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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’622Autori attivi: 7’457
Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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Un soffoco m’ opprime
m’ accorcia il respiro
mi trovo tra le rime
suda anche la biro.
Per scrivere ci vuole
giusta temperatura
ma sale la calura
con schiocchi di braciole.
È vivere sociale
tutti ci accomuna
vola un temporale
le gocce li
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Alberi bisbiglianti il dolore nella notte,
messaggi inascoltati
dal sonno delle coscienze.
Labirinto di pericoli,
ogni giorno vittime
e lacrime amare,
vite invisibili presto dimenticate.
Lavorare per vivere,
non morire per vivere
e morire
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Un sospiro due tre per riprendere fiato
con un tale compiacimento che messo insieme il tutto
aiuta a comprendere quanto può essere conveniente
non lasciarsi accalappiare dalla paura
frullata bene dall’incertezza
incamminandoci sino alla fine
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Tenterò
di ascoltare il cielo
e sarò ricordo
nel tempo che sfuma
lentamente
nuvola su nuvola
fino a completare
il lamento del giorno.
Cercherò
di respirare il vento
venuto da lontano
a portare dolore
e le ombre più scure
nel deserto
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Navigo
fra le colline
dell’onore e del disonore,
fra l’una e l’altra:
io uomo e il Dio di ogni bene.
Il disonore della guerra,
ha distrutto,
mentre l’amore
mi ha dato la vita
ed ha ricostruito l’uomo
nella sua pena
di dover: vivere e
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Il mio specchio
sono i tuoi occhi,
penetrano con sguardi d’amore
complici e passionali.
Occhi come schermi
trasmettono immagini nitide o sfocate,
toccano i colori del cielo e del mare,
i petali dei fiori,
le ali pagliuzzate
di una farfalla
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 | Ci vuole quasi un genio in quel mestiere
e non son tutti ugual gli operatori,
destrezza e conoscenze sono in gioco
clienti pur sondifferenti assai.
Difficile complessa e delicata
si fa questione a tu per tu in quel sito:
e quei per meglio svolger
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| Ero morto
ora vivo.
In quella vasca
non c’era solo il mio corpo
ci ho messo tutto
lasciato di più.
Sommerso dall’acqua
il tuo abbraccio mi strinse
non lasciò fessure.
Senza questo amore tenace
non sarei riemerso.
Gioisci anima mia
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Non ricordi
il colore del mare
e il vento
toccato dal sole
vicino ai tuoi occhi
socchiusi
e baciati una volta
dal tempo rimasto.
Non respiri
che le gemme dei fiori
e le ombre cadute
al tramonto
dove la luce
ha lasciato un profumo
o un
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A piedi scalzi, io uomo
ho cammino su levigate pietre,
preparate dal tempo
e la sua lunga storia.
Ho sanguinato i piedi,
ma poi, il ghiaccio ed il sole
le hanno aperte quelle pietre
e dentro vi sono nati i fiori.
Il Creatore Dio ha forse lì
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Occhi spalancati nelle case,
tra briciole di muro
un silenzio duro
rimbomba assordante negli orecchi.
Negli occhi a volte il pianto,
trattieni quelle lacrime
nel cuore e nella mente.
Aggrappati alla nebbia
si muore senza più traccia,
i giorni
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Sono chiome danzanti
nel soffio incolore
sulle cime di monti
di luce un bagliore.
È un’aria che plasma
Il viso e la mente
a volte entusiasma
o è indifferente.
E vento che transita
e t’aiuta il respiro
nel messaggio di vita
abbraccio il
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Tanti sono gli anni passati eppure il ricordo non s’infrange
facendo rivivere attimi unici lassù sulla collina
complice quel focolare che calore emanava
anche quando seppure spento intimità elargiva
maestro di vita incantava quando con
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Rotonda la pretendo ogni mattina
la sera col triangolo in azzurro
e il rombo che sedotto da un sussurro
la notte dentro il cubo mi sanguìna.
Perimetro di un caso irriverente
che dona al mio rettangolo il coraggio
proteso con il cuore
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- Le albe del mondo -
Le notti
restano a un passo dal giorno
e i corvi
sanno che il buio
porterà nuove morti
sconosciute
a chi non ascolta il vento
e i suoi lamenti neri.
