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 | Tu violenti la mia sensibilità,
rapisci il mio sgurado
da quella bellezza
che è la vita ... Perché?
è un furto d’anima che
non ha nome.
Ma io resto qui, ostinato,
a bere il fiele del tuo astratto
e il tuo silenzio.
Amo le tue lacrime come
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Io sono vento,
di nubi coperta che dai cieli si schianta
sui rami, sui laghi, che giacciono stanchi.
Hai mai udito il
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Vieni dove il muschio beve l’ombra dei tassi
nella valle che il sole non dimentica
qui la terra trattiene i nostri lenti passi
e il ruscello continua a camminare.
Le ninfee bianche mani in un sonno profondo
galleggiano mute sullo specchio
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I miei ricordi sfrecciano
come rondini nel cielo.
Grovigli di nostalgia
calpestati dal tempo.
I miei ricordi sfrecciano
come famelici corvi
nell’empireo opaco
della mia malinconia.
Mi hai lasciato la mano
e mi sono perso nel chiarore
dei
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Popolo palestinese scalzo nudo depredato dalla dignità
massacrato affamato da uno stato di ladri e genocidi.
Nel silenzio del mondo muore il futuro del popolo palestinese
nelle tende bucate dalla pioggia sono sepolte le povere ossa dei bambini.
Padri
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Difficile rimanere lontano da chi ti ha dato i natali
quei piccoli pezzi di vita
come panìco hanno lasciato il segno
via non abbattiamoci torneranno giorni di un tempo
il volere è potere e poi sono lì a due passi
basta saperli cogliere
già senti
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Scende l’obliqua danza del bagnato,
lava le tracce dell’antico gelo;
io sono un campo stanco e dissodato
sotto un sipario grigio teso in cielo.
In questo tempo che non ha dimora
tra il fango denso e il gocciolio costante,
io sono
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Per gioco,
non per amore
resta per me
sulle mie rovine
di orgoglio e seta
resta per ora
finché la luna
non avrà altro
da fare nel buio.
Per gioco,
Non per errore
resta per me
sulle mie nuvole
di legno e rabbia
finché la sabbia
del
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Silenzi di ghiaccio che squarciano il velo
fra sogno illusione e parole non dette
l’orgoglio, il veleno l’assurdo e l’assioma
caotico stormo d’astrusi pensieri
Le dita leggere ma stanche e dolenti
intreccio corone di sale e lamento
di cuori
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‘A fatica è na cundanna
comme dice don Quinterno
perché il nostro Pateterno
quanno Adamo se futtette
chella mela signalata
e cu Eva s’ ‘a spartette
fu in un lampo sprufunnato.
“Tu nun sì degno ‘e sta int’a sta casa
assieme a sta maronna
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A navigar vita, su fiume in piena,
or fervido e turbolento, or sereno e tranquillo,
e dopo la pioggia sperar torni sereno.
Nebbia a sfumar contorni e svanire.
Anime ad attender sul fiume,
barchette al vento alla deriva,
ombrello a coprir turbolenze
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Dimmi chi sei
affinché possa riconoscerti
nelle ore più buie
Dimmi cosa vuoi
e io cercherò di mostrarti
tutto ciò che ho in me
Dimmi il tuo perché
e assieme troveremo
la risposta a tutti
i nostri dubbi
Dimmi il tuo motivo
tanto per
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Non è più primavera, qui,
dove la luce si appoggia stanca
sul tavolo e non trova più il tuo disordine
a darle un senso.
Gli oggetti ti cercano - lo sai -
nella loro lingua muta e fedele
la sedia trattiene ancora
l’eco sbilenca dei tuoi vestiti
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Mi accosto alla soglia del tuo mondo
col passo leggero di chi attende
non varco il confine del tuo io
ma sosto con attenzione al tuo orizzonte.
L’empatia non è fusione o rapimento
ma un raggio che illumina il tuo centro.
Vedo nel tuo dolore
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Sogno i superlativi scalzi di un oboe marchiato
indomito fiore che vive nel silenzio delle api
vera la bugia della voce peregrina di notte.
