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♦ Rosita Bottigliero | |
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Scivolano gli sguardi
sui muri dell’età,
ammalano il cuore
risvegliano angeli
dalle ali oscure
raggelano.
Una trasparente pietà
impedisce spiegazioni
sulla solitudine
cercata alla fine
come ambito sollievo
dal frastuono.
Di questa
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 | La nebbia si dirama nei giorni,
come un pensiero, impara il suo nome,
sfila lenta tra i rami spogli,
scioglie il bianco nel fiato del sole,
resta un velo sulle cose taciute,
un tremore lieve sopra i tetti,
poi si apre, come palpebra stanca,
e il
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La poesia è un falco che torna bendato
con un verso ancora caldo tra gli artigli.
Io non scrivo, accolgo.
Apro le mani come fontane incrinate
e lascio che l’acqua non detta
diventi nervo, sillaba, luce rubata.
Scrivere è custodire un
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Segreta... mente vivi dentro me
compagno esistenziale speso a rate
col tuo vagare dentro impertinente
stoltissima ragione
il caso che ti offre un’occasione.
Segrete... mente cerchi quel coraggio
che attiva la clemenza passeggiera
con te con me
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Cherry,
Sul velluto della notte cammini leggera,
ombra lucente dagli occhi di luna,
seta nera il profumato manto,
quando ti arrotoli nel sonno sei incanto.
Sul collo porti un segno di luce,
macchia bianca, fragile e pura,
come neve che sfida
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I miei occhi mi fan vedere
quello che non esiste,
sono come i miraggi del deserto.
Come l’acqua fresca che avverto
sul mio cuore sempre triste
Ecco cosa sei diventato per me,
un miraggio che dopo pochi attimi
scompare lasciandomi tanto vuoto,
e
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In cortile a Reps con un pallone di pezza,
correvo, ridevo, inciampavo nel vento,
le risa si spandevano fitte come brezza
e il mondo si piegava ad ogni lancio e centro.
Lì l’acqua del Fan era fredda come sogni,
gelida come un respiro che sapeva di
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Spegnerò il cielo
e brucerò per gioco
la pelle sarà cenere
lo sguardo sarà cupo
come il buio della sera
e cancellerò ogni cosa
anche il mio respiro
che vaga come un vento
senza alcuna speranza.
Spegnerò il mondo
e tremerò nel fuoco
il mio
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Oggi si è arrestato il sole
in questo esiguo spazio di mondo
a carezzar il beato giorno
e a narrar con me
di Primavera all’orizzonte.
Un suo luminoso raggio
verso i freschi prati si estende
ad additarmi
lo sbocciar dei variopinti fiori.
Poi
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Ho rapito sul prato fiorito
la canzone della vita,
io e te soli nella luce
che si fa voce per noi.
Trecce di petali rubati
dal dolce venticello
e donati a te
perché tu possa
sorridere nell’incanto
di una canzone, nostra,
che vuol nascere e
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Va’ come l’acqua che la roccia aggira
lascia che il vento porti via il dolore
non trattenere il peso e il vecchio errore
ché il mondo passa e intorno a te sospira.
Sii come l’onda che nel tempo gira
senza prigione e senza più timore
scivola tra le
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Il sole stende un velo di candore
sopra la terra nuda che riposa,
non ha il calore acceso del vigore
ma il tocco lieve d’una bianca rosa.
Sui rami nudi, come dita tese,
gocce di gelo brillano al mattino;
sono promesse d’erbe mai
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Rosario di un istante su rami nudi di foglie
sboccia un fiore con petali piccoli di bellezza.
Assaporo la rugiada della prima mattinata di versi.
sento la bruma di un vento che soffia sui fogli bagnati dell’anima.
Palpita la nuvola che danza le
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El hombre cruza el mundo cual verdugo,
con mano ciega, dura y despiadada;
va segando la vida consagrada
como si todo fuera polvo y yugo.
.
Desgarra de la tierra el noble jugo
y esparce su raíz, ya profanada,
como carne vencida y olvidada
que el
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 | Mi sono perso nel labirinto del giorno,
lungo i sentieri di una vita che morde;
è difficile trovare il varco del ritorno
mentre la notte scioglie le mie corde.