Le ombre
tremano dopo il tramonto
è il fiato di Dio
che annuncia
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Dammi un secchio
o mio Creatore Dio,
Ti porterò le lacrime
di chi non ti conosce,
di chi non sa, che,
tu entri in chi ti ama
senza che lui ti apra la porta
e ti fai presente in lui
quado tu sai che il suo vivere
ha bisogno di te.
Troppe volte ho
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 | Sciacquio di conchiglie.
Un fratino si muove veloce
sulla spiaggia e la riva.
C’è arietta di mare pungente.
Una farfalla intirizzita
offre le ali
al primo raggio di sole.
Rinvigorita sfarfalla
fra gli ombrelloni.
Approda sulla pelle
in cerca
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 | Allora andiamo tu ed io,
ché già stanno aspettando,
no, non puoi essere restio
se non ora dimmi, quando?
La tua vita l’hai vissuta
e magari hai dei rimpianti,
ma è così che l’hai voluta
io lo dico a tutti quanti.
Nel percorso t’accompagno
si
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| Lungo un sentiero
di alta montagna,
un dì mi smarrii
nella campagna.
Cercavo di uscire
dal vicolo cieco
quando sentii
una possente eco:
"Perché uomo
sei cosi brutale
e con la natura
ti comporti male?
Baci tutti,
stringi la mano,
lo fai
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| Il tuo cuore
mi parla senza freni.
Come il cielo in festa
all’alba d’ oro.
Si profuma di sogni d’ amore
vestendo noi
nel tumulto del mare
senza
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| Quel bisogno irrefrenabile confonde
frullato di pensieri si accanisce
ovunque sguardo si posi
suscitando un senso d’incompletezza
dove è inutile tuffarsi onde mettere in pratica
desiderio non ancora arrugginito
speranze ormai riposte
riescono
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| Una leggera brezza
mi entra e mi solca
la pelle e la sotto pelle, e
in quei solchi, io
da contadino nato,
semino le sementi
del mio Creatore, poi
mi faggio carico:
delle piogge a vote acide,
dei raggi del sole,
a vote di ghiaccio,
e crescono
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Cantami una canzone
che parli dell’amore,
io ne ascolterò le parole
con la musica del vento
la porterò nel cuore.
Parlami dei tuoi sogni,
insegnami le parole,
come perle ne farò
un gioiello da serbare
con tenerezza e amore.
Vesti i giorni
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Diamanti, fessure aperte,
topazio nel cielo, sogno vagante,
luce nella sfera.
Astro celeste, magia planetaria,
sogno nell’emisfero, veloce come la luce.
Ti dono alla luna, amica del mare,
riflessa nel fondale,
ti custodisce una conchiglia
perla
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Rimembrare a cosa serve
se non a rimettere in moto situazioni
che vorremmo poter distruggere
siano esse ben attecchite nel cuore
oppure novelle per le quali
non riusciamo a capire il perché di tanto affanno
seppure dentro di noi
si conosca la
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Sereno è il pensiero
quando l’alba
mi accende le persiane,
lui, subito si arrampica
per andare là dove nascono
i raggi della nuova luce,
sa lui che nel chiarore
c’è la cellula del Creatore
mi alzo e mi sento nuovo,
scarto di me quelle
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‘Ncopp’a stu munno d’a matina a sera
nu crocchio ‘e corve ca nun serve a niente
se mette ‘e ponta pronto a ciaceria’
pecché int’a vita chesto sape fa’.
Nun more juorno ca nun sta ritorno
nun passa ora ca nun spanne addore!
A ogne sciuscio cagna
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Ascolto silenzi in un perdersi
di parole nella mente assonnata
cerco riparo
da un sole che brucia i confini di un sentire senza regole
dopo una notte insonne
il canto di una cicala ruba
il sonoro al vento che mi avvolge
in un abbraccio senza
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Quel passo delicato
con gli occhi socchiusi
fan di te un pregiato
quadro, toni soffusi.
Sono mie impressioni
di uno spasimante
sotto gli ombrelloni
nell’estate bruciante.
