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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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Ricercando nel granaio quello spillo
ogni dì si apre uno spiraglio nel nostro vivere
volendo a tutti i costi collaborare con chi nel suo piccolo
riesce ad infondere quel coraggio
non sempre a portata di mano e per il quale
dovrebbe essere nostra
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Non voglio lasciarti
non ancora per ora,
verrà il momento in cui
svegliandomi
il cuore non batterà più per te
forse mi
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Oggi è la Sua festa
voglio fare tre passi con Gesù,
l’azzurro è pieno,
tiepido è il sole,
io sono con il cuore in mano
e Lui lo vede, lo sente,
un leggero e dolce freddo
scende lungo la schiena,
la mia gioia si fa esplosiva,
ma la tengo a
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La luce
che hai sul viso
è una piccola carezza
che il giorno dona
a chi ha il dolore
disegnato sulla pelle
e non c’è motivo
di versare lacrime
sul velo del cielo.
Il buio
che hai nel cuore
svanirà dolcemente
ombra su ombra
e noi
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Ancora trentuno giorni e tutto comincerà come prima
o forse no per chi sino ad oggi
ha dovuto sopportare vicissitudini della vita non richieste
gioiosità spensieratezza
solo un bel ricordo da mettere sottovetro
prendendo atto dei privilegi
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Nella profondità dei tuoi occhi
scorgo la rabbia,
il terrore della guerra, la paura
delle bombe che rischiarano la notte
abbattendo case,
lasciando lacrime di sangue
sulla terra stanca e addolorata.
Mi spaventa, mi colpisce
la forza del tuo
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Nelle notti del buio pensiero
mi manca la luce,
ma mi ritorna l’alba.
Come un bimbo svezzato
cerco l’aria per un pulito respiro
mentre il colle mi dà ruscelli
di uccelli che mi fanno festa.
Esplode in me una preghiera
più alta delle stelle,
più
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Cosa c’è di più conveniente
nel prendere le cose con calma
senza lasciarsi influenzare da chi
vorrebbe ogni volta mettere bocca
non per nulla abbiamo un cervello
facciamolo lavorare in modo
che possa rattrappirsi il più tardi
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Indosso le ali, cammino,
con le mie vecchie scarpe, volo.
In questo mondo rovesciato
devo sentire la mia anima
al centro dell’universo.
Per non scalfire il mio cuore
l’ho sollevato nel cielo,
come perno inamovibile,
per custodire sogni e
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No, nun è vero che nun conta gnente.
Un cerchio, come quello de la vita
che allaccia er passato ar presente
va da
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É questa maledetta nostalgia
a mettersi a cantare nella notte
coi suoi richiami a frotte
per raccontarmi mille e una bugia
comare indisponente
che accende mille luci risplendente.
È un po’ saccente e sciocca
coi suoi tormenti in fila a
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Lascia stare,
i ricordi sono già morti
da troppo tempo
e anche le risposte
che cercavi
giacciono sepolte
sotto metri di cenere
e il fuoco è spento
dalle rovine degli anni.
Lascia perdere,
le ultime parole
possono essere distratte
da uno
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 | L’ onda agita
il mare dei pensieri
sabbia che rotola nel vento
sommersa, astratta
si immerge nel sole, e canta
logora il calore dell’afa
soffocando un brivido di gelo
in un atteso viaggio
sospeso in una nuvola
senza più lacrime.
La luce
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| La furia del mio essere
si annega in una Tua visione,
sono un formicaio
le mie verdi valli
e i castelli cadenti
crescono e cadono
mentre si festeggia
la
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È finito il tormento del cuore
Il corpo svanisce
seguendo l’anima
Dolore acuto
asciutto
lascia senza fiato
rassegnati all’oggi
In cerca di nuova brezza tiepida
procedere lenti
lungo un tratto spoglio
del teatro della vita
affacciato
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Più il tempo passa e più devi renderti conto
di dover mettere una pietra sopra
inutile arrancare niente di buono ne esce
facciamo come i gamberi cominciamo dalla fine
per poi risalire sino al punto di partenza
non è facile capirlo se non ben
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S’illuminano i tuoi occhi di perla,
sguardo di dolce incanto
domina la luna e le stelle.
