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Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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Un sottile miraggio
la collina a primavera.
Ricoperta di gialle ginestre
pare un morbido manto
gettato da Dio sulla terra.
Ma sotto il profumo che inebria
infidi sassi a mordere il piede
e crepe invisibili agli occhi nel suolo.
Lo scalatore
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Cnosso dell’aureo palazzo l’opulenza
dove bello sorride il Principe dei gigli
lì sacrifici a Gea la Dea olio e vino
a profusion da lunghe anfore versati
poi schiavi macilenti dolenti denutriti
che solo ne assaporavano gli odori,
e poi la ricca
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Tutto a portata di mano tutto quanto desideravi
tutto palpita d’un tempo cosa chiedere di più
soltanto sfrontatezza potrebbe in merito
da scansare senza dubbio
solo una cosa manca onde raggiungere l’apice
ma non si può non si può avere
non si può
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Rime solitarie
si perdono nel blu
sono versi che tu
sentire non puoi,
ma l’amore che tu vuoi
a te mi unisce
e solo felice
il
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Mancano ancora due lune
e poi il vento
potrà riposare
tutte le notti del mondo
e sognare le stelle
sorte al tramonto
e svanite prima dell’alba
quando il buio muore.
Mancano solo due nuvole
e poi la pioggia
non tornerà più
fino alla fine
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Si rincorrono nel cielo guidati a turno dal sole
e dalla luna delle stagioni i carri sospinto
dallo zefiro gentil e i suoi fratelli si allontana
quello della primavera ornato da primule
viole di biancospino brocche verdi foglie
gemme di peschi meli
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Voglio,
petali di rosa sul cuscino
carezze di luna sulle labbra
profumo di gardenia tra i capelli.
Voglio,
sguardi appasssionati
braccia che riscaldano
parole che cullano.
Sulle labbra, ardenti baci
tra i capelli carezze di
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Echi di divino
rende visibili a noi
sempre e dovunque.
Fin dall’alba radiosa,
incantata dai colori
quando il sole s’affaccia.
L’anima s’inebria
quando il sole lambisce le foglie
splendenti come smeraldi.
Un raggio accarezza le
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 | Che dirti amica cara che il mondo ancor non vedi
accoccolata come sei nel ventre di tua madre.
Uscirai
presto vedrai,
come l’uomo brama un tempo di pace.
La rincorre una vita intera
tra quella che risulta esser la sua pena:
l’attesa.
Aspetta mesi
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Giullare di ricordi è il tempo,
a volte li mostra, altre li nasconde,
prigionieri nella mente
a volte svaniscono.
Tutt’intorno si diffonde
un intrigante alone di mistero,
nell’aria dei ricordi
profumano intensamente nostalgici e teneri
per
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 | Un istante e scatta la nostalgia
troppi gli anni ormai passati
quando la sua presenza benché minima
riusciva a rallegrare il cuore
carnina quel nostro vessillo
sventola e non poco
in un’attesa che a volte diventa insostenibile
seppure quaggiù
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Ascolta
il rumore del vento
come fosse la prima volta
e i respiri di luce
al mattino presto
quando l’aria non sa
se la notte tornerà
ancora con le sue tenebre.
Ritorna
a guardare le stelle
e bacia i miei occhi stanchi
del
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Pazzo e caldo il dì
ha annebbiato la festa
la disturbata mia preghiera
non è salita al cielo,
non ho sentito vibrare
le corde del mio cuore.
Amo però la domenica
nei suoni delle campane
così il pensiero ardito mio
passeggia un po’con Dio
e nei
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 | Quel che rimane delle cose, le persone,
lo ha disgiunto evento.
Le case hanno bocche spalancate,
per il troppo amaro respirare
l’abbandono.
Nel vuoto,
la voce forte di maestro
riporta flusso d’onda.
Indomabile tempesta il cuore
allerta:
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E passe pe’ sti strate
‘a sempe ‘nnammurate
c’a freva e ‘a nustalgia
‘e sta passiona mia
addò sta voglia ‘e core
t’abbruscia sango e annore
addò nu suonno antico
rummane ‘o meglio amico
addò nu santo allero
è ‘o juorno cchiù sincero...