Accarezzo la sabbia
già penso alla nebbia
che il volto nasconde
e
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Difficile comprendere
quanto questo mondo richiede
ogni giorno novità prolificano
tenendoci sempre sull’altolà
insicurezze incertezze
come cibo si fanno avanti
provocando paura non più gestibile
nel guardarsi attorno nemmeno i venti
riescono a
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Accetto e convivo
con un destino da me stravolto...
inutile cercare conforto
chiudo gli occhi e sospiro
ripercorrendo ogni singolo passo
mi catapulto nel passato...
afferro brevi attimi sereni
e lo spirito illudo.
Sembrerò un pazzo
un uomo
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Prigionieri di una gabbia disordinata
si spingono,
come fossero un turbinio di tempesta.
Come stormo di rondini
si liberano in volo
sulla scala di un piano,
tastiera di una vita scomposta.
E io che inseguo le domande
scorgo la luna che gioca
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Silenzi
che squarciano
che sondano
che penetrano
che scavano dentro.
Silenzi
che aspettano trepidanti.
Silenzi
che velano verità nascoste
Silenzi
che svelano abissi profondi.
Silenzi
che proteggono
che feriscono
che proiettano
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Verser des notes de couleurs,
Au fin fond de nos coeurs meurtris.
Livrant des batailles, par amour maternel.
En toi se terrent des fêlures et des chants de merveilles.
Réfléchissant à la théorie des huit mondes,
inscrite sur le parchemin de ta
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 | Firenze città del giglio
Esterna con passione
Relazioni inaspettate
Relativamente al presente
Assurde velleità
Giocando a nascondino
Osando il
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| Le lucciole nelle rughe
delle strade come ombre sottili,
silenziose sentinelle
negli angoli scuri.
Un brulicare di
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 | Ancora
una parola svelata al sogno
avvolge l’anima assorta.
Cembalo sonante di ore e presagi.
Custodite da sempre
nello scrigno antico del essere.
Lo sguardo rimanda attimi attesi,
di verbi mai espressi.
Deposti in un frammento di ore trascorse
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Siamo rimasti soli
sui bordi del vento
che passava
segnando stagioni
e anni perduti
fra parole sbiadite
e regali mai dati
per qualche giorno
di calendario sbagliato.
Siamo invecchiati
odiando cose belle
e rimpiangendo
chi ha fatto il
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Ascolto il vociare dell’albero,
ha bella la chioma,
le forti sue radici, si vedono
cerchiano la vecchia fontana,
io mi siedo appena oltre
e quando la lieve brezza
che l’alba con la sua luce,
doma all’olmo e a me,
la sua parola la sento
come un
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Esponendo disponendo lo pretendo
col gerundio creativo son tremendo.
Ti nascondo la persona ed il soggetto
son felice e me lo porto pure a letto.
Calcolando dividendo se trascendo
chiamo pure il gerundivo e te lo bendo
tanto messo sulla carta è sì
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Lungo il percorso un tempo ingrato,
vite si staccano da noi, lacrime
che feriscono il cuore .
Una famiglia sempre più piccola
mani che lasciano la presa, anima
che voglia non ha più di pretese.
Lungo il percorso un tempo ingrato
ali spezzate
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 | Mentre fiaccando vanno
i nostri giorni,
striscia un’angoscia
e brucia sottopelle:
un dominio simbolico a inculcare
uno stesso pensiero pilotato
c’è imposto come ipnosi ripetuta;
mediato il senso univoco e obbligato?
No: dileggio, proscrizione,
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I sorrisi si nascondono
dietro la difficile vita,
non ci sono anime
che non siano felici
ma solo uomini.
Il sorriso altrui, ai nostri occhi,
dovrebbe essere il regalo
per la nostra gioia.
Dimentichiamo il bello,
teniamo il brutto
quando
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Sbagliare nella vita si può
non dobbiamo farne un dramma
dietro c’è sempre qualcosa
che può aver influito a questo
inutile prendersela
cerchiamo invece di trovare il sistema
affinché non accada più
le vie sono tante da mettere in pratica
non
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Ero sicuro
delle nostre ombre
e quando la sera
abbracciava il perdono
io temevo
la notte come un veleno
e il buio
distratto dal silenzio.
