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Sulla panchina non ci son che foglie
a rimpiazzare un altro freddo inverno.
E’ uno scrigno il tempo
un vuoto di parole non dette
un volo, un lampo nelle nebbie.
Ho amato il verso del ramo
quando pieno di vento
urlava fiori alla tua mano
e
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Non hai scelto
la veste bianca per morire
tu, povera Vestale
senza più una Dea
Non hai pregato sottovoce
per chiedere amore
quando la sera negava
le semplici parole
Eri vicina al mare
e lontana da noi
che amavamo ogni cosa
di te
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"Mia mano tua àncora sarà
quando il mare ti sommergerà"
lessi sul muro d’una scuola
mentre nasceva l’aurora.
Emozioni in trasparenza
profumate d’adolescenza
eternità riflessi
ove tal immenso in essi.
Poesia d’incanto
più d’Amore in
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rivanga la terra
resta un fossato
come isolato
nei frammenti di un tempo
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I tuoi occhi sono tratti di cielo e di mare,
in questo silenzio,
sono le riflessioni
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Non c’è più pace
nè in casa e né fuori
da quando un virus
ha svuotato il cervello
e in ogni dove
volano rumori
del crollo dei sogni
e di ogni vascello.
Si son fermati
abbracci e sorrisi
e ogni gioiosa
stretta di mano
che allietavano
cuori,
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Le tue parole
a duello con il mio odio
hanno lasciato la scia
senza voce,
un’eco lontana
dell’ultimo dolore
la risacca tenace
del mio mare sonnambulo.
Ora restano
parole cadute
al pavimento
frammiste alla polvere
dei ricordi e alle stille
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Cagliari con il cielo
riveste il cuore,
lo rende prigioniero,
grande come l’oceano
ma il tempo è ancor più vasto.
Pensi a ciò
che non hai
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Salsedine di mare
sulla nuda pelle
tra la brezza d’estate,
che lieta vola
tra i capelli al vento
della ressa
accarezzando l’atmosfera
delle nascenti passioni di luglio,
che cocente disegna
su quei corpi stesi
sulla dorata sabbia
e
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In questo giorno di gelo
i petali se ne vanno,
raggiungeranno il cielo,
ma brillanti rimarranno.
Mentre gli steli sfioriti
soli, dal triste asporto,
or brulli ed appassiti,
son corpi a suolo morto.
Grosse gocce stan piovendo
da confonderne la
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Quando ti penso, sento
dentro vibrarmi un canto,
così mi perdo nell’immenso incanto
dell’infinita luce,
che il corpo adorna e inonda.
Mi ruota intorno al cuore
un moto di dolcezza che ridonda
e dall’oblio rinasce in me l’ardore.
Mentre
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E’ quello che mi porto addosso
che lascia impronte
tormentate nel buio
Ho soffocato i tempi sospesi
estremi
come le notti insonni
Il nulla evapora
tra lacrime e lenzuola
in quel riverbero di pensieri
- solo invocati -
E’caldo questo
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Come i petali impazziti nel vento
corrono i tuoi occhi in cerca delle onde
e rapiti da invisibile tormento
- svaniscono - nella luce dei flutti
come gli sguardi dopo un tramonto
quando c’è troppa poca luce
per sapersi dire - quelle parole
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 | Verrà quel giorno
che le nuvole nel cielo
si apriranno, lasciando
vedere il Tuo Volto.
E ci stupiremo, vedendo
che sei
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Coriaceo Gioir Vanesio,
di ritto profilo puntuto,
poco, dinanzi, di serio,
più lasco, di busto così, paffuto...
Non ti gioisce la bocca,
eppur di lavanda risciacquata
non ti ignora la mosca,
proprio lì, sul mento posata...
Se poi ti rallegra
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Due ne sono passate stamani
non potrai neanche prenderle per la coda
inutile scervellarsi sono volate via
come nuvole la direzione del vento hanno seguito
mai e poi mai planeranno di nuovo qui
ove ogni interesse sembra estraneo
si sguinzagliano
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“Marcello sto lavando i pavimenti,
m’arrivi dal fornaio e compri il pane?
Ed approfitto che tu scendi in strada
così mi
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Come invasata
in un barattolo di caramelle
...tutte dello stesso gusto ...
Cameriere, per favore,
mi raccolga
quella ...
quella che
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Non ti ho mai portata
sulle rive del perdono
dove le parole
non hanno valore
Gli antichi ricordi
hanno perso il colore
dei cieli al tramonto
e il rosso dei sogni accesi
Non ti ho mai accarezzata
con il mio cuore morto
di troppe
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E quando a prima sera, nei giardini,
se ne vanno i ragazzi innamorati,
profuma di verbena e d’innocenza
quell’amore verde - così fanciullo -
e tremano nel vento i giuramenti
fra i riverberi d’una luna incerta.
Ha labbra di corallo e mani calde,
e
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Sei un pensiero
in questi giorni che passano
nel chiedermi di quanto amore
mi hai amato e non ho compreso.