Te
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L’attimo sprecato
è un pezzo di cielo
che poi s’allontana
sparisce nell’aria.
Momenti di vita
portati dal vento
come arcobaleno
colorano i giorni.
Sono dei sentieri
che arrivano al cuore
sorpresa del tempo
l’istante che appare.
È goccia
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È piovuto di tutto e dappertutto
dal cielo di maggio.
È piovuto sui nomi,
ha piovuto così tanto
che ha sommerso il nulla dagli occhi brumosi
smarriti in stelle dalle guerre insanguinate...
Piove ancora,
piove fitto sul mio cuore.
Senza
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Il tempo chiude quanto sino ad oggi vissuto
ma non dobbiamo farci caso
puntarsi su quanto corrode non conviene
essere invece coerenti con quello che possiamo fare
alleggerisce e non poco il vivere quotidiano
facendo volare via la sofferenza
non
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Eterno il tempo dell’assenza,
come si fosse fermato ed io con voi,
nell’immobilità vacillo.
Non c’è giorno che non vi cerchi,
nell’apparente quotidiano,
in ogni gesto ripetitivo,
ogni nostra abitudine mai dimenticata.
Eravate liberi e ora vi
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Dimmi qualche parola
che io possa ricordare
quando sarò nel buio
e la luce solo un riflesso
dei tanti giorni trascorsi
ad amare le nuvole
di un cielo troppo distante
per ascoltare i lamenti.
Dammi qualche carezza
per uscire dal silenzio
e
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Lascio alla luna
le sue pazzie
e al sole caldo
le ubriacature,
alle notti troppo corte
i miei sogni incompiuti,
ma l’alba la faccio mia,
la sua luminosità
mi appartiene,
con quella luce
che dal colle scende
nutro l’estro mio
che vuole bianchi
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Sai che c’è un sottile strato
di polvere sugli armadi, sugli scaffali
più alti...
Non è stata dimenticata, no,
la polvere sa di essere lì
ha la coscienza di tutti i pensieri
di questa casa.
Ne conosce le parole, gli anni...
Delle porte, dei
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C’è traccia di silenzio nell’anima
intimo è il parlar del mio nulla.
Ritornano i ricordi del tempo vissuto
l’amaro calice della morte si offre ancor al presente
dove il dolore inonda la mia anima.
Quest’estate brulica di vita
il vento gioca
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Acidula la sera prima delle vacanze
rosseggia all’orizzonte
tu, nome senza scrittura
tendi il braccio e ne tracci la linea
Mi dici che lo spazio diviso a metà
si ricompone di notte
quando il buio è indistinto e le figure si nascondono
Tutto allora
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Basta un occhio su quel numero che tutto si fa nitido
escludendo temporaneamente quel programma
che ogni volta diventa una vera manna da custodire
non esistono inganni che possono addentrarsi
grande la forza nel tenerli distante tanto da non
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Si fe’ del buio
il manto tuo, così scuro
da impallidir la notte...
eppur sento il tuo respiro
che in fusa amiche
mi sollevano
dai cattivi pensieri...
ah se i gatti neri
potessero parlare in proprio,
sarebbero parole d’amore
che in loco,
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Il tempo sa contare e cominciare
la notte se ne esce assieme al giorno
l’estate con l’inverno gira intorno
la vita se ne va a bighellonare.
Il sole si nasconde per giocare
la luna ha quattro stelle per contorno
l’andata gioca a carte col
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Chiamami nelle ore che non hanno tempo
nel chiaroscuro di giorni sempre uguali.
Incontrami nei pensieri
dove lo sguardo è libertà di vivere.
Nel facile confondersi dei respiri
l’amore è un bacio di luce
nel grave cielo dei nostri occhi.
Noi
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Basta guardare nel fondo degli occhi
per captare quanto nel cuore palpita
involontariamente senza preavviso
un alone si fa garante che niente è solo un sogno
ma realtà inaspettata per la quale battersi
affinché il dopo possa essere di buon
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Dov’era il nostro perdono
se non fra le ombre
quando la sera scendeva
come un velo fra le cose
e nessuno sguardo
avrebbe potuto rubare
la luce al giorno e tornare
al cielo come amore.
