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Si copre or cielo
con esso stelle ...
muterà sereno
lor più belle.
Senza nulla senso
guardando sorriso
ciò cui sol penso
incantatevole tuo viso!
Son nato per Te
sarà pur (a) illusione
t’anelo in me
caduca emozione?
Mentre sento dentro
"potrò
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Non ti ricordi più
le labbra sul mare
e la luce delle cose
che davano buio
Le piccole follie
celebrate in estate
con lune d’argento
in attesa del mai
E le notti, le notti
fatte per rubare
i baci a chi mentiva
le nostre carezze
Di noi
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Amo perché il mio sguardo non sa fare altro
i tramonti che incendiano l’anima
gli orizzonti tra le cime dei monti .
Amo le immense pianure attraversate dai fiumi
il mare che respira in me
e quei silenzi pieni di solitudine .
Poi guardo il cielo
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Terrò sempre stretto sul petto
ogni tuo tenero abbraccio,
sulle mie labbra
ogni singolo bacio,
per potermi scaldare
nei
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Hanno ali invisibili
per raggiungere chi
ne invoca la presenza.
Missili buoni,
al servizio dell’umanità ferita.
Oggi li trovi perfino sui social,
dove l’ira furibonda
degli odiatori seriali
spesso si scatena violenta.
Eppure anche in quelle
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Dal taschino di una giacca
picchia forte il cuore
trafitto dall’eco delle stelle cadenti,
rammenta l’euforia di battiti esaltati...
avvolgere due occhi
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Ogni notte rammento il giorno andato:
Le memorie si novellano a ondate: aliud et idem,
per frangersi e riunirsi nelle
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Dondola la Lanterna
sull’albero maestro
illumina la faccia fradicia
del marinaio desto
Dondola la Lanterna
tra i vortici di neve
lungo la rotaia gelida
del ferroviere greve
Dondola la Lanterna
sulla garitta grigia
la sentinella all’erta
il
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Sappi, voglio asciugarti gli occhi
leggere nei tuoi sogni
frugare nel cesto dei tuoi desideri
tenerti per mano,
contare le stelle una ad una
e perdermi tra le tue braccia.
Voglio cantarti la ninnananna
in riva al mare e cullarti con le sue
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piangono le nuvole
di un mare che innonda il cuore
asciuga il silenzio i pensieri
come madri che non partoriscono parole
in tanti specchi che guardano dentro
si spezza la notte
come fuochi d’artificio ad una festa di paese
un lampo semina luce dove
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Era na notte comme Ddio cumanna
cu ‘e stelle già ‘ncriccate e sbrigliarelle...
‘O munno ‘nterra tutto appreparato
cuntava ll’ore senza ave’ nu sciato...
‘A ggente se perdeva a fa’ nuvelle
prianno ‘o Pataterno p’a quaterna
ca tutte quante nuie già
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Sorgi Natale sorgi
come un fiore
da una terra infetta.
Dà luce alla mia piazza
che impazza di solitudine.
Nelle lunghe sere
pure il vento è buio
e la preghiera è stanca.
La luna si nasconde,
il sole è assente,
la pioggia straripa,
la campagna è
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Un silenzio che placa.
Neve finissima scende in ciocche
mentre senza respiri in apparenza
il Tempo.
Distaccato, non sento fragilità
ma catturo angoli segreti.
Cresce una linea d’arresto ai pensieri
dai rami pietrificati.
Una goccia di
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Libertà è volo a planar su orizzonti e
capienza in fantastica emozione,
tralcio di vite a crescere e maturare...
Libertà è, veleggiar fra immensità di mare,
pensieri vaganti e differenti,
sogni morti a riprodurne altri...
Libertà è lasciar che il
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Il bianco della neve si perde
nei confini dello spumoso cielo
in quella linea dell’orizzonte
che si fonde con l’anima
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Le lacrime che abbiamo versato
per la tua improvvista scomparsa
ci impediscono di ammirare
il profilo della Majella
che tanto amavi.
Il suono delle campane
che suonano a morto
ci toglie il respiro
per l’immane dolore.
Non chiudere gli
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Poesia d’inverno
La fiamma lenta
si scuote tra i ceppi
vanitosa, effimera pace
-
conto le orme, i passi
affretto il gioco
dietro una finestra
mi è più amica, l’illusione
che indietro, si possa tornare
-
ai sorrisi teneri dei
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Cheta il mio pensare
ché il vederti
il sottofondo di dolce musicare
è sperare in un
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Puntuale a questo appuntamento
come ogni anno al tramontare
dell’estate e all’alba della
stagione autunnale torna
a sorridermi questo fiore
amico il tuberoso elianto
e alla mente alla memoria
riportare vecchi ricordi
del passato care figure
un
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Ventiquattro ne sono passati da quel dì
quando tutto è cominciato
oggi come allora niente è cambiato
quando la mattina apri le imposte per fare entrare il sole
più non riscalda è entrato in sciopero
e come potrebbe se manca il numero uno
calore
