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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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Nel silenzio che il bosco tiene totale
con il suo becco picchia forte il picchio
contro il tronco dell’abete rosso s’alzano
voci di lamento l’albero per il dolore
per il rumore la passera che dormono
i suoi piccolini la addormentata marmotta
sorto
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Maria con devozione ed a mani giunte ad invocar veniamo,
preghiere a te congiunte la terra si ravviva.
Immensità e gloria ed ogni tuo pudor con armonia vive,
gentil cuore e cordiale amore.
Proteggici dal male, che in agguato appare e non
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Inutile incantarsi davanti al vuoto
quel vuoto che attende soltanto di essere riempito
spremere le meningi diventa sempre più difficile
ogni piccolezza sembra voler prendere il largo
facendo sgambetti a non finire
dispettosa vuole che nessuno
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Si assottiglia il lembo di pelle
che fa da argine
alla frastagliata cicatrice
sul tuo seno bianco.
Ad occhi chiusi attendi un abbraccio
per sentirti ancora bella e donna.
Quante lacrime racchiuse
tra le dita sul tuo volto stanco
e la paura da
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Mentre sfilaccia
sagome accattivanti di vissuto
straripa oltre venature di tenebra
la sopravvivenza.
Lascia
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impalpabile nebbia
bussa alla porta
-dove l’acqua circonda l’anima
annega il silenzio
specchi di un lago dorato
come stelle riflesse lungo il fondo-
germina un seme
e ostruisce ogni cammino
-vuoti da rendere
sporcano frasi buttate
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 | Quando il silenzio nasconde un grido
è da lì che nasce l’angoscia e il dolore.
Un mare in tempesta è il mio cuore,
tradito, scalfito e indurito dal timore.
Le ultime lacrime intrise di sale
cadono tra le onde senza far rumore.
E nelle sere
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| Gli amori silenzi
di un giorno che verrà.
Nel solco della terra
un fiume rincorre
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Appari come bocciolo
che dall’origine
sorride alla vita.
Per il tempo
in cui l’altra luce
è dispersa al vento
e
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Padroni di nulla.
Tutto
è solo un prestito
ad iniziare dalla vita.
Ed è inutile illudersi
che ad essere il più
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Nuvole di bianco cotone
incoronano cornici di cielo.
Annodo fiocchi di cielo,
volo lassù a cercarti.
Ti trovo seduto accanto
alle stelle luminose e belle.
Il tuo viso brilla
come la stella più splendente.
Vorrei brillare insieme a te
illuminare
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Se questo cielo sapesse
dei nostri dolori
la porta si aprirebbe
per poi chiudersi
nell’eterno inganno
dell’amore negato
ai giorni che chiedono
solo un po’ di cuore.
Se le nubi volessero
non dovrei nascondere
la mano stretta
ai sogni
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Lievi sono i tuoi sussurri
che mi arrivano
nella quiete di questa mattina,
è l’anima che mi tiene
compagnia, fra le ombre
di un cielo scuro...
Quasi sicuramente
oggi pioverà,
e lo farà con vigore
trascinando al suolo
gocce di un sole
disperso
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C’è un albero
che ancora fiorisce
nei giardini di pietre solinghe
e le finestre delle case
sventrate dal tempo
risplendono di fiori e cieli azzurri.
Cupo resta sullo sfondo
il cumulo di case silenziose,
portoni cadenti,
dove il tempo
misura
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Respiro a cuor pieno
la fine dei punti di domanda
nella notte ch’affoga d’ebbrezza tutte le mie vene.
Le grazie tue modelle, graffianti stomaco e pelle,
doppiano il furor dei baci in programma
e la porpora d’effetto di desiosa aspettativa.
Lo
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La guerra è un gioco onesto a quanto pare
di quelli che ti appunta le medaglie
condite dalle insipide battaglie
portate avanti e indietro... un bell’affare.
La guerra in ogni modo è la comare
che naviga nei cuori e tra le maglie
per falcidiare in
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Tra colori in bianco e nero come in un vecchio film,
come per magia in abiti annoiati tra un sole sbiadito
che elargisce ultimi raggi nascosti in nembi
d’istanti
Tra colori in bianco e nero il gelo dell’inverno
avvolge una natura ormai spenta
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Quando un bimbo gioca felice
un sorriso appare nel cielo.
È come il suono delle stelle
quando diventa dolce musica.
Come chiara acqua di sorgente
è il bambino che ti sorride
e la sua candida bellezza
allontana tutte le nuvole.
I poeti hanno il
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Smarrire la voce dei silenzi,
ove l’ombra si affaccia.
frugando dietro ogni passo,
i viaggi dell’inconscio,
appeso ad un’enigma.
Lungo i deserti umani.
arriva un’acqua cristallina che disseta;
note musicali in re minore,
gocce di memoria nate in
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 | Media
il tempo
equi parametri d’esistenza.
