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Le 70146 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Sospesa
a candide nubi legata
mi dondola vuota
Un armonia sempre eguale
attende
Guardo d’intorno
nel cuore
è sussulto d’anima
Quanto anela l’essere mio
ad un canto di fiori dipinto
Attendo il nascere d’un vento che muova l’altalena
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Nel giardino è cresciuto un fiore
all’ombra dei rimpianti
e le falene non piangono più
la luce che brucia ancora
Nella terra c’è un seme di rimorso
la piccola foglia morta
che ha dimenticato il suo respiro
una mattina di stella caduta
Niente
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Un oscura
persistente
illusione
che nello stesso pensiero di se
spudoratamente
si mostra
per converso
informa
questo castigato
sbieco
sguardo sul Mondo.
Assurdo
schizofrenico retaggio
che
la nudità di noi stessi e delle
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Ogni strada è sbagliata
e te ne accorgi quando sei quasi alla fine.
Ogni pensiero è sbagliato
ogni gesto
ogni parola che s’imbroglia
tra la saliva e il cuore.
Ogni poesia è sbagliata
ogni tramonto alla foce del fiume
e te ne accorgi
quando
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Mi raggiungi nei sogni
sulle ali della fantasia,
evadi dalla gabbia del tempo,
eludi la realtà in pieno disincanto.
Voce dell’anima,
unico sussurro che prevale, che sento...
Il sibilo invitante dei desideri,
lo stridio insistente dei
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È certo chiaro a me il tuo pensiero
e nulla lo nasconde alla mia vista
così come niente sfugge al mio cuore,
sei per me quella carezza
che languida scorre nell’universo conosciuto
come amore amato e certamente vissuto.
Sei mia chiarità ai confini
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Tempro la mente quando sento la pioggia,
l’ascolto dell’acqua fa nascere amore,
tu insisti sul petto il cuore ribatte colpi su colpi.
Cattiva che sei, mi lasci da solo senza l’amore,
mi prendi, mi lasci, insisti nei sogni, son uomo
lo sai, mi
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All’ingresso del Siq al turista offrivi
Collanine sorridendo e claudicante,
Forte a me pareva quella tua zoppia,
Più tardi sempre sorridendo tra le rovine
Dei Nabatei antichi a pallone giocavi
Coi compagni tuoi, non so poi se fosse
Tua sorella
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Da poco ha iniziato l’imbrunir
tu adesso dormi
ma mi cadi sulle palpebre
dove stanco s’adagia il giorno
con il grigio copri luce
che tristemente muore
a guardare l’ignoto
si risveglia
tristezza del tramonto
dove spesso piove
con la luna
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Je suis ta lune dans cet enfer
oppure se lo vuoi il mondo intero
sporade del mattino col suo incenso
e se il tuo cielo può donargli un senso
fallo brillare ancora un’altra volta
all’ora che la furia viene sciolta.
Va dove vuoi e dove vuoi
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 | Occhi chiari di fragile fonte ...
aggrotta la fronte
mi scruta, mi studia, attratta dal bianco
dei capelli miei.
Decisa a fare musetto,
se qualcosa non va,
risponde al mio tocco
con pacati sorrisi
come gioco segreto
studiato tra noi.
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Avrebbe dovuto essere il primo passo
un piccolo sogno scuro
senza la possibilità di recedere
dalle vetrine e dalle luci del centro
Avrebbe potuto essere il nulla
oppure un suono leggero
propagato a metà del cammino
verso la sera che schiudeva
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Mentre la neve
ancora cade silenziosa,
ascoltami,
ho da chiederti una cosa.
Mani bramose ed avide,
deturpano, depredano
terre e mari,
cieli e animali.
Mentre ancora
un raggio di sole
accarezza la rossa
corazza di una mela,
tu dimmi,
ci
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Lì presso il lampione danza la falena nera
brilla una lucciola sulla selvaggia menta
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Tra i versi io mi perdo mentre appare
la mia stella lei tornava per dormire e
vagava la mia mente, nei ricordi notti
insonni di monologhi allo specchio.