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Parole
foglie di faggio
disseccate dal freddo
della resipiscenza
inclinate
sui tornanti scolpiti
della loro prudenza.
Parole
spiriti
di corbezzolo rosso
affacciati
sul crinale
di un inverno
a Natale.
Parole
margherite furtive
nel
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Cristina disse: “Barbara, nell’uomo
qual è la vera cosa che ti piace?
Il fisico d’atleta palestrato,
il fondoschiena vivido e procace,
o preferisci gli occhi dallo sguardo
che penetra nei tuoi e ti conquista,
oppure per le mani deliziose
che
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La mia Regina
avrà le ciglia d’oro
e i capelli in coro
avranno il profumo
dell’ambra rubata
alle stelle del buio.
Avrà gli occhi stanchi
per aver guardato
il mondo che scivola
verso una tenebra
più profonda del mare.
La mia Signora
darà
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Doccia lenta al gelsomino
oli essenza lavanda
allacci reggiseno
accarezzi mutanda.
Poi tutto in tal istante
già pronta per uscir
mentre infili tacchi
mi chiami all’imbrunir?
So ancor poco di Te
pur se rapito i sensi
t’anelo ardente in me
sento
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Ogni parola rimasta a lungo nel cuore
perde parte del suo significato
ogni gesto rimasto inespresso perde di valore
ogni carezza negata rimarrà a lungo nelle tue mani
ogni sguardo nascosto agli occhi dell’altro
non troverà mai l’infinito
ogni
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 | Ci sono giorni
che mai ci furono destinati
tranne nei sogni.
Eppure li inseguiamo
come naufraghi il faro.
A noi
trasportati a caso in un mare di sabbia
insonni nella notte sorella del silenzio
sonnambuli in cerca dell’alba
d’improvviso il cuore
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| Davanti al mistero pasquale
non ci sono parole da cercare.
C’è solo il dono sorprendente
del Cristo crocifisso e risorto.
Si potrebbe dire
che la Bibbia è tutta qui.
Che il vangelo vive
in quelle tre parole + più tre.
Cristo è risorto,
è
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E mi torna
a scompigliare le ore
l’eco del tuo cantarmi i sogni
che dolcemente mi cullava.
Sarà la solitudine che avanza
a farmi sentire più freddo
dove la tua voce ormai lontana
non mi fa più da coperta
a quei sogni d’un
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Cose sconosciute,
accumulate in tutta una vita
in fondo all’anima,
sedimenti strati di terriccio.
Non ci sono parole
solo una stretta al cuore
un’ombra passeggera
un sospiro.
Lo vedete
quel viandante si stringe nelle braccia?
lui, uno
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Vive sol per offuscare
ogni dì si mangia l’aria,
quella che non può mancare,
al respiro, necessaria.
È prodotto da noi stessi
ma non ne capiamo niente,
non crediam che sti eccessi
ci uccidano la mente.
Sono tante particelle
che galleggiano
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Cercavo l’infinito e l’ho trovato
sfiorando le tue labbra e la tua pelle,
giocando con le turgide mammelle;
e in fiumi di piacer quasi annegato
il corpo trema, spasima, arcuato,
brillando della luce delle stelle
che quali mille lucciole o
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Discorso di crisi in volto
sprigiona il senso dell’inverno freddo
in una scia di abbandono e superficie secca.
Chinerò le costole per prender riguardo e cura
dei germogli più nascosti
sotto la nostra terra scura.
Maturando con onore e
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 | Il mondo è diventato freddo,
tutto è racchiuso in questo gesto,
una carezza che scaccia la tristezza.
E’ un semplice sorriso
una mano sul viso
due mani che si sfiorano,
il battito del cuore
quando si posa lieve,
principio di un amore.
E’ una
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 | Ridondanti note
dondolano su righi
di spartiti diversi,
immaginari.
Negromanti camminano
su fiumi d’arcobaleni
...lasciano orme
multicolori.
Unicorni galoppano
su batuffoli bianchi
di soffici nuvole
sparse nel cielo.
E si tuffano
nelle
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| L’amore vive per ritrovarsi in un abbraccio
nella lealtà di uno sguardo
per non sentirsi un solitario respiro
tra le sudate stanze della vita .
Vivere guardando il cielo
cercando la cometa smarrita
in questa notte che tace la vita nasce .
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 | L’indice, fosse stato puntato, sarebbe stato un monito,
se avessi desiderato, maschera di fango, essere animato,
Tu il Tuo compito a termine avresti portato,
poco tempo sul ramo, piogge e strali;
Il settimo dì potesti ammirar, cotanta meraviglia,
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Quale limpida illusione
nel ciclo corto traspare
e appare tutto per nome,
se come il dimenticare
fosse un nome sbagliato,
nel breve circuito chiuso
il mondo ha taciuto
il ribelle e l’intruso:
Mi scuso!
Per tanta modestia,
il mondo ho
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Hai sepolto le città sotto tre dita di silenzio,
una coltre di paura, che ha pagato un duro dazio:
Venezia era allagata da un lacrima di brina,
senza volto la marina, una triste ballerina;
Milano sanguinava da una costola sul fianco,
una tigre,
leggi

