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Le 70050 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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La poesia
mi scorre nelle vene.
Silenziosa
come un fiume in piena
che travolge le mie emozioni.
La poesia
che mi scorre nelle vene
mi fa percepire la vita
nelle sue mille sfaccettature.
La poesia
che mi scorre nelle vene
mi ha salvato
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E il cielo ti travolse con baldanza
marchiata sulla croce nel clamore
quando tuo figlio strinse l’alleanza
firmata con il
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Tu di San Giuseppe umile fiore
come umile fu lo sposo di Maria
e che un tempo di rosa coloravi
i poveri orti contadini e
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Lo so che mi vede
penetrante sguardo ancora perseguita
occhi parlano di un amore tutto suo
quando il pensiero corre sin lassù
in quel luogo capace di vivere solo nel cuore
appuntiti alberi dirigono sulla retta via
con quella speranza capace di
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Con le prime ombre
sono arrivati i dolori
densi come nuvole
grevi come il distacco
Quando la sera è morta
non ho più pregato
per un filo di stella
appena oltre l’orizzonte
Con l’ultima luna
le parole sono sfumate
e non ho più
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Primule sole
fra la neve ed il vento
sul sentiero che sale
verso un ramo di azzurro
oltre il verde dei pini.
Fragile e
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Petali di ortensie ad intesser corolle
e scivolar a tocco di pensieri,
tatto al tatto effluvio naturale come
l’amore che si fa accarezzare,
un soffio di beata enfasi che
su ogni pensiero triste e cupo
prevale a divenir leggero.
Attimi cadenzati,
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 | Papaveri.
Come calici di vino rosato,
colorati di rosso porpora
con l’intimo di nero colore.
Peloso il corpo.
Bagnati di rugiada ...
dissetati dal sudore della notte,
esili gli steli verdi,
lingue di fuoco i petali,
leggeri come piume,
sottili
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| Tu aspettavi delle rondini il volo in quel letto
d’ospedale che là non eran ancor tornate
e nell’attesa a fatica
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| Guardi al mattino il tuo viso allo specchio
ove silenti compaion le rughe,
che s’eran perse nel mondo dei sogni
prima che un’altra bianca alba fiorisse.
Ma, se del passato hai tu rimembranza,
d’aver vissuto con animo lieto,
pur godi il presente
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 | (Cieli distratti
pioggia
e riflessi di volti
terra bagnata
passi
ed echi di voci)
Quante volte mi hai incrociato
sulla superficie del mare
mentre volavi d’azzurro
dentro il senso di un abbraccio
quando ti ho scritto quelle parole
quando
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 | Stilla di rinuncia
ancora scorre
nel senso del tuo corpo
oltre i fremiti
d’un sabato notte
ai piedi di un diniego
avvolgendo
mille braccia
vortice di libeccio
uragano di sguardi
fuori dell’asse
d’un triste loop
di mantra e
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Tornavamo di corsa
non perché la terra scorresse veloce
ma per cogliere i fiori
in amore con il cielo d’aprile
Lasciavamo i respiri
indietro
per non spaventare il vento
raccolto dietro alle colline in ombra
Quasi ogni cosa era in luce
ma
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Pagine di storia ci insegnano la vita
ma il tempo arresta
il mutamento.
Cambiano i volti, le trame,
le tante primavere, sperando un mondo migliore,
ma un vento beffardo, continua nell’aria a soffiare.
La madre dello stolto
continua a partorire,
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Ho gli occhi vuoti e il naso che non sente
il lezzo del futuro e il mio presente
attende un po’ curioso in questo anfratto
dove il passato muto è insodisfatto.
Illuso da promesse di mestiere
balbetta sulla strada e il miserere
ritenta coi monconi
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Quando le tenebre annientano le ombre,
si assopisce una vita e si ridesta l’altra,
priva di passi e senza orme.
Cristalli crepuscolari ghermiscono gli eventi
significativi.
Pochi e improbabili.