Dov’era la nostra stella
se non nella notte
che splendeva
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A Milano in tanti piangono uno,
a Cutro seicento sono nessuno.
Strizzati dentro la barca- scatoletta
umani fatti
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Scrivo un grappolo di parole
come teneri sorrisi
di primule e viole.
In un prato fresco di rugiada
mi riscalda un tiepido raggio di sole
e un mandorlo in fiore.
Merletti di stelle nei brandelli di cielo,
manciate di luce nella volta
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Che dire che non ho detto?
Cosa scrivere che non ho ancora scritto?
Ecco: il nostro sorridere, insieme.
Non ci hai pensato?
Ma capita, e spesso.
Sai, dà vigore,
ai giorni di pianto,
in cui tutto è uno schianto.
Ai giorni in cui tutto
è il
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Dev’essere proprio impossibile vivere in pace
ogni cosa si rivolge contro
persino quando senza alcun’ombra di dubbio
appare come un mare tranquillo
eppure quei cavalloni hanno una forza tremenda
nel buttare tutto all’aria
sarà poi vero che solo
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Lo specchio parla.
Si lagna degli occhi stanchi
e dei capelli bianchi.
In fondo in un angolo,
nell’ultimo riflesso della sera,
c’é una ragazzina magretta.
Sorrido al ricordo.
12 anni.
Due gocce di sangue e le dissero che era diventata donna.
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Foto sbiadite di momenti felici
trasparenza di cuori, poi forbici
a cancellare visi, verità nascoste
e un abito bianco senza risposte.
Foto riempite con nuovi paradisi
e dentro l’anima solo falsi sorrisi.
Versi diversi a ricordare un Amore
ma il
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Illusione di esser vivi all’ombra della morte
cosa resta della ragione
nel perdersi di un giorno che nasce verità.
Nel nero dolore
siamo amori invisibili
oblio di un respiro di solitudine.
Silenzi del tempo di ieri
quanto spazio rimane per
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Stella di Lesbo venere gemella
verso armonioso rosa spina e cuore
regina dell’Egeo fausta procella
tantrico ardore.
Donna e chimera vanto del dolore
splendissima Afrodite dolce sposa
freccia che vibra e lotta nel tremore
e mai si
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Cercare di tirare su il morale
a chi si trova in uno stato d’incomprensione
potrebbe sembrare impossibile
senza l’aiuto di chi conoscendo la persona
mettendo una parola buona
tutto facilmente si risolverebbe
nuovi paesaggi si
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Vertigine sulla mia pelle,
il tuo nome scritto sulle stelle,
sulle mie labbra riposa l’universo.
Respiro l’alba e i tramonti,
abbraccio l’infinito orizzonte,
mi vesto di fiori,
alito il vento che ondeggia i tuoi capelli.
È l’infinito che sento
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 | Su carta e papiro si ferma il respiro
tu leggi l’amore io ci vedo rossore,
sono piccole cose virgole e ghirigori.
Mentre la mano trema l’attesa
sembra vana, il cuore galoppa,
mi sono salvato da un uragano.
La sera era buia il cuore pulsava,
lei mi
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C’è solo mezza sigaretta
e poi usciremo
ma prendimi per mano
fra poco pioverà
e voglio sentire
le gocce cadere una ad una
sulla nostra strada
e non essere più solo.
C’è ancora una nuvola
poi verrà la sera
e un po’ di silenzio
ci farà
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Settantanove
naufraghi sono annegati
nel mare
della disperazione.
Non hanno avuto
la fortuna di approdare
sulle sponde della Speranza.
Sono scomparsi nel nulla
sotto gli occhi indifferenti
di alcuni giornalisti asserviti al potere
che
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Siamo lontani
uniti in un pensiero
di quel che resta di noi.
Amami anche nel silenzio degli occhi
tu torna quando di notte la luna
veglia tra le solitudini delle stelle.
