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Gli ultimi 5 iscritti: Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi - Derosas Michele |
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Non saremo angeli
perché io ho la carne
da adorare
non saremo santi
nel cielo che avvelena
le stelle di notte
e la pelle di giorno
non saremo mai altro:
lune contese dal buio.
Non saremo demoni
perché io ho la croce
incisa sulla fronte
e
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E vola e dà e prende e se ne va
ti canta una canzone per benino
poi si lamenta come fa un bambino
che ha perso al gioco e si traveste a lutto
volendo fare l’asso pigliatutto.
E passa e va copiando Alì Babà
coi quaranta ladroni o forse meno
ma il
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Prono è il tramonto sui muti monti
di neve appagati,
mentre fra fronde si spengono
gli ultimi volatili canti
Prono l’animo ascolta,
molesto del giorno che fugge
e quasi s’addorme su foglie restanti
nella terra che brulica
Or una preghiera
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Amo la pioggia
che batte sul tetto,
crea un’atmosfera,
un magico effetto,
il clima ideale
per buone letture
tra saghe, leggende
e solenni avventure...
In un tempo lontano
di sfarzo e ricchezza
spiccava una ninfa
d’innata bellezza,
la divina
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Percorre il male le vie strette e buie
fermandosi nei crepacci del cuore
e negli anfratti della mente
costruendo lì la sua casa, su altari
di una vita distorta dal dolore.
_È tempo di riposare, e fra le foglie
di una quercia godere del sole,
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I gesti sono semi
alcuni germogliano sole
altri diventano notte silenziosa.
C’è una luce che non abbaglia
ma filtra trasmutando il giusto
in polvere d’oro
tra le ciglia del mondo.
Nasce da un dito che esita
da un sorriso appena inclinato
da
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L’abbraccio è un porto senza catene,
una tregua data al cuore stanco e nudo,
è casa accesa quando il mondo è buio,
riparo lieve che dissolve il male.
È come un’alba stretta fra le mani,
che scioglie il gelo antico della pelle,
due respiri che
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Palpita la dolce umanità dimenticata dalla spregevole società di oggi
vale l’egoismo principio cardine che cancella l’altro.
Moltitudine di silenzi ciechi davanti ai poveri infreddoliti
i bambini di Gaza i bambini di Kiev non ci fanno più battere il
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Non fingo mai di notte
l’atmosfera d’intesa a pieno titolo
che smuove la stanza e tutte le mie spoglie
come un turbinio mosso di un’alta marea.
Non fingo mai di notte
la tempesta barbarica del cuore
quando nell’istante profondo del respiro
mi
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Incredibile come il tempo si affezioni
a chi nella vita tanto ha saputo donare
ricordi si affannano per non venire distrutti
un arrampicarsi che fa solo piacere
fiatone non incide nella ricerca
desiderio si fa in quattro
.
vuoto che sa stare
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Colombe bianche volano nel cielo
per annunciar che torna primavera,
campi e monti si vestiran di fiori
e gemme sbocceran sui nudi rami.
Pure il cielo, pria carico di nubi,
avrà il suo sole sfolgorante e caldo,
i canti torneranno nelle strade
con
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Senza il tuo volto
navigo nel buio
dove non c’è luce
c’è solo oscurita,
che brilla nell’immenso
c’è solo il tuo
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Scioglimi nel tuo respiro
non avrò mai pace
se non ucciderò queste ombre
che ci dividono dal mare.
Prendimi con queste nuvole
l’orizzonte è ancora nero
e il vento prega per noi
una nuova litania del cuore.
Scioglimi nel tuo veleno
fiume che
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Dalle ceneri di un sogno
nascer possono atomi di semi
e generar speranza di rinascita.
Linfa vitale è la speme,
respiro dell’anima che morendo
si rinnova e nutrita,
si fa fiamma e gemma,
divenendo energia e vita.