Quando ciglia spente
addobbate di vecchiaia
perdono il turgore
d’un rituale
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| Silenzio che spacca i timpani dove ritrovarsi
per gustare ancora una volta
ogni piccolezza che la vita ha elargito
riuscendo persino a confondere il giorno e la notte
quando ad occhi chiusi tutto assume colore diverso
suscitando quel genere di
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È come se guardassi
il mondo da una
porta socchiusa,
nel silenzio di ore
che passano veloci,
orli di una vita scuciti
troppo in fretta.
Ed in questa assenza di parole
ti sono accanto
come foglia a sfiorare la terra,
e come voce tra le
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Loro mi stanno guardando
e non sanno
che li ho amati
anche quando era buio
e le ombre
fingevano di andare
via da questa terra
per non tornare mai
al cuore di tutte le cose.
Loro mi stanno odiando
per ogni piccola perla
dimenticata
sul
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Notturni desideri
hanno i tuoi sorrisi,
mentre io mi sfilo
da un peso giornaliero
e seguo il tuo profumo
salendo le scale
e non inciampo,
né conto i gradini.
su l’uscio tuo socchiuso
neppure leggo il nome,
le braccia ho aperte,
i baci ci sono
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Qual regina del bosco una grande quercia
allor nuda al cielo si offriva da foglie e ghiande
interamente ormai spogliata ma lassù su
un ramo ferma ben fissa ancora se ne stava
una ghianda robusta e solitaria, lì la vide
saltando di ramo in ramo uno
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S’apre il cielo ogni mattina
col messaggio di speranza,
con i fiori e lor fragranza
per la gioia d’ogni cuor.
Ed il giorno scorre lieto
pur se nuvola l’adombra,
poi che tutto il sole sgombra
col suo vivido splendor.
Il meriggio tosto
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Balla nell’alba
la nebbia sul colle,
al collo ha una sciarpa
morbida e bianca,
fresca si ferma
alla nostra finestra,
ti porta un dono:
un mio bacio appena nato
che donato ti è ora
come un giglio
da poco sbocciato.
Il tuo amore per me,
nuovo
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Io seguo il vento
il grillo nella testa
che apre questa porta alla magia
e affronta con coraggio e perdizione
tutti i sentieri della fantasia
con la costanza avida del melo
che dona la sua linfa al mondo intero.
Apro sul mondo
il volo
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- . -
Per amarti
io non ho bisogno
d’incontrarti
e d’averti
Tu sei Amore
metafisico
oltre lo spazio
e il tempo
oltre libido
e piacere
che annebbiano
il cuore e la mente
Io rispetto regole
imposte da condizioni
del già vissuto
Ma
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Non esistono creazioni che possono annullare
quanto sino ad oggi vissuto
in particolare quello che più ci ha fatto del male
impossibile anche solo crederlo
lasciamo quindi andare la speranza
chissà forse la sofferenza prenderà un’altra
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Vorrei volare su in alto
dove solo il vento
può disturbare i pensieri.
In questa terra troppa malvagità,
in nome del dio denaro
non si parla di pace,
vogliono la guerra fatta di soldi,
armi lubrificate dal sangue
di uomini e lacrime di
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E poi ... e poi
ho imbrattato il cielo
nella notte non di sfumature
ma di note come musica
di parole e poesia
con occhi
spregiudicati
dall’amore del fanciullo
rapito dalla fantasia
con la tenerezza sempre
nel cuore e mai
volteggiato
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Non servono libertà
per lasciare alle parole
il tempo di amare.
Stasera ho di te
questo
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Eri fra le ombre
e non vedevo
che il buio intorno
alla pelle
pallida e sottile
come il vento
di un inverno
gelido e infinito.
Eri nel silenzio
e non sapevo
che era l’ultima sera
di luna e di stelle
fra le notti nere
rimaste a
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 | Quest’anno a Natale di ferie,
e viaggi ne hai visti?...
E allora vedi,
quel che ti dissi, amico è indubbio:
ch’è cosa lunga, e dura la faccenda...
Ad ogni tappa il boia si trasforma,
e a quanto pare mai ne verrem fuori.
Dovremmo porci noi
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 | Cara amica mia
l’ho sentito il tuo dolore
trapassarmi il fianco
e fermarsi nello stomaco
come una lancia
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Sovente torno in quei vicoli perduti,
profumi inebrianti impressi nella memoria,
odor di muffa e cantine, iuta e semi d’amore.
Venticello di borgata a rubar voci
e grida di bambini in gioco,
anime ad incontro e scontro nei vicoli stretti del
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Seppur con la benda agli occhi
s’alterna il passo
su stelle senza rotta.
L’impronta immobile d’occhi
della stirpe veglia
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 | Quale fiammella delle fanciulle in fiore
lenta consuma all’ombra delle sere?
Brevi sgomenti, palpiti d’amore,
ebbrezza d’imminenti primavere.
Sempre d’amore parlano a tutte le età le donne
dentro il recinto delle loro gonne,
ed a maggior ragione
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| La foglia del platano dal vento portata
assai lontano a terra giaceva in attesa
di seccare e poi marcire ma un fil di voce
avendo ancora al passante che il passo
muovendo per schiacciarla stava disse
la tua ma pietosa mi raccolga e ascolta:
noi
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| Foglie ingiallite dall’albero
caduche.