Amare è ritornare nelle assenze
vivere più di un bacio
lasciato sulla
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Siamo andati
a respirare le nuvole
e tu ti sei fermata
a cogliere margherite
sul bordo del fiume
dove non sempre
arriva la speranza
di una nuova stagione.
Siamo tornati
da un lungo viaggio
ma tu non c’eri più
e qui è rimasta
la tua
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 | Sole silente che non chiede niente,
che si accontenta di riscaldare anime
perse tra vuoti di memoria, tra scampoli
di noia
Pulviscoli di tempo riemergono come
impronte lasciate per ricordare ciò che
è stato senza mai dimenticare, impronte
che
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| Due temerari
nella boscaglia,
opposti sentieri,
stessi sentimenti.
Cuore e fatica,
un pezzo di pane,
due borracce asciutte
nella
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| Credere di poter arrivare dappertutto
anche quando problematiche si accaniscono
non sempre è conveniente
cercare invece di prendere tempo
suddividendo il tutto
potrebbe essere di buon auspicio
onde arrivare privi di noie
al traguardo
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 | Pareva che fosse un gioco
ma intanto la vita finiva
nel misero incanto
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Tra le foreste dei miei pensieri
mi fa male il collo a guardare il passato
e mi giro malvolentieri
ricordo piaceri e dispiaceri.
Con un solo leggero passo
varco la tua anima,
entro nella quiete dei tuoi palpiti.
Respiriamo insieme mille liete
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Faccio cerchi con la mente
in un abisso di misteri,
provo a dare senso e
assorta nei miei pensieri
chiudo gli occhi e
mi ritrovo in
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Parole scritte alla vita
in quella nuvola svanita.
Vorrei trattenerti,
chiederti qual è la tua meta
ma non rispondi.
Stanca di aspettare al buio,
mi faccio luce,
divento stella,
tante sono le risposte
alle mie domande...
Così è la vita,
non
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Nel gran bel paese dei furbetti
regnava un principe, calvo, nano e brutto
che parlava il linguaggio forbito dei versetti
e salutava gli ambasciatori con un rutto.
Amava circondarsi di giullari, faccendieri e puttane:
era convinto che in quel regno
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Ci sono ricordi
portati dal vento
emersi dall’oblio
restano nel cuore.
Attimi
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L’incompiuto
mi sento di essere
fino a quando io
non sarò seduto vicino a te
o mio Dio, o Padre mio
e sarò ad ascoltare
quello che tu hai da dirmi,
il tu ascolterai, tutto
quello che io devo dirti.
Poi, sarò il figlio,
che da sempre ti
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È vertigine che scolora
nell’eco d’erba
sottomessa alla voce del vento.
Ho scordato il tuo nome
ancora prima di vomitare un pensiero
che potesse anche solo sfiorare
l’immagine distorta del tuo volto.
Non rimane nulla
nella cenere di questi
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Sapisse quantu tiempo
so’ stata a sta fenesta
speranno ca stu sole
trasesse aunit’a festa.
Sapisse quanta vote
cercavo ‘e mane toie
sicuro ‘e mille bracce
e mo’ so’ certa: è l’ora!
E va... e va...
sta forza chi m’a dà?
e va... e va...
È
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Aveva del lino
trasparente e bianco,
sembrava un velo da sposa,
sui neri capelli.
E al sussurro del vento
ebbe un sussulto,
e si scoprì,
con il collo livido e bianco,
e ghirigori di corvine ciocche
come boccioli carnosi
di scuri ellebori, e
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Malgrado a volte sembri,
che dall’alto ti guardiamo,
Nonna, l’apparenza inganna,
noi dal basso t’ammiriamo.
Il destino è stato infame,
s’una sedia t’ha legata,
divenuta poi il tuo trono,
ove regni da sovrana.
Una vita di preghiere,
per i
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Lucida follia, fammi accarezzare
il dolce volto della mia esistenza,
luce vibrante regalami stasera
per camminare leggera e fiera.
Vestita di vento raggiungo,
con zampine di gatto,
la splendida luna.
Mi dà forza e coraggio
il bianco
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