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Le 241909 poesie pubblicate in esclusiva
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Le tue albe ora
sono un cielo profondo
una parola spenta
dai tanti segreti
che hai portato altrove
dove le mie carezze
non possono raggiungerti
né le labbra baciarti.
I tuoi tramonti
avranno il colore dell’ombra
e il mare si sarà pentito
di
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in silenzio guardo con paura il volto degli altri
tremo dinanzi alla condanna degli altri mi fa male l’anima
sento il bisogno di una carezza che mi faccia sentire normale
cerco il coraggio della penna che mi fa sfogare il dolore della malattia
l’umido
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Non è difficile credere
che tutto abbia una fine,
eppure non è questo
il pensiero
a cui vorrei aderire,
a niente do il giusto credo
e non vedo cosa possa
esserci di vero
in questo nostro cammino
se non l’esempio
che ne consegue.
Sì, è
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Ti incontro
arrivi a spogliarmi
da ciò che è solo maschera...
Mi inviti
a scandagliare il profondo
a capire
accettare
quanto sia doloroso reggere la verità...
Sei luce di fucina alchemica
fuoco trasformativo
via iniziatica.
Accarezzi le mie
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Aspettare d’essere a piedi
non implica certo quel voler venire meno ai doveri
gioielli che non tutti sanno apprezzare
in caso di superficialità non gradita
basterebbe un tantino di buona volontà
per creare quella parte simbolica
che nel divulgarsi
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Uccel di bosco canto di frontiera
libero in ogni modo alla maniera
di chi si ammazza roso dalla rabbia
e sfascia in mille pezzi la sua gabbia!
Uccel di bosco volo finalmente
in questo cielo nudo appariscente
con tutta la passione che mi assale
e
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Come Ulisse, perduto navigatore,
io navigo contro il destino,
in cerca d’Amato Amore
e’l veleggiare m’è repentino
Approderò ad Itaca, alfine?
Rio travaglio fra Scilla e Cariddi
ahi lasso, senza fine
fra mali invitti
Polifemo non vedrà
e Circe
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Provvedere ad allestire una nicchia
onde poi chiuderla ben bene
per non fare uscire quanto ha influito
a mettere in dubbio il da farsi
sarebbe il minimo da effettuare
per non incorrere a ripensamenti
che tanto hanno fatto tremare
l’incertezza e
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sento l’amore che viene nella tempesta furiosa sgocciolata dalla purezza della neve
siamo noi con le nostre domande che fremono nel vento baciato dalle stelle
il tuo sguardo rasserena le mie povere ossa vestite di dolore
occhi negli occhi e le nostre
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È silenzio e sul ramo anche la foglia
ha fermato la danza sua gioviale,
ora tace ogni canto e in alto sale
la mestizia dell’ora vuota e spoglia.
Senza sonno sul mio letto adagiato
tutte le notti ricordo ciò ch’è stato.
Era un altro il pensiero,
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Intanto
non sei più qui
a consolare i miei dolori
e a pulire le mie ferite
con la saliva di cenere
prodotta dai sogni
di qualche notte limpida
alla luce della luna.
Intanto
non sei più tu
a guidare il mio peccato
verso una danza
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Nel bacio del Signore
sorge gaia la mia aurora,
tenera accoglie il mio spirito
nel Suo sorriso dorato.
Lieto sussulta il mio essere
nella gioia sublimata
dallo stupendo Amore
del prezioso Dio mio.
È l’infinito
che silente e imperscrutabile
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Ho baci nascosti
che tu non conosci,
ho strade incompiute
che io finirò con te,
ho feste infinite
che aspettano
i nostri desideri,
cerco l’alba giusta
per
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Sai, mia migliore amica
ti conobbi quand’ero ancor fanciullo
e la nostra amicizia non fu un trastullo.
Il fiume riportava la corrente
dalle colline in fiore
d’una felicità fatta di niente
tra noi solo amicizia ed amore.
Abbiamo contato i raggi
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ammiro la bellezza della vita nelle particelle del vento che soffiano leggiadre
cammino nel quadro miracoloso dipinto nel silenzio di clausura dal Pittore dell’infinito
gioisco del capolavoro del cielo dipinto dell’azzurro più estremo come una tavola
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 | Del tuo corpo ho tessuto,
un arazzo di desideri ardenti,
ai tuoi piedi, umilmente prostro,
come un devoto a una dea,
l’eterna musa del mio sacrificio.
