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Poesie pubblicate: 364’903Autori attivi: 7’451
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Le 69885 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Stringe la notte le stelle in pugno
lacrime di luna imbiancano la pelle
mentre dietro la collina le chiome nude
si piegano alla neve che scende giù.
Tutto appare come senza domani
eppure è nel giorno che viviamo
tra prati in fiore e nel sole che
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Scocco’
l’orologio delle ore.
" Quando mai, tu,
bambina mia,
vivesti?"
" Io?
Io vissi
momenti di pura
infelicita’
e disamore."
" Quanto?"
" Anni."
" Perché?"
" Non farmi
domande, se sai,
conosci
perché.
" Fosti molto
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Mia mamma
mai era vestita elegante,
ma nella cassa grande
aveva là, bello
un vestito di velluto blu,
su una vecchia foto lì vicino
c’era lei da ragazza
che lo indossava,
era bellissima,
il tempo lento passando
aveva fatto sì
che non fosse più
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Ho avvertito sfiorarmi il cuore,
quando nel buio ho spalancato gli occhi,
il tuo respiro ad un passo dal mio.
Abbiamo castelli in terre lontane,
sopravvivenza estrema
e lotte intestine.
C’è un posto,
sulla riva del fiume,
dove la notte si è
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Il pezzo di legno ha preso
la forma della maniglia
E’ pronta, l’hai levigata,
sta bene attaccata alla pentola.
Tua moglie sapeva
che saresti stato capace,
ma non ti ha dato
né ti darà mai
la soddisfazione di dirtelo.
A me, vostro figlio,
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Smarrito nel riverbero di questa poesia
esploro la mia più grande fantasia,
una profonda e limpida conoscenza
che mi trascina nel confine dell’esistenza.
Una luce pulsante,
un pensiero fisso e illuminante
che mi attira lentamente verso
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Ti volo sopra
sconfinato mare
Voluttuoso affamatore
di pensieri
ti guardo lambire le mie coste
e non muoio
Il sangue lontano
corre forse altrove
nutre gli oceani marziani
genera vite astrali
Ricordi?
Dicevi T A forever
E poi, più niente
E
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 | Cuore pulsa come tamburi
d’esclusiva orchestra
il vento trasporta sussurri
e il respiro affannato
tra realtà e attesa.
Ermetici pensieri e desideri
volano su giostra speciale:
fisso verdi pareti
e grandi vetrate.
Aspetto impaziente
che il
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Tu Eva se sei donna non sei danno
se lotti contro il nodo dell’inganno
volendo possedere per diletto
di mille e cento gioie il tesoretto.
Tu donna non sei cosa ma sei caso
se affidi la tua vita ad un travaso
mirando a rimanere per dispetto
sul
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Prima di partire
porterò le mie parole in soffitta
perché tu le possa trovare
e viaggerò leggero
Come il vento che trema
una nuova stagione di viole
appena sbocciate
nel gelo dell’inverno
Prima di sognare
cercherò di dormire
come diceva mio
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Di te e di me
e di sacrale tepore, dico
iato d’interne e toniche fibrille.
- dal ramo chissà se cade un usignolo
quando su calme piume frastuona la neve
che coerenza non ha di caldo fiocco -
Così
su quella mia rossa tempia di Febbraio
scesero
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Lia |
01/03/2018 21:27 | 1212 |
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Ingannevole è quasi sera,
ora nella foschia leggera
intravedo nei tuoi occhi azzurri
piccoli lampi ed i sussurri
dei tuoi
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 | M’accoccolo il pensiero
in quel ricordo
quando
l ’universo
mi teneva la mano
lì
tra le sue braccia
padrona del mondo
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| Ancora sento scendere in gola
il metallico sapore del rosso sangue,
quando avidamente succhiavo
un dito ferito
o l’odore verde dell’erba
appena tagliata,
quando di mattina passeggiavo
tra i viali alberati
e il fresco azzurro del
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| Persistente
come
lo scintillio di luce
che
del tuo volto
negli occhi ancora conservo
accogliente
come lo spazio silente
tra
due parole d’amore.
Debordante presenza
che
dal cuore
incessantemente si protende
a colmare
di Senso
la
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Su di me non ho che ferite
quasi mai confessate, e così poco guarite
dai tormenti dell’anima.