Immagini di tetti, campanili,
nello specchio lacustre,
impresse,
confondono il reale.
Il profilo dei monti
indietreggia al mio avanzare.
L’animo si distende
in quel lieve sciacquio
interrotto dalle dita
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 | L’hai messo in castigo sì
con il muso girato verso il muro
sempre ti becchettava sui piedini
faceva male
non si deve impermalosire
il tutto a fin di bene
deve pur imparare a vivere
non deve approfittarsi del suo colore
che tenerezza può
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| Povera stella
brillavi
splendevi
calore effondevi.
E poi... improvvisamente
fendente
lancinante
l’epidermide squarciata.
Rivoli rossi
sgorgano
scorrono
scemano.
Contratta
rinsecchita
spaurita
ti senti svuotata.
Sopravvivi
seppur
germi
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Silenzio,
in questo triste silenzio,
socchiudo gli occhi,
ascolto il ticchettio dell’orologio
così monotono, incessante, uguale.
I secondi, i minuti, sembra non passino mai.
Fuori,
il rumore della pioggia che cade
a volte lieve, a volte
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Sono parole
leggiadre e belle
come la neve,
è uno schiaffo del vento
questo momento.
Sono note stonate
che balzano dentro l’anima,
È rabbia, dolore, gioia
ma tanto amore
E poi
un nodo in gola
picco di nostalgia
quel che assale
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N’hai di bene, pe’ me...
me lo merito, sai
so’ anni che seguito
a statti accanto
senza rimugliare
su i’ passato
né considerare
i’ mi’ cammino,
tanto di meno ciò ch’è
stato i’ mi’ vissuto.
N’hai un po’ di bene
pe’ me...
pecché pe’ te
io
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Il petto si gonfia del nulla
nell’aria che toglie il respiro
voler apparire è irritante
e tiene in ostaggio la mente.
Bisogno di gloria fasulla
dentro il cerchio finisce il giro
d’un comportamento aberrante.
Per andare contro corrente
l’anima
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Ricordo ne parlai come pellegrino
con un vecchio e un giovane due frati
francescani custodi dei santi luoghi
in Terra Santa di quel che ancora
il visitator si gode e nell’aria
vi si respira in Ein Karem di Sionne
sobborgo tanto imbevuto è il
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L’aurora si illuminò
e il giorno
un fascio di sole
germoglio d’amore.
Dall’albero dove
il sonno cadde
nella terra
spuntò la vita.
Il Signore che tutto può
dona un dono Supremo
un domani sereno.
Quella madre che oggi festeggiamo
ci
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Sotto i veli di dicembre,
nell’alba bianca
che lentissima sale,
tu mi cerchi sulla neve
che tesse orme.
E le mani mie tu vuoi,
nell’incanto di un paradiso,
loro desiderano solo te,
Tu le fai calde
e le fai tenere,
uniche sono
al tuo
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Non basta uno scatto per distogliere da un pensiero
che docilmente vuole mettersi in evidenza
volgendo lo sguardo lassù
cercando tra le nuvole quel volto
festeggiandolo in modo totalmente celestiale
a volte occorre veramente poco
per sentirsi
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Il cielo del tempo sospeso,
lassù le mongolfiere
tra cielo e terra ... volano
leggere come soffici piume.
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Non cerca parole, il poeta
a lui giungono
e gli fanno la corte. È poesia
che bussa alla sua porta.
Arriva da ogni
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 | Ricercarti infrangendo promesse alla mia mente
di cuore pulsare emozioni
come gatta infreddolita raggomitolo i miei pensieri.
Schizzo il tuo profilo con matita graffiante
senza dubbi aggiungo baci ai baci
gote infiammate al profumo di stelle di
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| Prima di addormentarti
regola il flusso del pensiero
allontana i fumi del giorno
pulisci la fuliggine del campanile.
L’occhio pungente
riesce a contare anche le scarpe
e il ventre vuoto enumera la fame
Sottile come una lama il pensiero
attraversa
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Sei tu che rechi accesa la lanterna
la fiamma deliziosa della fede
mai cancellata e ricca del tuo piede
impresso nell’impronta mia materna.
Sei tu il calvario vivo che governa
il male originale a chi in te crede
ed anche se il bisogno al male
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Lasciati trovare
sul bordo dei fiumi
e nel cielo
dove la pioggia
ha lasciato ombre
per non pregare
i dubbi del domani
e i dolori di ieri.
Lasciati amare
nel fiato del giorno
ma solo perché
poi avremo la notte
e non dovremo
nascondere
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Ascolto lontano
d’un moto ambiguo
nell’attimo volatile
additato dal vento.
Accalorato l’abbraccio
dentro una
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Sprofondo
nelle sabbie mobili
della disperazione.
Non lasciarmi la mano.
Non riesco più a vedere
la luce del sole.
Affogo nel fango
della mia
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Cara/o WinterWolf,
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