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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Le 70081 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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La festa della mia vita
si fa nella casa
dei miei giochi da fanciullo
e là fioriscono i ricordi:
la tavola grande
è un po’ invecchiata,
ma a Natale torna bella,
il focolare un po’ annerito
ci riporta la fiamma
che sale alta e sparisce
nel
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Per le vie solitarie della notte
sbando
come un cieco, un ubriaco, un pazzo
e non comprendo.
La luce che si accende in fondo al mare
non mi da il coraggio
di oltrepassare le barriere
del libeccio
e diventare finalmente uno di voi
per esempio
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Poiché molto son vissuto
poiché molto ho girato
il mondo negli anni molte
le persone da me incontrate:
gli anni di scuola degli
studi gli anni di lavoro
gli anni di viaggi di vacanze
quando passava il Giro o a San Siro
e in tanti gli stadi di
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Soy hombre respetado por cualquiera.
No hay quien no se aparte yo pasando
y con admiración me van mirando
lustrando mi persona dentro y fuera.
Yo soy quien lleva alta la bandera.
Hombres de pelo en pecho voy guiando
y locos y borrachos voy
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 | Non è il freddo o i pochi stracci.
che mi coprono la pelle,
ma quello sguardo riluttante
che mi penetra e mi gela.
È inverno...
Quanta gente nelle strade,
che corre per un ultimo regalo,
Le luci, gli addobbi è Natale,
la gioia dei bambini,
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Si, è giusto
prenditi i colori del cielo
e anche le pareti
piangeranno il buio
Si, è colpa mia
non avevo le parole giuste
per riempire la luna
e fare della terra un fiore
Nessuna anima
in questo corpo pallido
la pelle è ormai vecchia
e la
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Roma sei bella,
città da sogno,
colma di storia.
Il Colosseo maestoso
spicca nel cielo,
fra i ruderi,
i gatti,
l’immondizia troneggia.
Che schifezza!
Olezzo si diffonde,
oltre l’orizzonte.
Sei bella Roma,
sul Tevere
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Buona questa sera per scrivere poesie
e non è una scusa per tirare tardi
visto che non ci sei più...
e così ti dedico dei versi
che non leggerai... mai.
Che ne valga la pena non lo so,
o forse lo so, certo lo so...
Dipingo una poesia per tutti
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Ha costruito bene l’interno, la vita.
Gradini di marmo conducono senza fretta
a una stanza grande.
Tra scrivanie e
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 | Effluvi odorosi di pelle
che profumano dita
di memoria, lasciano scaturire
ricordi passati nel tempo
Bisbigli sussurrati lasciati
tra spire di vento ormai
passate, lasciati andare
tra flutti di mare
Silenzi in gocce di pioggia
si sposano
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| Il mistico giorno
della nascita del bambino
rallegra casa
illuminata dal sorriso.
Attesa spaziale dell’uomo
che ritorna al passato.
Scorre il natale,
come l’acqua di un rio
riappare il Bambinello nella grotta
unta di rugiada,
chiama i
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 | Strade parallele incrociano pensieri,
giardino sulla scia dei sentimenti
cammina, stringendo tra le mani
valigia di gioia e cuori palpitanti.
Natale s’appresta ad arrivare,
ed echi festanti volano dai binari,
entrando nella casa in fermento
che
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| L’alba mi sveglia
e sono subito nella luce.
Lo specchio mi ricorda
la mia giovinezza
e le sue canzoni e i balli
al chiaro della luna.
La campana delle ore
mi dà il tempo della scuola,
e subito un sospiro,
di speranza e di paura.
Ma la bellezza
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| Sì in questa notte ancor
arderan quei focherelli
lungo le strade provinciali,
ma lì vuote sedie da ammiccanti
gambe alte
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 | Dai spettacolo
nella porta del tempio
tutta lustrini e festa
ad accogliere
invitati alla cena,
entro calde certezze
tepori di griffate carezze
e brindisi di rito.