La prima arrivò a pochi anni
quando correndo nell’aiuola del giardino
miseramente caddi su vasi di ciclamino.
La seconda invece nello slargo davanti a
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Un fiocco di neve
si è posato sul tuo viso
ti ha acceso un sorriso
e l’amore mi è nato
la tua mano ho cercato
nell’attimo dello sguardo,
fredda mi bolliva
in vampate nel cuore
una pazzia il tuo sì
esploso fra i fiocchi
mi hai aperto il tuo
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 | Mani rapaci
il totem egiziano
ed il metafisico stregone,
futuri nemici;
tra rulli di tamburo
e recitata nobiltà
sventolano bandiere solidali
ma razzolano ineffabili,
a sangue freddo
senza mai levar il capo
dal fiero pasto,
contendendo il
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Prima che la Signora arrivi
agghinderò la porta
con i miei fiori porpora
e tingerò le pareti di viola
Metterò il vestito di velluto
e il cielo della notte
con le stelle ormai spente
dopo il calar dell’ombra
Prima che bussi per tre
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Vardiello teneva nu sacco ‘e perdenza
‘a panza serveva a fa’ penitenza
ma ‘a chiocca sunnava nu munno felice
Vardiello campava credenno a ll’amice.
Vardiello vulava cu tutt’a stracquezza
sicuro ca ll’aria te mette na pezza
ma suonne e parole nun
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Tu impietoso favonio
sospingi logori passi
increspi
delicata tunica
di profumati petali.
Ma è brivido di dolce mestizia
lo sciogliersi dell’aurora
che ...
con abile tocco d’artista
dipinge
claustrofobico, tirannico
quadro d’ombre
al
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 | Cielo
nascente di colore
infuocato di passione
coraggioso,
impavido
come la mia anima
speranzosa di vita.
Inno di
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| Ti porterò
al confine del mio mondo col tuo,
dove la terra è ancora umida
delle nostre lacrime.
Afferra la mia mano e corri,
ti porterò dove la notte
è l’unico rifugio,
dove il sole ferisce
tra la distruzione.
Apri gli occhi e dimmi,
cosa
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 | Aspetto le rondini da tempo,
stanco dei gabbiani che schiamazzano
nel cielo sopra al mare, della voce gelida
del vento che urla al tempo;
I colori dei fiori e il sole che mi brucia la pelle desio.
In questo freddo inverno mi cadono i
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| Difficile districarsi tra quelle pagine
Entrate e uscite si accapigliano
Numeri sculettano ubriachi allo sguardo
Un andirivieni che manda in tilt
Nuoce perdere la pazienza
Conviene stare calmi
In attesa di aiuti
Arrabbiarsi non vale la
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| Sfido la gravità con un pensiero,
sparigliando i tarocchi menzogneri,
portato di una vita farfugliata,
che scarnifica l’ethos quotidiano.
La tunica indaco da Tuareg,
ad avvolgere scampoli di amore
e torbide sirene del passato,
copre,
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| Notte, deserta di forme
restami accanto gentile
Tentami di buio e di baci
credimi, sono perduta
Sotto le pallide
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| Lassù nel cel se spanpàna
nebie grise col capel ciaro,
e subito le spolvara
i fredi e sechi montesèi.
Vardando ben ne la corte
gira e regira farfaline bianche
che le va a coersere tuti
i sassi che te fa scapussar.
E subito ‘l bacan col còrgo
’l
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Spengo la luce
e non ho che cera da consumare
la mia calda pena
tiene compagnia alla polvere
Apro la finestra
così le ombre potranno entrare
ad avvelenare il buio
sul muro vicino alle mensole
Non c’è spazio per il cuore
e nemmeno uno
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Eri un albero eternamente fiorito
che regalava i suoi fiori a piene mani
e tracimava dal suo cuore pulito
Amore e dolce incanto per la vita.
Eri ancora tutta da venire,
età di chi s’affaccia alla vita
occhi desiderosi di scoprire
e primavera
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Scrissi
Poesie.
Molte furon
d’ amore.
Come Poeta fa, che guarda
la vita, io
scrissi la vita.
Della mia, e di cio’ che cuore
vedeva...
Vidi
ridere, giocare,
scherzare...
Non son scrittrice,
ma umile viandante...
Lasciate
a mete
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69885 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 23821 al n° 23850.
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