Ho paura del buio, di questo vuoto immenso
che spaventa il mio sangue troppo acceso;
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| Ci sono notti in cui la vita
giunge al bivio fatale,
dove scelta non puoi evitare.
E’ un bivio senza cartelli,
o la via accesa dai sogni
o l’altra, spenta dalla realtà.
I dolci sogni han voce calda,
e pronuncian forte il tuo nome
come fosse
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| Bastasse solo una canzone
a cambiare l’atmosfera
di questa umanità
sempre più alla deriva...
o se bastasse anche solo la musica
a ridare ritmo al nostro cammino
allora mi metterei in ascolto
di quell’armonia capace
di coprire il pianto
di chi
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Non voglio
vivere di ricordi
e spezzerò le lune
per non finire
in un cielo nero
dove il vortice
consuma il respiro
fino alla luce
di un’alba vecchia.
Non voglio
vivere di sogni
e fumare cenere
finché la tenebra
coprirà lo
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Una sacra fiammella è accesa
nel cuore di ogni uomo,
già al suo apparir nel materno seno
e richiamando ognuno
alle sante meditazioni,
par che dica:
<< Figlio, non piegarti mai
al fittizio potere del mondo,
poiché il mistero della vita
è nel
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 | Bellissima
nei giorni della cornice dei vent’anni
come un capolavoro della vita racchiusa nella cornice.
Giorni belli in vasi di latta passati in sordina.
Occhi di donna lasciati alla storia
raccontati a chi quella storia dimentica
con la ruga
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| Su un argilloso sentiero,
d’intorno ai canti d’uccelli,
pellegrino, mi confortai,
al quieto incedere d’un fiume,
prospiciente a serene sponde
Baciato d’ombrose fronde,
dal Sole di lume,
un sospiro tirai
coi passi ormai snelli,
sì, in Natura
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Cara vita, sin dai primi momenti
sei stata continui cambiamenti
un’altalena di svariati sentimenti
di speranze, rinunce e di passioni
di piccole gioie, di molte delusioni
e tormenti, inferno e paradiso
amore o dolore all’improvviso.
Nell’avanzare
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Scavo a mani nude
la sabbia che scotta
con la speranza di trovare
qualcosa che mi disseta...
È appena mattino,
la notte non riesco
proprio a capire
dove scavare,
e al mattino il pericolo
è più grande
i cecchini sono in agguato
e no, non
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La bellezza salva il mondo.
cespuglio della poesia tu che cresci nel silenzio del fiore.
Tuono di candela tu che lampeggi il largo delle rime
bellissima radice di una sottile terra.
Amo l’odore impavido delle viole
sacrificio di un calice
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La luce di febbraio non scende: fluttua
polline d’oro che scivola sui tetti
drappo di seta teso tra gli abissi.
Il vento, esausto, ha perso il suo respiro
lasciando scie di polvere e silenzio
nei nodi nudi dei rami che tremano
giacciono già
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Ti cerco, padre, nella soglia rimasta
vuota dopo il tuo ultimo passo lieve,
quando la porta si chiuse piano piano
e il tuo odore ristette nella penombra.
Ora siete in due, dall’altra parte,
madre e padre, come prima del mio nascere
e io resto qui
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Ho lasciato Tirana
dopo ventiquattro anni,
tra vicoli e sole,
quando il lago tratteneva sogni
e il vento portava pane e spezie
tra mercati vibranti e voci sospese.
I bunker silenziosi raccontavano storie
che volevo tenere vive,
Piazza Skanderbeg
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La mente, come un diario, si dispiega,
e in pagine d’inchiostro,
il cuore svela i suoi segreti,
dove il dolor si lega.
Scrivo, e le parole son balsamo,
che lenisce le ferite dell’esser,
e il piombo in piuma,
con amor richiamo.
Il cielo,
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Aria assolata, tenero vento,
tutt’intorno fiorir di bianco e rosa,
altra giornata di guerra lontana.
Traffico deserto, siam ricchi di cannoni.
All’orizzonte della mia città
solitaria ciminiera nera minaccia
di oscurare per sempre il mio cielo.