Dormi nel tumulo dei papaveri
segno di una crescita increspata di stelle.
Ognuno è solo nel cuore della terra
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Ti cerco nell’urlo d’un silenzio bianco,
dove il tempo s’arresta eppure precipita.
Sei l’alba che gela e la notte che incendia,
un ghiaccio bollente che mi scava le vene.
Il tuo respiro è una tempesta d’aria ferma,
una carezza di vetro che
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Amena terra tra colli e pianure
dove vivere e sognare avventure,
flusso di torrente che scorre leggero,
gente che col cuore ama davvero.
Amata diletta terra mia
dove in infanzia mi colse poesia.
Dolci rilievi d’agrumi e d’ulivi
sotto il sole
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Fiore d’amore, fiore di nonna
fai la ninna, fai la nanna
boccuccia di latte e vaniglia
dischiusa al sorriso e vermiglia.
Fiore di pesco e melograno
dai capelli color del grano
occhi di cielo, occhi di mare
azzurro e sconfinato amore.
Nonna ti
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Goccia di cuore,
goccia di dolore,
sono l’età che ho vissuto
e quella che mi manca.
E ora che succede?
Il sogno non si
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C’è un filo che non si spezza, anche quando è teso,
un ponte silenzioso tra il mio cuore e il tuo cammino.
Venti anni fa nascevi, e il mondo ha preso un peso
più lieve e più profondo, fragile e divino.
Abbiamo smarrito le parole nei corridoi del
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Il cuore è danza e piccola meta,
pallida e indomita aurora;
beve la luce, e s’allenta e s’allora
nella speranza che non si quieta.
S’unisce il fiato al canto stellare,
mentre profuma di buio la via;
siamo scintille in un’ampia agonia,
gocce di
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Dallo specchio ti osservo
definita da un sogno,
dall’invidia immune,
sono nudo!
sono inerme!
Non esce voce dal mio cuore
guardami!
Nello specchio solo
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Perché dovremmo cantare se il piede straniero schiaccia la nostra anima.
nel silenzio dei rami dei salici dondolavano le cetre arrugginite
l’urlo nero della madre libera il giovane figlio appeso all’antenna.
Indomita radice che sfregia la terra degli
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Avrei voluto invecchiare
insieme a te
coccolando la suggestione del tramonto
seduto su una sedia a dondolo.
Avrei voluto invecchiare
insieme a te
sfogliando l’album dei ricordi
dove sorridevamo felici.
Avrei voluto invecchiare
insieme a
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S’accende il pesco in un brivido rosa
nuvola mite che il cielo trattiene
ogni corolla è una tazza preziosa
dove la vita fa scorrere le vene.
Svanisce il petalo, cade la seta
e resta il nocciolo, cuore d’argilla
che sotto il sole si fa polpa
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L’avaro avanzo di tasche bucate la notte
l’amaro gusto di un caffè il cielo
la nebbia dei perchè
sguardi e traguardi senza un fine
l’odore
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Dorme la pietra eppure urla il tormento,
mentre una pioggia secca scava il viso;
siamo la vela ferma contro il vento,
l’inferno aperto dentro un paradiso.
C’è una carezza ruvida che sferza,
come un oceano chiuso in una goccia;
la linfa
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Quando avevano imparato a misconoscerlo?
Appena nato scuro e inquietante
o quando si era azzoppato?
Forme di vita semplici provano ribellione
o solo paura?
Era arrivato al portico un giorno di maggio
salendo una fredda scala di ferro.
Aveva
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Se di questo respiro
poi facessi la mia casa
sarebbe come tornare
nel grembo di un sogno,
in una danza di fuoco
col ritmo di un’alba:
quante notti a pregare
per un sole d’inverno.
Quante sere a piangere
per due occhi di fata
e per una
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Per tutti non sono solo mare
a volte sono tempesta che tutto distrugge
sono urlo che graffia le nubi
e onde che dal profondo emergono
con la forza della disperazione
di chi mai m’ha saputo amare.
Sono movimento universale
che frantuma le pareti
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Scavò
il sentire mio silente
nelle pieghe dell’anima mia,
ne estrasse le sensazioni potenti
e le irradiò coi raggi del sole brillante.
