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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’919Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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Attimi su attimi dosati con pazienza nel tempo
che lentamente va nella catarsi di un fortunale
vissuto senza mai fermarsi
come fosse vita percorsa su sentieri
sorseggiati e condivisi con cuore e anima,
e nonostante il tutto, ancora più
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In un vassoio di cristallo
il fasullo appare vero.
Senza riposo
lavora l’intelletto
per mettersi a braccetto con l’ingegno
senza essere circospetto.
Se non fosse contraffatto
sarebbe l’antefatto del certo.
Lo misuro con il dubbio
per non
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qui
di noi solo apparenze
-ridimensionati siamo
-acqua e memoria un sogno di volti
delle nostre ali -dalla nascita-
abbiamo perso ogni tanto una piuma
e la chiave del cuore
-ahinoi- dimenticata in soffitta
tra arnesi fuori uso
mangiati dalla
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Sei cosi silenziosa
-
avrai da fare e lo capisco
-
buongiorno a te, e via...
-
ci basta questo mattino, a respirare
-
a non sentirci
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Rimbomba lodi
ai miti trionfi.
Storia d’intrighi
d’indocili conquiste
Akragas sponda
di miti fiumi
Terra eterna
città degl’immortali
Imperi e tiranni
calcedoni e gelesi
contendono agli allori
al destino degli Dei.
Giochi di
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Quasi ipnotico
quell’incontro con te...
non lascia spazio
a frammentate idee.
Solo dà adito
alla creazione d’un vissuto
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Migliaia e migliaia di buste
di plastica lungo la spiaggia!
Ma siamo un paese civile
oppure una razza
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Impalpabile
aleggia
come
un miraggio improvviso
nel deserto
soffocante
del consenso.
Tra le case
sulle strade affollate
tra i pensieri
insistenti
ovunque
si posa.
Scintillante
semenza
dell’infinito Sogno
avvolta
in sottili
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Amore che di notte
vivi nei miei pensieri
illumina i dolci ricordi
sulle onde di questo mare
che non ha più vele .
Noi nati nei giorni della nostalgia
siamo fotografie prive di parole
sguardi di silenzio sul davanzale del tempo
dove gli anni
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Il passaporto
che utilizzo spesso,
per lavoro o vacanze
lo tengo stretto,
lontano da ogni
fuoco e riflesso,
che potrebbe fare
un contrario effetto.
E quando scade
vado... e lo rinnovo
per dormire tranquillo
e al sicuro
di poter
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Affranto infelice e stanco
annegar vorrei nel Nulla
or che esausto di battere è il cuore
e proibito mi è porre fine alla vita.
Oblio pietoso perché diserti e ozi
oh ulcere crudeli, crampi di morte!
Luce mai sconfiggi il buio
tutto si scompone e
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Mi ricorderò di dover morire
quando l’erba sarà fiorita
ed il contorno dei rami d’argento
avrà già lasciato questo cielo
Il segno delle carezze
non sembrerà più una ferita
dimenticata aperta dall’estate
ed i miei respiri saranno
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Tu Ermes, nel tuo errare
al limitar tra cielo e mare,
posa le nobili tue membra
sollievo alla desiata ombra,
e vessillo tuo a noi traduci
a postilla, lentamente bruci
la fatica del pensar che cresce...
In grembo, nugolo di frecce
bersaglia
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L’aria s’offusca e pesa,
la pelle quasi nuda pare indossi
mille strati di stoffa.
Cerco respiro in un soffio
che invola i petali
e veicola mulinelli di insetti
e scruto nel plumbeo cielo un raggio
che faccia pensare ad un errore
e sperare
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Mi turba, quando è fitta, la foschia;
c’è così poca luce, e mal comprendo
qual sia la verità e qual bugia,
se quel bocciolo è vivo o sta sfiorendo.
La luna col suo fioco luccicore
rischiara come può la mia esistenza;
odoro mestamente il
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Io e te, soli
a piedi nudi
sul prato falciato,
nel profumo del fieno,
fra petali di margherite
che si consumano
per la
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Ricchezza, di una rosa
- e i suoi petali delicati
(povertà mia)
che l’amo, e guardo
-
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Metamorfosi dei sentieri
stanotte incastonata a ieri
prigioniero di parole e pensieri
che pur fuori tempo son veri.
Ma cosa dirò alla luna
se mi guarderà in casa oscura
ove eri - solo Tu - la sua luce
e appagante soave pace?
Verseggiando una
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L’amore bambino
per abbracciarti
basta dirgli: ti voglio bene
disegna cerchi
con pietre nell’acqua
e per merenda
avrà zucchero e pane.
i piedini scalzi per strada
la madre che osserva,
le risate sguaiate
per un cane che abbaia
un vecchio
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Una distrazione,
la vita,
afferra la coda a un sogno
e la strappa via
disperdendola
come polvere remota.