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Chiamarsi compagni.
Quel che è certo è che abbiamo conosciuto
e, ancora oggi conosciamo emozioni.
Sappiamo delle devastazioni culturali,
sappiamo dell’accentramento delle risorse
delle ricchezze, delle esclusioni.
In questa contemporanea
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 | E’ nato un bambino piccino, piccino, si
chiama Gesù Bambino, si scalda col
fiato di un bue e un asinello.
La sua culla è una mangiatoria, posta in
una stalla, la Mamma lo guarda con amore,
quel bimbo è Nostro Signore.
E’ nato un bambino piccino,
leggi

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| Sempre più difficile cercare di tenere il passo
svegliarsi la mattina e sentirsi già stanchi
fa pensare di essere giunti al termine
guai ad arrendersi
combattere l’unica soluzione
forzando ogni particolare
che la giornata propone
medicina
leggi

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Con molti dubbi a frullare nella testa,
claudicante si avvicina questa festa,
forse poco inghirlandata e un po’ irreale...
anomalo e solingo arriverà il Natale!
Sarà dolorosa divisione d’alcuni intenti,
con comunione ricordi di gai momenti
e il
leggi

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| Vivì |
22/12/2020 07:08 | 989 |
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“Mi scusi signorina, senza offesa,
la mia curiosità è stata mossa
dai tanti tatuaggi sulle braccia,
se me li spiega,
leggi

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Scegli le stelle
e pronuncia tre parole
per turbare la notte
nel suo altare di buio
Guida le carezze
alla pelle già fredda
di questo distacco
più potente del male
Noi non saremo
il morto seme della terra
che attende il frutto
livido
leggi

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Voglio scoprire angoli magici
Dove bimba poter ritornare
Con gli occhi lucidi per l’emozione
E nel cuore sentire una canzone
Una canzone antica che il cuore ristora
Una risata amica che dall’anima affiora
Risate bambine, verdi come i
leggi