Resti un lieve sentire
nelle mie notti insonni,
lì dove l’affanno
rammenda colpe mai raccontate,
lì dove il sonno sfugge al bagliore
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Il cielo e le stelle
poi il grano e la terra
e noi raccolte speranze
tra nuvole
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Songo piatte vacante
‘a lota affatturata d’a zuzzimma
aunita c’a miseria e c’a genimma
‘e chesta vita sorda e miettennante.
Simmo piatte vacante
cusute c’a scaienza e c’a ruzzimma
speruta ‘ncoppa’ a carta ‘e fa’ na rimma
gente ‘mperrata spasa e
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Sereno, tranquillo e bellissimo
è il mio amore per te,
anche se arriva la sera
nulla mi viene meno,
non mi serve una luna
che passeggia guardandoci,
le tue sussurrate parole
colmano ogni mio desiderio.
Tutti i giorni si fanno
una catena
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Mi attende un viaggio,
di cui non serberò nulla
non la sua mano di figlio
non i passi senza paura di mia madre
fame, sete, o altro.
Nel tempo senza fine, forse
sarò solo respiro,
musica innocente
forse suonerò l’arpa eolica
o sarò una oscura
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Caro amico mio.
Mi dicevi che la vita
è l’immensa follia del tempo,
la menzogna dello spazio,
l’illusione dell’attesa.
Ma la vita è anche
l’affanno del mare sul molo,
l’ala di un gabbiano nel sole,
le immobili vele sul
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Chi riesce, riconosce
il bel lustro di Sirena,
tra grilli e trilli, varie ambasce
e croccola la schiena,
con ai piedi le calosce,
si tiene, stretti, i venti di bolina...
Di per giù la china,
dell’onda di maestrale,
ammicca cristallina,
di
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Urlo al buio:
non voglio essere solo!
Nel silenzio, il lamento
è guaito animalesco.
Il rito del disperso
sta nello
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Mi affaccio
a quest’assurda finestra
del virtuale
Sorrido con voi
Altro non potrei,
amareggiata
annego nella vacuità
di tutta quella marea
Di falsi
sorrisi e disdegno
sempre forzatamente
esasperati
dall’umanità
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Meno male che esiste la scrittura
quel rifugio che non tradisce
poter stendere un velo su ogni problema
è quanto più desideriamo
non è un voler dare un calcio
ma cercare di trovare conforto quando
non riusciamo a far comprendere
piccolezze
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 | Sarà il tempo a parlare di me
un sottile rigo di pagina, scritto in un respiro
volteggiando, il vento sarà musica per te
l’aria fredda attutisce la calura dell’estate
quando i rai del sole sfiancavano le rose
e un breve sollievo conduceva al
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| Intorno vedo i tetti delle case,
lontano c’è la vetta del Velino,
un monte con tre cime sempre invase
da neve, un panorama sibillino.
Il sole spesso resta rintanato,
le strade del paese son deserte,
un silenzio di tomba, il vicinato
non mostra
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Ovunque sarò
saranno per Te
gli occhi miei
che
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Profumava di fiori la mia terra,
e, sui monti, il candore delle nevi
illuminava il cielo, coi colori
d’arcobaleno affascinante e puro.
Ed ora, tetra è l’aria fino al cielo,
il garrir di rondini più non s’ode,
e di bimbi non c’è più il gran
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 | Nelle acque sussurranti
zampillii d’echi avvolti in Stelle Cadenti
Nei specchi d’acqua
Ulisse si perse
nel riflesso ... appare
dormiente
in dissonanti e di tristi
lamenti
Il canto della Luna
trapela tra le
nenie di Sirene
addentrando
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| Di favole e desideri
s’incanta il tuo cielo
e trasmuta l’anima
In trasognate speranze.
Semi vagamente sparsi
tra l’incedere di nuvole
che a tratti bagnano
quel che resta dei pensieri.
Il buio trasluce
all’imbrunire dei tuoi cieli
e vacuo appare
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Noi siamo i demoni
che non negano una carezza
e che vi prendono la mano
quando il dolore soffia
Noi siamo i mostri
che non volgono lo sguardo
dall’altra parte
mentre il mondo giudica
E sputa parole di fuoco
perché non sei come gli altri
che
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Sono tutto e sono niente.
Sono il presente.
Un libro aperto ai più.
Un racconto mai scritto.
Una fiaba mai letta.
Chiunque potrà sfogliare le mie pagine.
A nessuno è concesso ricopiare
né cantare stagioni ancora da sfogliare.
Sono
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La stagione feconda
d’arte e bellezza a primavera
semina il nostro cuor nella natura.
E come per un fior di nuovo adorno,
che s’apre
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 | Piace la voce dolce
e non la grave
ma contrarie voci
fanno un suon soave
e diversi colori
fan bellezza nuova,
nel nero il bianco
la sua grazia
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| Preferisco dormire
immergermi in quel pianeta
dove non c’è niente da dire
dove la luna è sottile
non chiede ragione
e non si muore di questo sentire.