Il tuo dolce sorriso inebriante
è balsamo per il mio cuore,
come in una favola d’amore
danziamo passo, passo.
Scruti la mia anima
nelle pieghe
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Stai sempre a spizzicà le mollichelle
cor freddo o la canicola d’agosto,
bagnato da la pioggia a catinelle
o in mezzo a le
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Non ho vecchie fotografie
i ricordi
li ho buttati via
con le ferite aperte
e quello che rimane
è solo dolore
dimenticato sui sassi
di qualche strada senza uscita.
Non ho vecchi rimpianti
oggi sono libero
e respiro il vento
di qualche mare
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piange ancora il tempo
da quando
ti ho rapita dalle sue braccia
tu
come una stella
che ha violato la notte
per incontrare
a viso aperto
il giorno
piange ancora il tempo
da quando
ti ho rapita dalle sue braccia
tu
come un’onda
che
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Midesa |
11/10/2012 18:20 | 5706 |
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 | Fai un tratto di strada con me
fra un passo e l’altro,
una fragola, un fiore, tante storie.
Mentre un giorno via l’altro
mi avvicina
alla tua
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| Spesso mi son persa
tra strade senza senso
per ritrovarmi al bivio
senza luci e senza asfalto.
Spesso ho sognato
di ritrovare fiori
dove ho piantato grane
e di alzarmi in volo
senza ali e senza vento.
Di notte son tornata scalza
a rigirare in
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| Il caldo
quella coperta pesante si fa ogni anno più gravosa
quando nella solitudine estiva tutto viene a galla
incurante di quel sentire
che potrebbe avere una svolta inattesa
seppure la stessa riesca a controllarsi
onde tenere lontano qualsiasi
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| Il tranquillo sinuoso azzurro mare
le membra tue leggiadre ognor ristora,
con sprizzi di salsedine frizzanti.
E tu, amabil sirena, fai sognare
il cuore suo, che pulsa quando sfiora
il riso dei tuoi occhi accattivanti.
È dolce stare insiem sulla
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Le foglie erano sparse
ovunque
tranne nei nostri sguardi
appena deposti
a casa
con le timide tenerezze
appena nascoste
perché il mondo
non si accorgesse di nulla.
Il vento
era aria già respirata
da noi
che sappiamo consolare
una pelle
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Mai scorderò
Il momento che
La vita ti abbandonò.
Il respiro che si fermò,
poi cadde il silenzio.
Chi mai scorderà,
la malattia che
l’umanità ti
porto via.
Hai combattuto
Contro il Male,
come un
valoroso Cavaliere.
Il tuo cosmo
Si è
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Cammino nella sabbia bagnata di ricordi,
piccole onde, come fruscio di foglie
accarezzano il mio cuore
che batte ritmicamente
felice come un libero aquilone.
La brezza marina mi sfiora,
mi aggroviglia i capelli,
come petali di rosa mi
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Mi vesto di fiori, di colori e di fantasia,
strappo un lembo di cielo e lo attraverso.
Inizia il mio volo,
quando il tramonto muore.
Il cielo è una cupola di stelle
con la superba e iridescente luna
che con i suoi baci
culla i fiori e gli
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Ti inseguo
dalla notte
dei tempi.
Ho annusato
le tue tracce
fresche di rugiada. Non ho mai smesso di inseguire il tuo cammino.
Ogni volta
mi sono fermato
sotto le fronde maestose di un Platano a rifiatare.
Solo un attimo però.
Il resto
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Aperti i cancelli
ho della mia mente,
e le notti si riempiono
di infiniti silenzi,
la luce che mi sveglia
mi spinge a riempire
i vuoti pericolosi
che io mi trovo
per le nuove domande,
accendo allora
storiche risposte, non mie
e mi vergogno,
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Piange la notte, s’illumina di voraci roghi
che mai sazi cancellano anni di lavoro.
Piange l’usignolo, han bruciato il nido
con le sue piccole creature ancora prima di volare.