E dormivo tra bugie lasciate li per terra
sparse dove potevano essere trovate,
arrivava poi
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 | Corre lontana la felicità
dalle orme spoglie, né i rami
ancora traboccanti miele
ghiacciano al lutto,
dondolio mesto al
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| La sera ci aspetta
stesa nel giardino
vuole io te vicino
e lei a guardarci
ti prego non tardare
io pure ti voglio guardare
con gli occhi stravolti
dalla tua bellezza
il cielo si è fatto rosa
e ti vuole come sposa
per ingelosirmi
e aumentare
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| A te porta il sol di luglio
fresco il mormorio del mare,
quando all’orizzonte appare
grande e in tutto il suo splendor.
E se il guardo tuo sollevi
tra il gabbiano e l’airone,
l’ondeggiar d’un aquilone
viene ad allietare il cor.
E rimani tu
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| Spendo minuti
a guardare intorno,
il vicino col Pinscher
e l’edicola che alza la serranda,
le mani in tasca
a strascinare i passi
lungo il vialetto della parrocchiale.
Afferro quel pensiero
sulla nuvola bianca
e il sentore di pioggia;
nel
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| S’accalcano
i giorni
come compressi
in uno stampo
che arbitrariamente taglia via
ciò che
contenere non può.
Mi chiedo
se ciò che rimane
potrà mai rendere giustizia
a tutto quello
che
pur trascorso
per nulla ricordo.
Lucenti
parole
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Lucido l’arco della luna
tagliente come un diamante
appena prima dell’aurora
quando la notte è un ricordo
E i respiri sono lenti
come il fiume che scorre
verso una meta ignota
nera sul bordo del mondo
Argento il riflesso dei sogni
immaginati
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E sono voci
quelle che si sollevano
e che ricadono in echi
tra pareti scabre come sabbie
in un condotto del tuo ka.
Io siedo spesso
all’ombra del tiglio delle tue paure
che guardano l’ora sempre in attesa.
Un giorno
le vedrai anche tu le
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Proprio lì,
in quel vuoto immenso
senza colori e senza musica,
un baratro costellato di ricordi,
inchiodati ai muri del tempo,
di frasi spezzate,
di parole non dette.
Proprio li,
dove cadendo a testa in giù,
si tocca il fondo,
dal mare dei
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Non è della cultura il rifiuto dell’altro,
sia esso migrante, emarginato
o diversamente abile.
Non è della cultura disprezzare il diverso:
per il colore della sua pelle,
per la sua diversità di opinione,
di religione.
Non è della cultura
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Note infinite tagliano i polsi
quel bicchiere mai vuoto tentenna nel cuore
traboccando illusioni
più non esiste l’oggetto del desiderio
ha preso il volo
non bastano quegli appigli onde trovare la pace
ad oltranza si verificheranno per i
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Si colora di rosa del pesco
Il ramo è giunta primavera
Dal vento lieve accarezzato
Biondeggia il grano nell’estate
Rossegian già sulle vite
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Non c’è ragione ad essere un poeta
un menestrello d’anime in cammino
di certi voli avulsi un esegeta
facendo della musa il calepino.
Non c’è ragione e tu non sei un profeta
ma il folle ambasciatore del destino.
Fatti da parte se vuoi stare a
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Finestre aperte
affacciate
sul giardino del tempo...
quando il giorno cede la sua ombra
la strada s’increspa d’addii
tra il zigare
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Noi non siamo qui
a pretendere il nulla
dalle stanze vuote
nel buio che avanza
Una carezza perduta
per tutte quelle sere
trascorse in compagnia
di lacrime amare
Noi non pronunciamo
parole per innamorare
la luna o i suoi dolori
aperti per
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 | Buonanotte piccola,
giace il tuo corpo stanco
ed il tempo ormai vola,
non sono lì al tuo fianco
ma salirei un
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 | Sonnolente figure senza anima
attendono l’istante della luce
l’alba all’ orizzonte e il suo tenue lume.
Topico momento in cui tutto ha inizio
per morire al tramonto.
File e file di ombrelloni,
dischiusi appena,
sotto il cocente sole,
sabbia
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70146 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 22621 al n° 22650.
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