Reclusi nello spazio, aldilà
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Che pace!
Il lago tace
tremule onde
baciano la spiaggia,
sole luminoso
occhieggia nel cielo.
Lago beato
dorato
sogno alato.
Aspiro l’incanto armonioso
nel velo d’argento del vento
acqua muove,
ove dolci ochette bianche
nuotano
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Là dove l’aquila
uccise il serpente
c’era Tenochtitlán,
capitale lucente.
Eretta sul fango
a regola d’arte
fu indotta a crollare
come un castello di carte
La cadente cometa
era un torvo segnale,
predizione divina
di un evento infernale,
la
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Non ho resistito
nel chieder a una bambina
se ricordasse il paradiso
e gli svaghi di prima.
Sorridendo mi disse:
- "Prima di partire
giocavo a nascondino
con Gesù bambino! ".
Luminosa genialità
incline a creatività
e infinita fantasia
che
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 | Continue le guerre, atroci lamenti
e disperati pianti,
cedono il passo a fiumi di sangue
che scorrono sempre.
Anche se mi rendo conto
che la pace mai c’è stata nel mondo
sono armato di infinita speranza
ma di tanti è l’indifferenza,
la coscienza
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| seduta sulla tua solitudine di una piccola donna sfiorata dal vento
nella tua cartella i sogni di una bambina cuciti sul vestitino alla buona
tu che alzi il capo negli occhi di migliaia di adolescenti
tu esempio di una bambina vestita di silenzio e
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| Un nido di vespe nell’orologio
mi sembra la base su un pianetino
che ci osserva. Ramon ha sbadigliato
trenta volte in
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| Da anni sento dire da domani
le cose cambieranno ma è un dir
pervero un po’vero e un po’fallace
che dipende dal punto della nostra
osservazione, di fatto vi son solo
su un palco recintato tre cartelli
che pretendono preveder come sarà
il domani:
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Nessuno
è straniero sulla terra.
Il mondo appartiene
a chi sa provare emozioni
davanti al dolore.
A coloro
che sanno respirare
il profumo della vita.
Il colore della pelle
è soltanto un dettaglio
del miracolo della vita.
La paura del
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 | Eppure, penso che
nessuno meriti di vivere
da espatriato.
.
È dura, lo so,
ma forse posso resistere
ancora un po’ agli assalti.
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Lo spero!
.
EMBESTIDA
.
Aun así, pienso que
ninguno merece vivir
como expatriado.
.
Es duro, lo sé,
pero
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| Basta avendo un po’ annusato...
resto neutro ed imparziale
come disinteressato,
colgo solo l’essenziale...
sosto assente all’incuranza
tra la
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Nasce dalla madre natura
un fiore d’amore nella via
gioia soleggiata dal dolore
dolce sorriso adorna la rosa
che sboccia nella spina
pungenti a nuova scia.
Protetta dal stelo
"Materno di Maria"
tra un gemito di pianto
un sorriso l’amor
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 | Rimbalzano ricordi
dal profondo cuore,
immagini di ieri orfani
di quel tempo,
il presente certezza dell’istante,
protende nel domani
privo di passi e orme.
Naufraghi pensieri col desio
della vita
han visto spuntare albe
nella luce della
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Il lamento della sera
è giunto fino a noi
qualcuno ha parlato del vento
che spirava ricordi d’aprile
Qualche altra voce
sussurrava di antiche maledizioni
che nel profondo del bosco
avevano segnato la terra
Il dolore della luna
aveva inciso
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E guardo oltre,
all’orizzonte un profilo si staglia
veste di nuovo l’avvenire
mi guarda perplesso,
sa che non penso al
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Camminando verso il domani
ci siamo rivestiti di mostro e di sacro.
Camminando infinite ragnatele
si incollano al volto, al petto.
C’è un esercito di ragni che tesse
unisce passi affrettati, gioie e ferite
ai denti della terra.
Quello che cade e
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70050 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 19561 al n° 19590.
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