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Canto di te all’alba che azzera
le difficoltà di ogni singolo individuo
in fusione di specchi e finestre scintillanti
di una casa pronta ad aprirsi alla gioia
come unico vento leggero
a dipinger pareti di rossi corpi
intrecciati ad ogni respiro
e
leggi

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Perdo di vista
La mia prospettiva
Abbraccio la sabbia
E rigurgito lacrime
Di nostalgia
Per un passato
Che era già futuro
Per un domani
Condito di piccole morti
- nave di Teseo -
Conto i pezzi
Che si disgregano
Lascio la pelle
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I dont’ know if death
is a passage to new life
or if life is the residence for a infinite death.
I dont’ know if my existence
is the virtual game of an evil fantasy
or the out of tune song of a sad melody.
I search for answers
in the depht
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 | Mi chiedo cosa può ancora
sopportare
questo mondo quasi irreale,
tra nuvole offuscate e visi di
lacrime bagnate. Mi chiedo
tra piccole gioie e sorrisi
di bambini se questo mondo
potrà tornare
a splendere sul mare .
Speranze confuse che
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 | Eri ombra ai miei occhi.
Silenzio non ancora incontrato.
Eri luce riflessa
sullo spartito dei miei perché.
Poi in punta di piedi
mi eri accanto,
come foglia a sfiorare la terra
lentamente,
casualmente,
il mio sguardo agli occhi
hanno scorto
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Natale con i tuoi
il resto come vuoi
al mare od in montagna
senza la vecchia lagna
del cuore trionfante
col baffo esilarante
sopra questa tua bocca
che stranamente blocca
la voglia di cantare
come ti va e ti pare.
Natale con i tuoi
con gli
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Acqua che cala da fredde scale, fonte aperta chissà dove...
limpida pioggia che si infrange su scalini freddi in marmo
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La mente non va verso le tenebre,
la mente va verso la luce bianca.
Come gli alberi gli occhi vibrano.
Verdi riflessi d’acqua e musica di vetro
nata dal sonno di aridi crisantemi.
Stride in lontananza un vecchio violino.
Vorrei disciogliere le
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S’illumina la grotta nell’incanto
di quel vagito atteso da millenni
nel vuoto mondo privo d’ogni canto
già nel torpore e in lacrime perenni.
Sarà una luce colma di magia
che vestirà i sentieri d’ogni fiore;
s’udrà all’intorno dolce melodia
che
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 | Ti chiedo le ali del vento,
l’oro del grano,
la memoria delle pietre,
lo spartito di voci bianche
e respirare
la
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| Ci sono albe che si truccano di rosa le labbra
e di azzurro gli occhi .
Ci sono albe innamorate dei falò
che bruciano sulla riva di un mare
le ore di una notte difficile .
Ci sono albe sedute sul balcone degli occhi
bagnate di lacrime per chi
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Si perdono, nei tuoi occhi
lunghe file di ulivi
l’arsa terra dal sole
più chiara della notte
si allineano orizzonti
cosi vicini al mare
al chiarore degli aranci
e dei limoni al sole
questa terra di rughe
sparse a poco a poco
radici nella terra e
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Sentu na miludia chi mi pigghia
prima lu cori e appoi a menti
viru li noti vulari... currunu ca mè pazzia...
i viru pì davveru e nun ci pozzu fari nenti
s’adduma na luci intra a fantasia
ammentri, chianu chianu, chiuru i finestri
vogghiu
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Più guardi indietro e più sei convinta
che nulla di più potresti chiedere alla vita
un insieme di soddisfazioni
hanno lasciato sul selciato quanto mai
avresti potuto immaginare
riconoscimento
per chi ha collaborato
.
uno due tre quattro
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Tra moglie e marito
non mettere il dito,
son cose private
che van rispettate!
Se tu t’intrometti
nei loro duetti
si crea di certo
un vivo sconcerto!
Perché son gelosi
e son permalosi,
se fan parapiglia ...
che resti in famiglia!
E
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338209 poesie trovate. In questa pagina dal n° 18391 al n° 18450.
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