Si annida
nelle ore di ombra,
sbuffa, annaspa, rantola
tra un’attesa e un tremito
poi si accartoccia
mentre cede il passo
a un
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Italia |
20/06/2019 13:06 | 2083 |
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Questo piccolo uomo
di bosco e cemento
così di carta e di fumo
e così d’ombre e segnali,
questo uomo così fuoco sottile
e contadino e amante
non vivo non morto:
questo piccolo borgo di giugno laggiù dimenticato
appena nell’ora del vino ovunque
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Nella valle in fiore
risuona l’eco della mia voce,
dice... Amore.
L’onda si espande grande nella valle
l’eco ripete amore,
mentre il sole è raggiante.
Rimbalza la mia voce
come una danza
armonia lieta avanza,
nella valle in fiore, colorata
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 | Da molto lontano,
si ode il frastuono.
Noi, minuscoli fiori,
di sole vestiti,
ci chiediamo cos’è.
Le verde antenne,
più in là, dicono:
è un corso d’acqua
innamorato.
Incurante, salta precipizi,
roboante di passione,
trasparente di gioia,
una
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| Come non tuffarsi in quei ricordi
quando alle prime luci dell’alba
tutto si fa nitido
calore emozione hanno un effetto elettrizzante
aprendo la strada al giorno
seppur nella sua inconsapevolezza
riesci a distinguere quisquilie
capaci di
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Agonizza il giorno
sull’andar dell’ultima ora
che segue lo svanir dell’ombre
sul far dell’ennesima sera.
Cala ancora il profondo buio
mentre la notte avanzando
affonda i suoi artigli
negli ultimi chiarori del giorno.
Le scelte di ieri
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“Domani devo andare a quel concorso
per soli quattro posti di impiegata,
dovrò risponder bene a dei quesiti
e spero
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Ti dico sorprendimi,
sorprendimi ancora.
Sorvolerò inquietanti
nostalgie di attimi rubati,
rinchiusi tra parentesi archiviate.
Sorprendimi,
avrò bisogno di passaggi
tra le acque del tuo fiume,
di nuovi eterei zampilli
di colori,
a riempire
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A piccoli passi quest’essenza così immateriale, va
nonostante l’aria or mi sfugga fra le dita
come fosse sabbia nella clessidra a colmare quel vuoto
nell’ampolla di un’esistenza che si riempie di vera vita.
Cinquanta e più passi percorsi di chiassoso
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Portami ancora con te
non lasciarmi dove ogni abbaglio
non diventa poi luce
e ogni ombra non trova sbocco
nel giorno di
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Spremi le lune dai sassi
e resta nel vuoto
della sera tirata a lucido
per la fine delle stelle
Qui nel silenzio
non c’è mai posto
per le parole pronunciate
senza una lacrima
La pioggia sfiora
appena la terra
con le sue gocce di mare
rubate
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Il fruscìo del canneto
canta note d’aria e di vento_
sulle sponde del torrente
scivola
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Col fresco dell’alba
un fiume di rime,
di poeti che ascoltano
il suo gorgoglio
trasformando
il freddo dei sogni
in un fuoco che diventa
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Mi resta solamente da capire
per tacitare ogni dubbio atroce
se a queste tue parole, inopportune,
potremo almeno rimanere amici.
Poi mi travolge l’ansia, l’inquietudine;
va tutto bene, in fondo, almeno dici;
e resto in equilibrio sulla fune
delle
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E quando tutt’intorno
sa di chiasso soffocante
circumnavigo
i confini della solitudine.
Senza
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E tu ca cu sta penna ‘nguacchie ‘a vita
amara doce rappa e sapurita
me parle cu na lengua scanusciuta
ca senza d’a capi’ me da’ n’aiuto.
E tu ca sì ‘e na terra fredda assaje
m’he ditto senza di’ ca nun sta ‘o maje
e ie ca porto ‘o sole dint’a
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Quel cielo terso sul capo era solo dipinto
e la luce che seduceva lo sguardo,
poi s’era affievolita, ad ogni passo.
Dunque tutto il mondo è un deserto,
anche dove pullulano laghi e s’innalzano monti
e compaiono spiagge ridenti e si stendono
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Canto la notte, le solitarie stelle
così lontane da ogni nostro pensiero.
Mute, dall’infinito cielo, osservano,
indifferenti, il nostro passare.
Per noi, umanità dispersa
di questo piccolo sperduto mondo,
quelle notturne silenziose luci
sono lo
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in una crepa
natura trova spazio-
un
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E sento la tua voce che rimbomba
e si dischiude in un boato e scioglie;
poi ti ributti indietro e taci un poco
ma intorno
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Il sole si nasconde
ricordi sotto la polvere
non vengono
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 | La donnola uccide, da sola e predatrice
con morso subitaneo alla gola.
Ma anche soggiace
sperduta, al mondo, indifesa
in mani d’aliante e d’argilla.