Un
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Metti la tua corona di spine
le rose non soffriranno
la mancanza d’amore
e appassiranno solo
quando i petali sentiranno
il calore del tuo corpo
sfumare come un tramonto
fra le nuvole della sera.
Indossa il lembo stracciato
del tuo sudario
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Striature di policrome luci
tra setosi cirri di nubi azzurrine,
rosate e grigioline,
l’arancio dolcemente s’induce
tra i raggi del sole brillante.
Magico tramonto d’intrecci
di variopinte fasce avvincenti,
mentre il maestoso astro ardente
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La mente e la malattia
sono in stretto contatto
non importa quale sia
ma da lei son soprafatto
Mi lascio condizionare
dal terrore dei farmaci
che fanno spesso peggiorare
con effetti demoniaci!
Se poi chiediamo ai dottori
ti dicono che son
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‘A vorpa ca sapimmo è trafechina
venette a museca’ int’ ‘a matina
pe’ na campagna e comme s’accurgette
‘e na pigna ‘e uva cchiù durcetta
fu pigliata d’ ‘a voglia ‘e s’ ‘a magna’
e zumpettianno cercava ‘e l’arraffa’.
Ma chella steve ‘ncielo
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D’augelli in festa
sento già il verso
al cantare mattutino
d’un giorno che s’apre
Se in torpore ancor mi trovo,
mi sfrega in viso
un vento sopraffino
Poi le nubi
in cielo fuggono
all’avvento del Sol d’Apollo,
che col carro traina
Più
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Se tutto avesse fine
non stasera lo vorrei
se questa sera avesse fine
resterò a guardarti
appoggiato sul davanzale
della mia finestra socchiusa
e t’ammirerei in alto, nel sole
intenta a tuffarti verso l’ignoto
in un salto ch’è l’apoteosi
nel
leggi

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Se ricordassi
ogni momento
che la vita è vetro sottile
tra le mani distratte del vento
camminerei piano
come su un lago d’inverno
che trattiene il respiro sotto i passi.
Ogni parola sarebbe acqua
versata in coppe di argilla
non sassi
leggi

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Sii acceso nella nuvola delle stelle
vivi la leggera rugiada del mattino delle speranze.
Vola il bianco gabbiano sulla cima sottile dell’onda
risuona il violino dell’anima del poeta.
Disarmate le bombe con le radici dell’amore.
tremito di un vento
leggi

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Nel crepuscolo danzano ombre di seta,
fili d’oro intrecciati a sospiri d’ambra,
dove il tempo si scioglie in un fiume di brezza,
e l’anima vaga su ali di zaffiro.
Le stelle sussurrano antiche leggende,
perle di luce in un cielo di velluto,
eco di
leggi

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Cae la tarde,
el sol roza el horizonte.
.
"Du Fu" suspira,
despidiendo la promesa del día.
.
A lo lejos,
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Ora che sei andata
non sento nulla
non il dolore sulla pelle
né il vento che soffia
parole d’amore incomprese
e incise nel buio
di sere già passate
a domandare perdono
per colpe mai vissute.
Ora che non sei più
nel mio cielo
solo il
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 | Forse è perché i fiori
si spengono
come candele
fragili
e il vento li porta via
prima che il cielo
li ricordi
Forse è perché il mio cuore
è una lanterna
incrinata
che trema tra ombre
e luci
troppo lontane
Chiedo alle notti
di
leggi

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La rossa fiamma
furtiva dalla cavità tra le rocce
si sporge
e cauta nella copiosa neve s’inoltra,
nei raggi solari abbaglianti
diventa fuoco brillante.
È la rossa volpe delle nevi,
nell’incantevole contrasto
con lo splendore delle falde
leggi

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Passa l’acqua sotto i ponti
così come il vento sulle fronde
e la luce oltre l’orizzonte
tutto confonde
facendo da contraltare
fra la sera e il mattino.
Scorre il tempo e passa
a me vicino,
ma or che tempo persi
torno da te
che mi sei anima e
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Gentil soffio al cuor conduce
e gentilmente parla e tace,
audace a bisbigliar al vento,
parol loquaci ad intenerir vita,
oranti muse, divine ed eccelse
dal ciel a pianger e sorridere.
Muse d’amor e misericordia,
anime ad ambir alla pace.