Il tuo sguardo, scintilla di fuoco,
accende in me un ardore inestinguibile;
il desiderio di
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| Verdi colline scendono lente al piano,
teneri scenari degli occhi.
Viottolo scroscia silenti gocce,
zampilla diamanti, fiotti d’argento.
Soffi di vento flettono lievi,
piume di fili d’erba trasparenti.
Nell’aria invisibili miti creature
fluttuano,
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| Sarà pure imminente quel prendersi gioco del momento
ma la vedo dura a districare il tutto
tanto è impegnato nell’attimo in cui
potrebbe suscitare inconvenienti non graditi
non resta che accodarsi nell’attesa affinché
quando sarà possibile una
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| Quand’ira s’avventa,
ché’l mal par pigliar piede,
allor nulla si ravvede
e niente si sventa
Che’l malanno giunge insano,
poscia in contrito divien l’animo
e nulla assurge in tale stato,
ché tutto è dannato
Dipoi luce riappare
e’l malo
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| Bruci nella gola
Rigurgito di gioia
Sali dal ventre ridondante
E muori
Così, sul marmo
Come fosse mare
Ho lasciato a casa il sole
Buia è la tua stanza
Mi volto tra carta bianca
Affranta
E non una vergogna
Attraverso la porta
Ho
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E m’ ‘o bevo quann’ ‘o tiempo dice basta
e nu surso doce e amaro se cuntrasta
e sta smania strelleccata scenne e vola
mente ‘a lengua se ‘ncapriccia e se cunzola.
E sul’isso abbraccia ‘o cielo cu st’addore
ca me enchie capa e core c’ ‘o sapore
e
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Come piume al vento
tutti gli astrusi pensieri
mescolando cosi
quelli veri e sinceri
da quelli falsi e bui,
come piume al vento
vanno in ogni dove
chissà dove si poseranno
o se continueranno a danzare
nella brezza del mattino...
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oh sommo poeta tu che fosti esiliato nella folla delle fazioni della Firenze antica
tu che scrivesti versi miracolosi con le parole baciate da Dio
nella fatica dell’esilio hai creato il capolavoro della Divina Commedia
Firenze fu per te una lontana
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Torna il passato con tutto il suo fardello
gioia e dolori non si sbilanciano
faticando in modo continuativo
onde non approfittarsi del momento
musica agli orecchi si distingue imperterrita
battimani inevitabile condividendo note d’amore
fascino si
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Non odo ancora il suono di campane
nè vedo in cielo il volo di colomba
con in becco d’ulivo il ramoscello
che annunci alfin la desiata pace.
Ma scorgo in alto ognor lingue di fuoco
a guisa di serpenti rutilanti,
e reboanti fragori in tetre nubi
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Prega per il buio
e venera la croce
che non hai mai portato
se non per le nuvole
di un cielo oscuro
maledetto sui dolori
di un’anima dannata
costretta alla memoria.
Sussurra per le ombre
la tua preghiera
sarà una litania
che santifica le
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Usciva alla sera
guardava il sole
che costruiva ombre
lei che ormai
ombra si sentiva.
Camminava sulle sue glorie
diventate pesi duri.
Cercava una
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Ascolta il silenzio della neve che cade
mentre il sole viola il suo candore.
Aiutami a respirare frasi nascoste,
a respingere pensieri
che logorano l’immaginazione,
a sotterrare parole
come rami di salice piangente.
Regalami un respiro rubato
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Chi mai ha potere
sull’altrui vivere,
al cielo levi fiero la mano.
Chi amaro reato compì
alle “Ardeatine Fosse”,
chini la fronte
e faccia a se stesso
severo richiamo!
Ammenda si chiede
e riparazione,
per l’eccidio
di innocenti
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Ti odierò ogni
volta che potrò
poiché nulla per te
mi sarà dovuto,
no, non per te che sei
il punto più basso
di una società proiettata
verso il domani,
magari viaggiando a retro
visto che tu non hai
una possibile idea
di dove potresti
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col mio timido sguardo guardo lassù il sole splendente e le nuvole circondate d’azzurro
vibra d’emozioni il quadro dipinto dagli angeli che cantano il capolavoro della vita
il cielo immenso di nuvole regge la poesia fragile del mondo che cammina
io
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241909 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3631 al n° 3660.
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