Lì, sotto la cenere
cova
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Esulta il cuore in brividi di desiderio tra effluvi
profumati mai cancellati, in abbracci spirituali
Rami in linfa vitale, pelle che inspira
in pori odorosi vogliosi, che agognano d’esser
inebriati, brividi di desiderio dove albeggia
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Del navigante ambita meta
centro dell’arco stella cometa
ombra lanterna su terra ferma
la prua la poppa si danno mano
un solo porto che ti conferma:
“nel mare aperto vai lontano”
respiri solo marino sale
centro d’umano multicolore
nelle sue
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Tenace vento sospinge i passi
lungo la via segnata dei viventi
sfiora la lieve e fragile veste
di profumati petali affidati al tempo.
È un dolce brivido l’alba che si apre
lento chiarore su ombre in dissolvenza
così la vita, al levarsi del
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Fuggo dal mio destino
e mi nascondo là, dove non so,
non mi va di farmi vedere
vivo nell’ombra
in quella parte che ognuno
rifugge come fosse il male,
eppure io...
Sì sicuramente lo sono
non può essere altrimenti
in molti me lo dicono,
no
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Mi è morta la notte
l’ho sepolta
nel mio cuore
e, vivo nell’alba
che versa luce
nella mia valle
gronda di fiori,
alto
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Panino farcito di stanchezza
che non vorremmo mai addentare
potrebbe rivelarsi la nostra soluzione
quando per motivi indescrivibili
il buio prenderà il sopravvento
richiedendo un minimo di forza
onde lasciar passare il momento
quel ripieno dovrà
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Sfioro gli occhi stanchi di depressione
rosario di un istante malato di lacrime.
Accarezzo i sogni sottili di te
parla la corolla cucita di petali.
Eccomi foglia che cade rossastra di tramonti
un esclamativo vestito di silenzio geme latrati
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Nell’abbraccio,
il mondo si dissolve in un sussurro di seta,
dove le mani diventano fiumi che scorrono
tra le crepe dell’anima,
unendo echi di tempeste passate
a promesse di albe serene.
Ti stringo e il cuore batte come un tamburo antico,
ritmo
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Chiedo a Te, o mio Signore,
di vestirmi di vero amore,
di abiti lievi di gentilezza,
cuciti a filo di tenerezza.
Non chiedo oro, non chiedo niente,
solo mani colme, cuore presente,
che ognuno di noi, ogni giorno sia
gesto di cura e di
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Non ti cerco.
Cammino dove il passo dimentica il nome
e il cuore impara a non trattenere.
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Ogni cosa accade senza chiedere,
come il vento che non sa
di muovere le foglie.
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Ti sento nel vuoto che resta
quando il pensiero si arrende
e la luce
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Quando giunge sera
ogni cosa par più tacere
e l’animo stanco si riposa,
che nel giorno ha avuto poca posa
S’abbraccia il dolce focolare,
che un po’ rincuora
e pensieri scagiona,
che tutto par appisolare
Ci si trastulla pur in
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È perché mi manchi
oppure perché sento
le foglie cadere
una dopo l’altra
e il mio respiro
si fa corto a pensare
all’inverno che cala
e gela la pelle
in un velo di opale.
È perché sono debole
e non so amare
come una volta
e allora chiedo
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Sapessi
quanto son lunghe le ore della notte
quando scruto le stelle
e aspetto che Morfeo mi porti
in quell’angolo del sogno
dove la luna bacia il nostro incontro
e vedo il tuo sorriso
tra polvere di stelle.
In un magico vento
profumo di neve
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Non al centro del dire
ma sulla soglia del senso
nel bianco che accoglie le parole
come mattino
che ancora non chiede nome
come spazio sospeso
tra un sogno e il risveglio.
Io sono qui
quando lascio cadere il peso
di ogni definizione
quando
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graffia la luna rosa come la guancia imbellettata dal respiro del rossetto
freddo silenzio che soffia la moltitudine dei cirri.
Rima baciata che respiri la calda brevità dello stordimento
soffia la parola tuono di un fiore vissuto dal mare
Nel vento
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È sera e dormi accanto me
il tuo respiro lento mi parla di te
del tuo essere guida e mistero
per questo mi cuore
che brama ogni istante di te.