Perfetto
quello shopping- natale
il plauso lo rintocca
un party “esagerato”
di
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| La mente vola lontano
a quella dolce vecchietta
che con pazienza lo aspetta
con un rosario nella mano
Contando i giorni a Natale
lascia andare il suo pensiero,
ella ci spera davvero
a quella notte augurale
Le campane stan suonando
il gran
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 | Di là della sciarpa
questa sera che aggiungo
al mio tempo riassunto,
di momenti raccolti
come a caso fra i passi
dov’è,
perso,
antico il mio mondo.
Circospetto,
pensoso,
roteando nel freddo.
Poi lucine che pungono
emergono agli
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| Freme
la Notte
al sospiro lieve dell’Essenza
mentre
dai recinti illuminati
una voce
insistentemente
chiama.
Un’inquietudine
ci assale
e nell’affanno della corsa
che
verso il cuore pulsante del bosco
di nuovo ci conduce
una terribile
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 | Qualcuno m’ha piantato
nel selciato del cuore
grani di alloro e mirto
e infuso negli occhi
desiderio d’andare
senza lasciare tracce
e mentre leggo
nobili pagine di storia
altre ne scrivo
abiette
o da non ricordare
di sconfitte e disprezzo
là
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Passa il Natale e dietro ad ogni porta
si mostra frastornato e travestito
acceso sol di luci e colorito
dal canto dell’agrore che sconforta.
Giunge il Natale ricco d’ogni sorta
da tutto l’occorrente rifornito
e mostra al mondo l’animo
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Come Ulisse
legato all’albero di maestra
ho cantato
non per andar via
ma
per restare più vicino
al ceruleo di quest’onda
come Araba Fenice
introvabile
ho volato
i versi
son stati la mia virtù
un miraggio m’ha guidato...
una rosa nel
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Ora posso morire
di qualche nostalgia nascosta
non mi importa più di nulla
e la febbre è la mia vita
Ora posso svanire
fra una goccia ed un ricordo
i pensieri vanno via
e con essi il mio tormento
Non so se domani
sarò ancora in questo
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 | Mostro dagli occhi di brace,
avido di sangue,
voli nelle tenebre.
Con Lugubri ali nere di pipistrello,
avvolgi il mondo,
stridula è la tua voce,
orrendo il volto.
Sferri colpi violenti,
graffi,
strappi i cuori.
Morte
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| Quante volte
mi vedesti cadere,
Tu lo sai,
Madre.
Quante volte
cercai una risposta, guardando
con gli occhi in su,
Madre.
Tu, in silenzio,
aspettavi.
Aspettavi, che, a terra,
invocassi il Tuo nome.
Io, ora, lo
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Esiste dentro me una scala di valori
che mi esorta a continuare a salire verso l’alto,
so benissimo che il cammino mi vedrà
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Soli, curvi, pensierosi
due anziani fianco a fianco
senza nulla dirsi o raccontare
convinti d’aver vissuto
troppo poco o troppo in fretta
per non conoscere il mondo,
misurano i passi lentamente...
quasi troppo vicino il capolinea
di una vita
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Una lontana notte di Natale
quel lento dolce nevicare
quel mio guardar dalla finestra
quello stridio quel lento
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Come
un mendicante cieco
frammenti
di consapevolezza
qua e là
vado
elemosinando.
Orfano
di lontane memorie
il filo intricato
che la mia nascita
nelle mie mani ha consegnato
a ritroso
cerco di seguire.
Lungo
le strade misteriose del
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siam veneti siam veneti non siamo sicilian
siam persone precise e anche alla man
ci piace il grappin e anche il resentin
mangiamo la polenta con un buon bicchier di vin
siam sicilian focosi e spesso levantini
su tutti generosi gelosi degli
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Ora maledico anche l’aria
e non mi importa se voi avete
le luci accese e la tavola pronta
per i parenti in visita
Ora fulminerei il Cielo
e quel falso Dio che pregate
nato da una vergine
ma assente da migliaia di anni
Perché qui nella
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Gocciolano le stelle come arnie
sullo Jonio vibrante dell’attesa,
germogliano sulla spiaggia le speranze
fra sabbia e gramigna fatta a strati.
S’allarga come in una tavolozza
l’argento che ricopre il primo strato
del mare che commuove un nuovo
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70081 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 20641 al n° 20670.
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