Piange la volpe che non sa più dove andare,
hanno fatto terra bruciata dei
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Uocchie fritte ‘e maccarune
songo ‘e tuoie o so’ ‘e nisciuno?
Va a capi’ chi ha cucinato
chistu piatto perlibato!
Mele zucchero e cannella
pizza doce tummachella...
Dint’e suonne ‘ntruppecuse
v’addurmite assaie scurnuse
miez’e ggente
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Silenziosamente accattivanti ricordi
ritornano imperterriti ad abitare il giorno
titubante solo una mosca si ode volare
come se non volesse interrompere l’attimo
furbescamente si pone dalla parte di chi
con il proprio modo di fare
riesce a
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Bianche nuvole disegnano un cielo turchino.
Si muovono lentamente
s’avvicinano
s’allontanano
cambiano forma
vagano fino all’orizzonte
poi, s’abbracciano, s’uniscono,
si fanno tutt’una nascoste da un velo rosato.
.
Quel velo custodirà ogni
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Devo chiedere
una carezza alle ombre
per non svanire
in questa pioggia
malata di nostalgia
che la sera ricama
per me quasi fosse
un tessuto di cenere.
Devo perdere
ogni cosa per morire
lentamente
e non smarrirmi ancora
prima che il
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Cocenti folate di torrido luglio
la pelle carezzano
generano bollicine
di sudore, di lacrime.
Gonfio il mio cuore.
In sincronia
sogni, speranze, desideri
volgono verso l’Oriente
ammaliante, avvolgente.
E come ogni volta, al decollo
il rombo
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Negozio chiuso quest’oggi
inutile bussare nessuno fuoriesce
bisogna adattarsi cercando altrove
quell’altrove che potrebbe dare una svolta al giorno
ultimo tentativo onde non rimanere all’asciutto
.
credere di poter fare qualcosa in merito
diventa
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In questo cerchio
che si chiude e si riapre,
si annuvola
ed ammassa corpi in fila
alla stazione della vita,
tra rinunce e perdite
e sentieri che si diramano
e ripartono dal fondo dei boschi
per risalire verso sponde azzurre
e aria
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Dove sei...
dove poggi i tuoi occhi,
dove risuona il tuo respiro.
Se mi senti... cercami.
Se leggi tra le stelle
vedrai il mio sorriso.
Non aver paura e parlami.
Parlami, prima che il vento
porti via questo sogno...
prima che la realtà,
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Una fetta di luna
mi ha sconvolto le voglie
che ora sono spoglie
e non so cosa pensare,
il sole sta per apparire,
il paese torna a vivere,
suona la campana
nelle mie forze
torno chiarissima
la voglia di Dio.
Guardando l’azzurro del
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Si affretta a dare lustro alla sua vena
col verso sorprendente una bontà
che brucia in un istante una falena
col fuoco tanto caro alla pietà
e appena vede il marcio lui che fa?
Rimette sopra il desco il vecchio arbusto
con foglie rami e fiori
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Perché non iniziare a gestire le nostre giornate
cambiando modo di rifocillarsi
un panino una schiacciatina il tutto ripieno
onde rinnovare quanto ci hanno inculcato
almeno in estate trasgredire dev’essere permesso
affinché un domani il nostro
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Ci sono luoghi di pietra
dove l’anima
si inginocchia e piange,
dove il silenzio
trova risposta nel silenzio
e i cieli intonano
sfumature di grigio
sotto nuvole di latte.
Ci sono luoghi
dove le lacrime non cancellano
le scie dei ricordi
e
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Ho smesso di cercare pollini
In questo giardino
troppo pieno di colori.
Mi incanta il calpestio scricchiolante
delle foglie secche
e il vento che le sposta lieve.
Le farfalle indugiano troppo
sulla mia veste nera
e sulle stringhe troppo
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C’è stato un tempo
ch’ero ricco,
seppure dormissi
in una sola camera
con i miei fratelli
e il nonno mio...
Ero ricco perché crescevo
nell’amore di Dio,
in quello di babbo
e mamma,
per non parlare dei miei fratelli
puro esempio di
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Mi sedetti ad osservare il mare,
la’ dove tempi frettolosi
lambivano anima e scogli
di onde e ricordi.