È sera e io qui mi perdo
nei ricordi di noi
che cerco dentro me
come fossero immagini
di una vissuta
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Ritrovarsi a quasi ottant’anni
a fare quanto desideravi a dodici
non è cosa da poco
.
imprevedibile ed inaspettata
riesce a far rivivere quel sentire
che preso alla leggera
dimostra incredibile perseveranza
lasciando in disparte sofferenza
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 | Ecco il senso seduto,
ai piedi di tanta bellezza,
dove l’immenso si trasforma
in un caleidoscopio di colori
e parole, fluttuanti nel vento.
La poesia prende forma
sotto gli occhi del poeta,
che, con gioia, svela
la sua anima turbata,
lei infine
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Il giorno cuce l’ombra al suo vestito
mentre il silenzio scava dentro il cuore,
un vecchio sogno che non è finito
si tinge del più pallido colore.
La mente è un mare senza più confini,
una barca di carta nell’aurora,
siamo del
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Non so più nulla
non cerco riparo
da questa pioggia
che comincia col buio
e finisce al mattino.
Non sento nulla
oltre questa barriera
che il tuo sguardo
costruisce oltremare.
Non chiedo più nulla
a questa pelle d’oro
non il calore del
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Quel grigio azzurro
che dall’alto mi giunge
dei nembi dal sole illuminati,
di rosa ambrato
con dolcezza or si tinge,
e alla Terra annuncia
che distanti son
le dense burrasche,
che nel mattino han sferzato
di lampi lucenti
e rombo di
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E il tempo batte freddamente fisso
giocando a mosca cieca col prefisso
ed io che volo nera in questo cielo
mi fermo a mangiucchiare sul tuo melo.
E algida procedo sulla strada
se ai tuoi momenti grevi c’è chi bada
sicuro del suo essere
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Nebbia si posa
e Natura riposa
e col canto flautato di Pan s’onora
e si sposa
Danzano gaudiose le Ninfe
fra l’umide erbe rugiadose,
brezzate da fulgido Eolo
e prendono in cielo il volo
D’azzurro d’incanto baciati
s’ergono maestosi gli
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Pazzerelle sembrano
le giovani donne
che ballano da sole
nel prato, ora spoglio
di qualsiasi verde foglia,
mi è impssibile, ora, cogliere
l’esplosione di una vita,
ma, nel sorriso
spensierato, e non
di qulle giovani bellezze,
vedo io ià, la
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Si fa incerto il suo cammino
forse perché fa paura il suo pensiero
oppure per l’incertezza
che tutt’attorno vede,
allora ecco che non si espone
nel timore d’esser messo con vergogna
sul ceppo della gogna...
È certo la censura ciò che più
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Distende il mare il vitreo suo mantello,
un re d’argento che non ha corona,
mentre il suo canto, antico e sempre bello,
lungo la riva a sera si sprigiona.
È uno specchio di luce e di mistero
dove il pensiero perde ogni
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Cosa resta di situazioni imbarazzanti
che nulla possono inveire contro
verso chi bello bello fa di tutto
per entrare a far parte di un giro che non gli compete
anche questo succede all’insaputa di chi
nella sofferenza si crogiola
facendosi spazio
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O sacra macchia, antica e solenne
che il sole chiami a baciarti il volto
tra spine e fiori la tua luce serba
e il vento canta il tuo silente ascolto.
L’elicriso, come un astro che non muore
d’oro vestito il giorno ti consacra
ogni sua foglia è
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Settantacinque anni di un vecchio lottatore
canta l’umanità caduta nel buio del potere.
Chiara voce di un faro di libertà.
risorgi America dalle città in rovina e dalle chiese sfasciate.
Orma di innocenti ammazzati dall’ICE
Ti sento Minneapolis voce
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Senza rispetto
vivo senza rispetto
colgo le rose
all’improvviso
le lascio morire
senza una primavera
e respiro
il profumo di morte
prima della sera.
Senza riguardo
vivo senza riguardo
tolgo il vento
ai semi d’Aprile
e la terra mi
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Senza sogni
è la mia notte,
privi di lune
sono i miei passi,
nessuno vedo
appena oltre il buio,
essere soli così
è come morire,
ma ci sei Tu
nel mio essere vivo
nel profondo più nero
di una notte, nò!