Tutto
indagò e scosse
e tutto ravvivò, il mio sentire,
portando il sereno dove lo spirito doleva.
Nei
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I giorni del vento,
quel vento del sapere
che passa nelle notti
burrascose, e che ...
il cuore non sa domare,
una sconosciuta paura
schiaccia i
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Tu origli dietro i muri io ascolto i cuori duri
io canto la mattina tu stoni in copertina
io sono medicina tu l’erba fistolina
tu non conosci i puri io vivo coi spergiuri.
Io studio la mia essenza tu badi all’apparenza
ti reputi importante io solo
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Non farti ingannare dalla schiena dritta
che sfida il vento sulla scogliera,
né dalla mano che tiene il remo
mentre il gorgo si chiude nella sera.
C’è un’arte del silenzio che somiglia
alla calma del muro sotto il sole
pare non sentire il proprio
leggi

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Sognerò i tuoi fiori narcisi sparpagliati al vento
emozioni del tuo scontento
figura di un silenzio alla fine del filo.
Il cielo brucia di coraggio
tu sei troppo lontano dalla mia stanza
notte di respiri rubati dalle stelle.
Bruciano i sogni nel
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S’accende il buio in un riflesso d’oro,
mentre la neve brucia tra le dita;
custodisco un immenso e vano tesoro
nella ferita aperta della vita.
Sale un silenzio che rimbomba forte,
come un oceano chiuso in un granello;
danza la vita ai
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Dal muto petto un soffio si sprigiona
che d’immortale luce il mondo ammanta
non è soltanto suono che risuona
ma forza sacra che distrugge e incanta.
È il gran martello che la pietra spezza
o dardo d’oro che trafigge il core
è il canto arcano
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L’indifferenza antropica degli italiani
di fronte alle tragedie del mare
assomiglia molto allo sguardo torvo
dei trafficanti di esseri umani
che contano febbrilmente il denaro
che gli sfortunati migranti
gli hanno elargito per sbarcare
nel Paese
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 | C’è una storia che vive di strappi e respiro,
di attimi rubati al tempo e al destino,
di fughe improvvise, di porte socchiuse,
di mani che tremano, mai davvero deluse.
Si accende in litigi, graffia e poi cura,
si perde e ritorna, fragile e
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| Le radici del cielo
scorticano l’anima,
fanno abisso
di tremori e pietre
sull’angolo di scelte
senza ritorno.
Cercano crepe,
affondano,
marcano il confine
del ricordo
per farsi albero di frutti
da raccogliere
quando il palpito
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 | Sei rimasto per un anno intero
accanto al mio pensiero,
abbiamo fatto tanto insieme.
Oggi hai ripreso il tuo cammino
lasciandomi ancora una volta
nell’attesa di una prossima Alba.
Ma tu sei il tempo che non ha sonno,
che non sogna, ma che
leggi

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| Infatuo un mite pungolo dormiente
nascosto dietro un pavido pudore...
perlustro e provo e tento inutilmente
di dare un senso a un fine adulatore
ma non insorge e manco si rivela
e volge verso un’arrendevolezza
di sentimento che in cuor suo si
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Riposo nell’ombra
il respiro è l’attesa
nel nulla ricordo
la Venere in fiore
il cielo già acceso
di alba perenne
e le mille carezze
vendute all’oblio
dei giovani cuori.
Tremo nel buio
il dono è la bocca
le labbra di vento
macchiate di
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Trilli e garriti briosi
voli, gorgheggi e stridi,
vibrare giocondo di corse e svolazzi,
elevarsi in volo e planare dai nidi
e leggiadre virate
sui cangianti prati festosi
nell’aria graziosa d’Aprile.
Lieto vento giocoso e sottile
tra i
leggi

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 | Amici,
ora vecchi,
abbiamo un codice
tutto nostro
e ricordi
anch’essi solo nostri;
niente di che,
ma identitari
e risate,
insensate.