Mi sedetti ad
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Non voglio giudicare
per non essere giudicato
E restare da solo.
Anche il Dio della Scrittura,
il Dio dai molti nomi
non vuole essere sol,.
non ci sta a restare solo.
La Trinità è vita, è necessità.
La Creazione era cosa buona.
Ma avrebbe anche
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Me sogno de la luna
che la passa sul monte
a sveiar fioreti
che i gà i oci ‘nbagolè,
despètenè ne i cavéi.
Come na bona mama
la ghe dà na man
a vestirse a sistemarse
par l’ocio de i siori
che coa’n ven ‘l sol
i va a spasso
su le sconte
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Incoscienza ritorna su di un piatto
qualunque sia l’età che sprigiona
campanello d’allarme quando rimembrando
prendiamo atto del rischio vissuto
cordoli vorrebbero poter chiudere
quegli attimi risvegliando coscienza
non sanno non vogliono
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In questa notte
che ci aspetta o Dio
fa che io non dorma,
ma che io e Te svegli
possiamo parlarci.
Se io dovessi
leggermente dormire,
Tu parlami ancora,
nel giorno che verrà, io
cercherò nella mia mente
la Tue parole, che lì
si sono fermate
e
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Dolce creatura buongiorno a te
che anche oggi lieta come me,
sfogli sul calendario
una data per il nostro matrimonio,
godi di quella speme
sogni scelte supreme
mentre felice il tuo cuore
freme per la tua scelta d’amore.
Ma sai, il matrimonio
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Atterrano cocci di me,
pelle, anima e carne.
Non mi ritrovo
In questo miscuglio
che sa di rose appena colte
e di spine ancora fresche.
Sfilacci di pensieri dondolano
ammucchiando foglie
di giorni perlacei,
rotolando,
tra la sparpagliata
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Sotto un mondo limitato
‘ncoppa cielo senza sciato.
Sopra l’angelo celeste
sotto facce sempe meste.
Sotto il tempo dei perché
colmo gonfio di ogni se
‘ncoppa sulo pe di’ sì
e sicuro ‘e nun ferni’.
Sotto ‘a vita è na scummessa
miezo a gente
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Come fare per non lasciare carta bianca
proprio questo dì sarebbe un vuoto enorme
per il quale potrebbe non trovarsi risoluzione
grande lo sforzo onde non incorrere
in quanto sarebbe solo un peccato
che non troverebbe assoluzione
non basta buona
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Mi ricordo di te
che non ridevi
Il cuore inaridito dalle ferite
a braccia aperte sotto il cielo di fuoco
Percorrevi impervi sentieri amorosi
aspettando la pioggia
ma cadevano solo gocce
roventi di sangue
In cerca di spazi luminosi
trovavi
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Ti raggiungo in un tempo sospeso,
i miei occhi scivolano sul tuo volto
ove guizzano lievi i miei pensieri.
Chiudo le finestre del cielo,
filtra solo un filo di luce
e ha un colore diverso.
Mi prendi tra le tue braccia,
accoccolata su bianchi
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Così nell’atmosfera tersa
aspettavo di mordere l’estasi,
il punto alto
dove comincia quel sole.
Il riverbero
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Alle nuvole lascio
il travaso delle acque
e alle campane
il buon giorno del Cristo,
domo in cuor mio
la voglia di piangere
mentre l’alba
con la sua luminosità
apre in valle e sulla collina
distese di colorati fiori,
mia madre usciva
a mani
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Non dovevamo tradire la luna
lei sarebbe apparsa
nonostante le nuvole
appena dopo il vento del sud
quando la pioggia
è già divenuta un lieve respiro
che accarezza le foglie
degli alberi sopravvissuti alla sera.
Non potevamo amare le
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Difficoltà della vita sembrano non finire mai
più ti guardi in giro e più tutto si fa buio
credere di poter almeno una volta
riuscire a sgattaiolare non sempre è auspicabile
se tornaconto a più cifre s’installa sotto agli occhi
creando una certa
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