Ero debole
nel giorno e le parole
erano nemiche
del mio cielo scuro
in attesa della pioggia
e di
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Cosa cambia, dimmi
cosa cambia di me, adesso
che ogni cosa si scolara
ai bordi di questa sera
che naufraga nel lato scuro
di un giorno sperso.
Ti cercai, oh sì ti cercai
laddove il tempo
era rimasto solo ad accudire
il cuor mio, come
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Ero
ancora intento
a ricambiare il benvenuto
di quella prima
piccola onda
che
dai miei piedi già si ritraeva
che un’altra
timidamente s’avvicinò
ricolmando
quell’assolata insenatura d’anima
di spumeggianti
messaggi d’Oltremare.
Senza
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Il vento l’acqua la cenere
oblio frullato di parole
non c’e il volto di venere
svanito nei colpi di sole.
La terra nera è memoria
di un
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Domani è domenica,
io passerò dalle tue parti,
un po’ di festa
la sento già nel cuore
avrò chi mi disturba,
ma un po’ del mio tempo
sarà per Conoscerti meglio,
io Ti porterò, tutti
i miei lenti passi, passi
che mi sono serviti
per avvicinarmi
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E’ proprio chiuso il labirinto
non si conoscono vie d’uscita
solo un pizzico d’aria si sente
sarà intonata sarà stonata chi lo sa
basterebbe provare ad aprire le ante
forse qualcosa si muoverebbe
delusione per chi ci conta
l’imprevedibile è a
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 | Nulla pareggia il fiore
nella sua prima età
pari sarà solo
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Quando morirò
vorrei essere sepolto avvolto
in una bandiera rossa
in mezzo a tutti i libri
che non sono riuscito a leggere.
Insieme a quei migranti
che non sono riusciti
a raggiungere la terraferma.
A quei Partigiani fucilati
durante la
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La tengo stretta dentro
incastonata
doppia mandata
e sempre incatenata
anche se vuol fuggire
e lo ritenta.
Con cento e mille cose
mi tormenta
ma è tutta mia
solamente mia
e mai e poi mai
potrà andare via
per cui col male
non ci
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Piccolo piccole
con tutte le loro moine
quel modo di fare che non muore
ritornano sovente a rallegrare il giorno
seppure con una punta di tristezza
sono tre solo tre
ma capaci di dare un senso alla vita
riuscendo persino a far sorridere nei
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Non ricordo
i vecchi sogni
ma quello
che siamo stati
era una nuvola
in un cielo antico
fatto di pioggia
e di vento scuro.
Non perdono
i vecchi dolori
e forse domani
non penseremo
di poter vivere
ancora di foglie
e di riflessi
donati
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Non passo e non posso
scavalcare il colle di notte,
lo spirito mio là
pianterebbe la sua tenda
ed io non sono pronto
a stare tanto vicino a te o Dio.
Cammino giù in valle
fra le Tue chiese
e i molti vecchi oratori,
ancora qualcosa mi
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Il cielo è come un grande schermo
che non sta fermo,
ci son tante luci e hanno le ali.
Per l’aria tranquilla
dal cielo infinito
una cupola di stelle arde e cade
sfavilla col pianto.
Una scintilla vola su noi,
vai ad afferrare una stella
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Son gocce di cristallo a divenir evento,
stelle in brillio a risplender festose,
notte maliarda, lucciole a
sfrecciar i cieli.
Desideri espressi in dolce desio,
silenziosi come rondini volan i sogni,
e le speranze a trattener respiro...
Notte di
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E sorto ormai il mattino
con l’alba sua compagna,
si sveglia la campagna
col manto di bei fior.
Se caldo, sole ed afa
ha in serbo pure Agosto,
non ti crucciar, ché tosto
arriverà il tepor.
E tu potrai volare
come farfalla bianca,
ove natura
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Nella mia notte
non dormire spirito mio,
va tu a conoscere
il sapere del nostro Dio,
poi, lentamente
parola per parola
mettimela nella mente
e fa che io la interiorizzi
con tutta la delicatezza
che questo sapere merita
ed io nel sogno virò
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337782 poesie trovate. In questa pagina dal n° 6981 al n° 7040.
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