E invece rimango qui
a percorrere la strada che opprime
tra il canto e le iene
e risposte non
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Respira il mio sogno
fammi risentire
i battiti del suo cuore sul mio ...
Portami
dove il blu del cielo bacia il mare,
cullami
nel sospiro di conchiglie.
Fammi volare sulle ali del vento
dove la luna nasconde
sospiri d’amore
tra cirri
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Il tramonto è un’ombra
nel niente di un sogno .
Emozione di un
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Non posso certo
oggi perdermi
tra i vicoli e i carrugi
che traversavano
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Il sole,
tempio silenzioso
della luce,
illumina la natura
che sonnecchia.
Dopo una notte
d’insonnia
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Tra le fronde dove riposa il vento
l’allodola ha acceso il suo canto.
Il cielo un asfalto di pece.
Nell’alba nebbiosa che non colora
I riflessi grigiastri del mare
la terra si è addormentata.
Ti chiamo nel silenzio disciolto
nel
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E ti ricordi quando l’allegria,
ci contagiava fino a scoppiare
e correvamo lungo questo mare,
man nella mano, come per magia?
E quando a sera con malinconia,
tu mi pregavi per poter restare?
Il cielo ci guardava e il naufragare
nel tuo mare,
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Lo senti, scalpitio furioso,
prosciugarsi galloni di parole,
il richiamo all’oblio borioso
di un primitivo animale...
Udir di cantilene, animarsi
i precordi ai brevi tamburi,
il cuor, appreso, di pene agitarsi
addentro dapprima e poi da
leggi
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Nel grande cielo appare
una fulgida stella
che ci farà arrivare
sull’isola più bella.
Osservando la luna
la mia mente dipinge
la storia più opportuna
che adesso non respinge.
Il tempo del ricordo
appare in un momento
il suono d’un
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 | Fanciulli
entrano nel mondo
del verbo profondo
intenti e sazi di un tempo errante
pensieri in ogni istante
anime del futuro
curiosi oltre un muro
sospinti da entusiasmi
importanti sillogismi.
Nell’attimo della vita
un sorriso
accompagna
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| Torna nell’oscurità della notte
quella felicità ormai andata
un vero copia incolla rivissuto senza intoppi
sospiri al risveglio fanno comprendere
quanto è rimasto dentro quattro mura
in quel rendersi conto che niente tornerà
solo assaporare nel
leggi

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| Colei che tutti chiamano la Morte,
vestita con un saio lungo e nero,
si mise a fianco a me, m’abbracciò forte
e, poi, con
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Nell’inspiràr ...
un Codibugnolo Bianco,
volò sul mio cammino ...
Un’estasi m’invade ...
Nel sentìr il Suo battito reale
d’un tremolio felice
di un’uccellin piumato
Delizia nella mia mano
a toccàr tale purezza
come batuffolo nei rami
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Tornerei qui
dove s’infrange l’onda
dove estate è oramai solo una parola
Qui
Dove mare e sabbia
sono il chiaroscuro,
il grigio vivace del vento
Tornerei
per perdermi nel silenzio,
per incantarmi nella risacca
pigra ed inquieta
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Settembre già s’appresta
fa capolino
bevendo luce ai giunchi.
Dipinge gli archi.
Affonda alle caviglie.
La foglia vecchia si prepara al salto.
Nei ricordi i girasoli
e un libro che parlava senza voce.
Leggero il telaio che tiene in piedi il
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Sei l’unica
che stavo aspettando
in queste lunghe notti
passate senza parole
A bere veleni
appena versati
sulle mie ciglia stanche
di guardare ombre
Sei la sola
con cui coglierei stelle
appena accese al mattino
quando la notte sogna
Una
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Antica resto,
nell’animo silente
e stanco.
Se dimenticassi un giorno
Il tuo profumo,
ci sarebbero i colori
della sera e le tempeste
che implacabili si abbattono
e si smorzano
in manciate di battiti di cuore.
Antica resto e resisto
tra il
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 | Le pareti, i soffitti, le porte
e le finestre che compongono il mio paese,
sono diventati un sarcofago
di memorie che vogliono mettere a tacere.
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Muta tomba dove germogliano sussurri;
voci che prima gridavano
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Appestato ed infestato
nella melma si è infangato
manomesso dalla luna
con le stelle e lì si aduna
quelle piccole e meschine
reputandosi regine
dentro e fuori l’universo
con il tempo in nulla immerso.
Infestata od appestata
alla noia
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Son finite le vacanze
e tutto vola
e ogni spiaggia
si va spopolando
lasciando l’onda
a sbattere da sola
senza nessuno
che gli gioca accanto.
E al rientro ognuno
sveglia i ricordi
di un ferragosto
freddo e mascherato,
dai mille balneari
muti
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338236 poesie trovate. In questa pagina dal n° 20251 al n° 20310.
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