Le gambe le spingo
con fatica
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Veggo persone che fan questo o quest’altro,
io, pur facendo,
mi trovo in antro
e par che tutto svendo
A che pro mi prodigo?
In cerca di chissà cosa, m’attardo,
e’l tempo invano fugge in castigo,
che par sempre d’esser in ritardo
Allor fuggo
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Non c’è una meta che il fiume ricordi
solo l’acqua che passa
e ci insegna il nome del ritorno.
Abbiamo creduto alla linea retta
al domani come conquista
alla terra come dispensa infinita.
Ora la notte ci guarda negli occhi e chiede
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Ogni mattina mi spoglio
del luccichio delle ali
che immagino di avere
e la testa mi scuoto
per eliminar brillanti aureole
nei miei sogni costruite,
e mentre cammino mi avvedo
del mio moto in volo
e della luce che tutta m’irradia
dal profondo
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Ardi nel vento che entra
della finestra socchiusa
e ti consumi davanti a me,
e non è certo il tuo apporto
in questa penombra
che rischiari a fatica.
L’inchiostro colora i fogli
d’un grigio scuro
e traccia incomprensibili segni
nella
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ho immaginato parole che non esistono ancora
le porta il palmo della mano del vento
direttamente al cuore
se negli occhi si stringono in armonia tutte le
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L’abisso spiega il suo segreto mantello
mentre la riva con amore invoca;
la schiuma bianca sulla sabbia gioca
e s’apre al sole come un rito bello.
Ascolto il canto d’un antico uccello
che tra le nubi rapido si scocca;
il sale scende
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Non resta che seguire la scia
visto che non sappiamo dove ci porta il mondo
quella più luminosa che invoglia a trovare un po’ di pace
su questa terra che in subbuglio
non si limita a trovare strade diverse
pare non arrendersi a seguire solo
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La voce del dissenso viene insultata dai fantocci privi di dignità.
rimane la poesia tuono di parole che deridono con verità il potere.
Italia governo innamorato di uomini forti eletti dal popolo.
non vogliono più un pensiero libero hanno paura del
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Sarai forte
come gli alberi d’inverno
che resistono
alla neve
senza chiedere amore
alle nuvole del cielo
troppo distante
per sussurrare nostalgia
sui ricordi del vento.
Sarai sola
come le foglie d’autunno
quando cadono
lontane dalla
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Se in vita non ci si trova
e disagio s’assapora
e poco s’adora,
ché tutto par fuggente,
allor in maniera veemente
si cerca qualcosa di fremente
Talsì sebbene sfuggente
ci si getta fra la gente
ancor in modo ardente,
ché qualcosa si
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M’abbruscia chesta vita
sta sciorta scurtecata
ca enno ‘a stessa e n’ata
pecché ‘nfaccia a stu muro
me sento pisciaturo.
M’abbrusciano sti vocche
sti lengue ‘nzuccarate
ca parlano spicate
pecché ‘nchiett’a sta ggente
‘a recchia mia nun
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Dov’è il valore di questi sogni indomiti?
si ferma come un filo d’inchiostro nero
che bagna pagine di carne e di vuoto.
Lasciati lì, fantasie infrante
non corrisposte, voci senza eco.
Distruggeremo muri, false trincee
illusioni fredde, silenzi
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Ancora bagnato dalla nebbia
sull’ombrosa vetta
s’affaccia sull’erta della cima
il piccolo fiore di Venere,
così tanto prezioso alla natura.
Come ogni mattina
inizia così la sua avventura
nel districarsi dalla foschia,
poggiando la corolla sul
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S’ammorza il grido e ogni voce svanisce,
muore il rumore lungo la via stanca,
mentre il silenzio intorno s’abbellisce
di quella pace che nel giorno manca.
È una sorgente che il cuore guarisce,
limpida linfa che mai non si sbianca,
fiammella
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Lontananza raddoppia quando il tempo si mette di mezzo
lasciando un senso di vuoto
che non si limita ad elargire mancanza
bensì riesce persino a far vedere tutto buio
seppure il sole illumini come a mezzogiorno
sdoppiando con fragore
facendo
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337731 poesie trovate. In questa pagina dal n° 1 al n° 60.
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