Vulnerabile e mai arresa,
sorretta da fiducia
la pistis del suo intuito,
un astro radiante che
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| Scrivo se mai...
ce ne fosse il bisogno
per dire e ricordare
che nessun amore...
mai muore
vado oltre le vette
della
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Ti possiedo
in questa pazzia
su questo letto ideale
la nostra ultima battaglia
è l’amore
-
e ti avvolgi a me, come il gelsomino
a profumi l’aria di nuova voce
io ora, vorrei morirti dentro, come un guerriero stanco
sentire nel tuo corpo, le
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giorni si dipanano
in geometrie ingannevoli
il maligno si cela tra le pieghe - tu
percorri lo scintillante sentiero
dove l’esistere
s’ imbeve delle
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L’alba si indugia nel rossore del sole,
la luce dorata accende cristalli di sale
assopiti a due passi dal mare...
Il mio viaggio non si è mai fermato.
Una brezza salmastra accarezza i capelli
argentati,
le mani spengono il silenzio di una
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La clemenza di una mite giornata
contornata dalla saggezza dell’aria
nella setosa armonia della nottata
non trema per una sguaiata voce lontana.
Le ultime parole siano amabili.
Danze amorose di nuvole in calore.
Al centro
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I sintomi? ... Quel giorno di Natale
che mi trovavo in casa dei parenti
per festeggiare, cosa naturale,
la mezzanotte a base di alimenti
e dopo aver mangiato e aver bevuto,
mi son sentito alquanto insonnolito,
allora, in modo fine e
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L’alba dondola sulle stelle della notte
oltre le ombre di un nuovo respiro.
È il silenzio di una strada
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E ti vedo smarrita,
nel silenzio truffatore
dell’anima spenta,
come se non ci fosse più vita
in cui credere,
né domani da vivere.
Con le parole che corrono
più dei pensieri,
nella solitudine tremenda,
come se fossi davvero sola
e la speranza
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Solitudini in punta di piedi,
in bilico camminano,
sul baratro dell’incoscienza
mentre in silenzio
la mestizia attende
il suo turno ai dadi.
Intanto rotolano a valle,
tra cumuli di macerie
e attese,
i sogni ancora non coinvolti
in astruse
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Scivola la mente
su profili immaginari
intingendo la penna
dove il pensiero sconfina nella fantasia.
C’è un mare in quegli occhi
un mare profondo
che non trova approdo
e una vela di carta che inebria d’inchiostro l’azzurro cielo.
Ci sono mani
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 | A ‘na gara de poesia
a Tor Pignattara
‘na borgata a la periferia,
de Roma, vinse er più bravo.
Er secondo tutt’incazzato
pe’ fa vedè ch’era più bravo,
ar primo, je rivorse
stà domanda:
“E tu, che dei poeti
sei er più fino,
m’hai da dì:
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 | Di notte stelle intorno a me
e tasti
che s’abbassano e si alzano
dando forme e simboli.
Significati?
Senza limiti e senza confini
come un concerto di Mozart.
E là sui campi
ora è giorno...
distese di grano maturo
rosseggianti di
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| Le mie vacanze
le faccio spesso,
dal Sud al Nord,
in auto e in concerto
a viaggiare
per lavoro o avventure
e dormir sotto le stelle
a cielo aperto.
E più volte mi sposto
oltre confini,
sia d’inverno
che in piena estate,
sarà che è questo
il
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La terra muta in tarda primavera
ma il sole la feconderà di più ancora
mentre un caldo vento quasi estivo
a Te mi condurrà vicino.
Fra profumati capelli di grano
ti accarezzerò il capo - piano -
incantato da riflessi - smeraldo cielo -
nei tuoi
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 | Con sobrietà silente
si eleva imponente per adagiarsi
sulla parte opposta,
non si cura della sua anima di ferro rivestita di cemento.
Lo percorro tutti i giorni in lungo e in largo.
Ponte immobile che unisce rive opposte
che non si incontran
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Ha cancellato i passi
fatti insieme
lo sbadiglio muto
della memoria digitale,
tra strade franate
in un violento sisma,
di quattro mura
son rimaste le rovine,
e di una bici appena
lo scheletro spettrale,
il mare ha divorato
sabbia ed
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Saremo strani noi
che non abbiamo retto
la fatica di una vita
e il dolore di tante stelle
Saremo malati
dopo aver deluso le lune
e aver pianto cipressi
in mille cimiteri di fango
Saremo illusi
per aver cullato il mondo
quando la pioggia
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Lontani dal mondo
in un luogo appartato
visibile soltanto dal mare
annientati
nel battito sfinito
di due cuori
perduti nella complicità
delle nostre anime
tu ed io
sotto un cielo avvolgente
e paradisiaco
cerchiamo invasioni
d’
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 | Splinniva a luna nni sta nuttata di Giugnu,
dava lustrura ca pariva menzujornu,
e lu celu chijnu di stiddri
cugliva dallantu na vuci di picciliddri.
U silenziu di festa e calura dava a luci
’na beddra criatura,
mentri u’ vagitu di duncizza,
vulava
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338074 poesie trovate. In questa pagina dal n° 29011 al n° 29070.
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