Oranti
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Muoio per la ventura della tua delicatezza
pregiatissima radice della bellezza fragorosa.
Fischio sottile della dolcezza d’un sonetto umano
o mantello annodato al collo venoso.
Apro gli occhi lassù sull’aurora che nasce
ferita sbiancata innamorata
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Ho contato le eclissi come perle nere
le ho infilate al collo
credendole costellazioni
ma erano solo occhi chiusi del cielo.
Dimmi se vale la pena restare faro
quando il mare finge di non avere rive
quando la corrente traveste l’assenza
da
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Un abbraccio alleato di seguita calma
sorregge le dimensioni piane e forti
di un’architettura di nuova luce
che combatte ogni carenza.
Desiderar per te gli anni migliori,
curando le geometrie d’ogni mondo,
mi porta addietro e ancor più
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Non è un dovere amarti,
né un merito da custodire:
sei respiro che ritorna,
ostinato,
come il sussurro salmastro del mare
che cerca la riva
anche quando nessuno lo sente o lo guarda.
È sempre amore, questo amore,
silenzioso come l’orma
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 | Se tu sei la vampa che m’incendia i polsi,
quel fuoco che non sa tregua e mi fa cenere
nel chiostro di una passione che non ha nome,
allora io mi faccio sorgente e fango.
Mi offro a te come un calice di pioggia
per estinguere l’arsura del tuo
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Ti amo come il fuoco ama la paglia
quando scende lento e incendia il buio,
un rossore che nasce senza scuse
e ubriaca la pelle prima ancora del cuore.
Ti amo nella curva umida del fianco
dove il lenzuolo si arrende al tuo calore,
come onda che si
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Non ho mai vinto
ho sempre sudato
polvere di stella
e mi sono sporcato
del buio di notti
troppo lunghe
troppo buie per dare
amore o lacrime
fino alla nuova alba.
Non mai trionfato
e il traguardo
mi ha trovato sempre
ferito e senza
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Nel cuore, tu rimani sempre accesa,
come una fiamma che non teme il vento,
riposa l’eco dolce del momento
che rese l’alma mia lieta e sorpresa.
Tra i battiti nascosti fai difesa
d’ogni timor, d’ogni più triste evento,
sei luce chiara in mezzo al
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Canto la donna che ti fa del danno
che ti salassa con i suoi tranelli
strappando i nodi della continenza
a te che sei un compendio di insipienza.
Canto la donna tutta casa e chiesa
che soffre e paga per la insensatezza
patendo negli affanni i suoi
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Anco se percorso
par a tratti disparire,
cerco in verso il conforto,
ché’l cammin m’è un po’ avverso
Cerco un poco di far
per la gente che mi sta intorno,
ma mal mi piglio in pensiero,
ché in dilemmi mi contorco
Cerco in Dio un po’ conforto
e
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Perché la luna
perché le stelle
ed io cosi’ piccolo
non so far ombra agli alberi
nè cercare l’acqua quando ho sete (di sapere)
i giorni in fila come soldatini
un soffio di vento dietro l’angolo
e la voglia di volare via
un mare che non ha onde
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Passeggio lungo la riva
fra ciottoli e salici bianchi,
e mentre i giunchi si arrendono
al mio passaggio
guardando all’altra sponda
mi chiedo cosa ci sarà
al di là del fiume.
Silente scruto l’altra Rica,
ma è troppo distante da qui
sono nel
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Scivolo in delicati e frusciati pensieri,
in mille parole, tra spirali rimaste in delicati
e soffusi respiri, rimasti nell’arco della vita
ormai andata.
Ribelle m’insinuo nel frastuono del fischio
costante e poderoso del vento, mi lascio
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Intensa vibrazione delle corde dell’anima.
immacolata onda che sorgi da un respiro di bambino.
Soffio autentico di una sorda emozione di nuvole
bellissima rima di una breve luce vestita di stelle.
Lindo quadro brivido di una splendida amenità
ti
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Ti cerco, padre, nel chiarore quieto
che filtra tra le foglie come un canto
lontano, quando l’alba ancora preme
sul petto della terra addormentata.
Sei l’albero che regge il cielo intero
con rami che non tremano al temporale
e il frutto maturo
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