
forsennati al mattino
con gli occhi ancora chiusi
in cerca di stelle
di mattini che siamo pronti a sciupare
in cose banali
venti che
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Sembra di sognare
non poter toccare neanche con un dito calda pelle
che male abbiamo fatto
quanto tempo passerà ancora
la nostra vita pare ibernata
nemmeno gli occhi riscaldano
non hanno la forza
onde annientare quanto in sospeso
un’altalena
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Nei lunghi
desolanti
anni di scuola
una magica capacità
a poco a poco
nella mente
prende forma.
Perversa
abilità
che come un prisma
rovescia
ciò che
istintivamente
sino a quel fatidico primo giorno
capovolto
chiaramente
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Il telo di cenere
che hai tessuto
mi ha protetto
dai semi di buio
E non potevo
restare vittima
di qualche lacrima
caduta sul vetro
Né di parole
levigate sul marmo
delle tombe nuove
e mai visitate
Da alcuno
che non fosse
un’ombra
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 | Camminare oltre la sponda di me per venirti incontro.
Eppure taci.
Taci di quel silenzio che fino a qualche giorno fa era il mio.
"Aspetta" mi dicevi.
Ed io correvo, non so perché, correvo via da te.
Chilometri e chilometri senza voltarmi.
Notti
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Odo ancor il tuo canto,
nel mio cuore
i ricordi, si riaccendono e in un momento,
i vuoti si riempiono di colore.
Eri, un raggio di luce, mamma,
per anima un caldo abbraccio,
vita mia, in tutta pienezza,
nei miei giorni, una dolce carezza.
La
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Le dieci e dieci, il tempo
dice di antenne volte a voler suo
portatore di maniacali scienze
l’allele dominante detta
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Il tempo della morte non ha tempo
non si dilunga né si attarda e frena.
La sua signora ha la gerla piena
con i pesanti passi a sopperire
i giorni della vita da smaltire.
Il tempo della morte è in bianco stato
amico e poi nemico in caldo
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Ad anima sublime ed
immensità di universo
annaffio di vigore l’estasi essenziale
e il cuor fa festa all’amore.
Sentimento ad ammaliar sorrisi,
anfora ad osannar parole.
A sublimar la vita son vereconde anime,
amor ad addolcir gioie e
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"La festa no’ l’è festa
se no’ se magna assè ben,"
la ghe diséa, straca e senpre fiaca
la nona Santina a so cusina;
parché, mai éla la magàa
pésse e patate lésse.
I òchi de i Falopi,
na gran bela fameja,
sigando i se diséa:
"Ne crésse le
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Questa mattina è da urlo
come farai ad andare avanti
la vedo proprio brutta
spulcia spulcia tra quelle carte
tanto niente potrai risolvere
il destino farà il suo corso
.
una mano di qua ed una di là
vera cernita che consola
optare per il meglio
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A coltivar m’avvio,
l’amata terra tua,
ahimè da allora incolta,
per involontaria scelta.
Esperienza non ho alcuna,
e vorrei che s’io sbagliassi,
mi prendessi per le orecchie,
e magari mi spronassi.
Al toccarla riconosco,
nel profondo i tuoi
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In fiocchi di speranza
oltre il fiore del sogno.
Sorrisi d’oro
in cerchi di magnolie.
La bellezza dell’
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Ho già visto nel giardino,
con mia grande meraviglia,
tutti i petali dei fiori
con lo sguardo verso il cielo.
E sugli alberi, gli uccelli,
dove han fatto il loro nido,
si rincorrono contenti
tra frizzanti cinguettii.
Anche i bimbi nel
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E non so se rubare
le ombre alla fantasia
o dipingere il cielo
con i miei dolori
Venuti da lontano
ma ancora vivi
tanto da chiudere
il respiro alle sere
E non so se pensare
alla mia vita
che scivola via
in un volo di cenere
Antica come
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Ascolta questa voce che si dispera,
è il figlio dell’uomo che persevera in preghiera.
Aria di congiura tra le fronde d’ulivo,
mano nella mano a vagar nell’oblio,
una missione da compiere, un semplice Addio.
Triste è l’anima che giunge alla
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Or sei libera di volare
non più chiusa nella tomba,
fai parte di ogni cosa del creato.
Madre mia, sempre a me vicina
m’illumini con raggi di sole al mattino
m’ accarezzi con brezza leggera del mare
brilli come luna nella notte più buia,
baciandomi
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Una chitarra senza corde,
una reflex senza scatti,
un’estate senza il mare,
una campagna senza frutti.
Un uccello senza ali,
un giardino senza fiori,
una notte senza stelle,
un tramonto senza colori.
Un oceano senza pesci,
una Terra senza il
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Custode malinconia
attende silente in empatia
panchina senza tempo
consumata dal vento.
Ne ha da raccontare
pensieri e parole
pomeriggi assolati
vista mare ciel stellati!
Pagine per sognare
epocali d’Amore,
pur vita da meditare
chi lasciatosi
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L’immensa stella del mio cuor
scorre tutto l’Universo
a veder la Luna di te.
S’ode l’amor tra i Mondi,
nell’aere celeste,
a felicitar la passione che abbiamo.
E lo splendor tangibile,
d’un tocco di Venere nello spazio,
ci porta in ogni dove
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Ti chiamerei ancora
ma il sonno tuo è pesante
e tutti spenti i tuoi colori.
Il profumo che indossavi
si perde nei miei ricordi
ed è muto il mondo
senza il tuo respiro.
Ora vivi nel silenzio
mentre cerco nella mente
i segni della mia
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Ogni giorno mi arricchisci
con nuovi suoni,
nuove parole.
Ogni giorno riesci a farmi sorridere,
sognare il mio domani nel tuo.
Ogni giorno ti piace sentire
la mia voce che legge
la tua storia preferita.
Ogni giorno sei
un personaggio
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Lungi da me il copioso gravio,
che celata ratio addusse.
Ebbi, ahime, ad intuir l’intrigo,
che s’ordiva, per codardia,
nell’affrontar se stessi.
Ch’ella a divincolar sospetti,
sin l’ultimo, d’ingenuità adorna.
Finché ebbi sentore, ch’il
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69934 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 15541 al n° 15570.
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