Un giro complice
di sguardi
e siamo ancora ragazzi,
Ammicchi
e ti specchi in quegli occhi,
tutti come
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 | Brillava così forte il sole
e il gentil vento
mi vestiva col profumo di fiori innamorati
e come sorridevano le ore
quando, il sapore dei tuoi baci
cullava il mio respiro...
Ora, che tu, più non ci sei,
mi siedo qui, nella panchina dei ricordi
leggi

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| L’aria profumata
della sera colorata
mi dona aprile,
come una buona notte.
Le parole mie
sono passi della vita,
sentieri deformi,
sorgenti da scoprire.
Guardo il cielo
si riempie di stelle,
mi accosta un raggio
che scende vicino a
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| La bellezza malinconica del crepuscolo
mi trasmette un’imperscrutabile
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| Non chiedo al cielo un sentiero di seta
né che l’onda si plachi prima del mio passaggio
non cerco il riparo di un’ombra segreta
ma il fuoco che arde nel nome del coraggio.
Se il vento percuote la roccia del giorno
non prego che il nembo si perda
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| Delicatezza del fiore lungimirante d’ un profumo
guardo il tramonto esploso tra le tue mani.
Piango la scia dolorosa delle stelle
bacio il silenzio di un vento rubato dal tuo boulevard.
Ho inventato le emozioni delicate dei quadri
carezze della tua
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| Ho bisogno di te
e delle tue carezze
ogni volta che vado a fondo
o delle tue parole
quando resto all’ombra
al riparo dell’incanto,
a niente c’è più posto
ora che il vento sbuffa polvere
sui miei ricordi impilati
a dovere in un sé.
Nulla
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S’apre la porta di un antico regno
quando la luce muore nel giardino
e il sonno incide, con sottile segno,
il volto del pensiero più vicino.
È uno specchio di nebbia e d’argento
dove l’immagine si fa memoria,
vola il ricordo come foglia al
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Entra pure, ti aspettavo
non ho paura
delle tue vesti
nere come la notte
cupe come il buio
che da sempre
io indosso come fossero
una seconda pelle.
Vieni pure, danza con me
la tenebra sarà
il nostro rifugio nero
e il dolore se ne
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andando avanti
tra le strade brulle
ho incontrato ostacoli
e nel ricordo ho colpito forte
bussando agli angoli nascosti
soffiando in vicoli chiusi
piangendo in notti buie e silenziose
ho plasmato il dolore,
ad ogni rifiuto ho piegato la
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Quand’un tratta del se e del ma
e mente divien insana
in tal questio che si frappone
fra ben o mal nel far,
allor pur ci s’indispone,
ché via retta non si trova
e si percorre in mal cagione
L’autorevole responso
si pensa nel Dio di
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Nel tempo si è perduto
quel senso dell’onore
che fin da piccoli
ci è stato insegnato
alla pari del rispetto
lo so, anche tu l’hai detto
e forse ti riconosci
in quell’antico credo
dove ogni cosa aveva un senso
e il senso era il dovere
di porre
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Francesco
Tra le vene azzurre del silenzio
il mare respira al posto tuo
e tu sei soltanto una conchiglia aperta
che dimentica il nome della riva.
Le onde non tornano
scrivono e cancellano nello stesso gesto
come dita d’acqua
sulla fronte fragile
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Bacio la natura terra del silenzio
vibrante passione nella spuma delle nuvole
chiodo di un pensiero pendolo dello squilibrio.
I poeti lavorano di notte nella pallida luna del silenzio
stilla l’amore che passa un mare di lacrime ai tuoi occhi
verso
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Tornavano e scacciavano la noia
sfrecciando in basso in alto in ogni dove
giulive nel portare sole e gioia
bandiere e testimoni delle prove
che prospettava lady primavera
intenta a far trionfare la sua era.
Tornavano al caldo sotto il tetto
a
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Che c’è nell’aria che rende
il cielo azzurro?
Atomi invisibili agli occhi
che ammassati creano per me
il colore che dà pace
e mai diverrà peso alla mia vista?
Che c’è nella distesa d’acqua
che ammiro verde, azzurra
e blu profondo?
E’ l’ossigeno
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338169 poesie trovate. In questa pagina dal n° 1 al n° 60.
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