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Resto
prosciugata di luce
con linfa amara
a riproporre
il riflesso logoro
del mio esistere.
Non basterebbero nemmeno
capriole di nuvole
inghiottite
in apnea di pensiero.
Anche voli pindarici
di locuzioni agghindate
di classicismi
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 | Fermo l’immagine
schiudente una scena
d’essenza nostre pagine ...
sempiterna sirena.
Rimarrà inciso
sull’album della vita
pur se fato ha reciso ...
ma unione è infinita.
Imperituro sorriso
che ogni istante mi dai ...
cielo il tuo viso
e non
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| guardo il sonetto che cresce nel sole che scalda
riempimi del bacio che vibra un brivido caldo
soffia il vento ogni istante quando profuma i tuoi capelli
Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell’erba,
camminano due ombre che
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| Non è vero
che gli uomini scompaiono.
Alcuni restano
nel modo in cui una casa continua a respirare.
Nel quadro elettrico
dove una scritta ordinata
dice ancora alla luce
da dove tornare.
Nel freezer
dove il tempo è stato piegato
in sei
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| Quel bisognino è capace di depennare
qualsiasi effetto che potrebbe essere d’intralcio
ad un vivere sano e collaborante con chi
fa di tutto per risultare alla pari
ponendosi con la massima riservatezza
comportandosi in maniera eccellente
da non
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Disamore disincanto
gioco a carte con il cuore
e fin troppo mi diverto ad ignorarlo
pur se corre avanti e indietro come un tarlo
e si adatta ogni momento a fomentare
le mie labbra pronte a farsi salmeggiare.
Disamore non mi vanto
vero baro finto
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Ammetto la mia crepa senza vergogna:
a volte la tristezza attraversa il cielo
come una nube lieve e passeggera.
La lascio andare; l’azzurro ritorna sempre.
.
Non chiamo infelicità il giorno
quando il vento si fa contrario.
Imparo dal mutare delle
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Del desiderio io canto, fame ardente,
angelo cieco che morde la carne,
stella sepolta nel sangue dell’uomo
per ricordare ciò che non ha nome.
Nasce nel varco segreto del vuoto,
dove l’anima trema e si tende
e con mani ferite d’invisibile
tocca il
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Non più il "tu" quel piccolo idillio
o il "noi" privato quasi intimo,
tra il tunnel dei bimbi calpestati
nel loro grido muto
e il sesso violato della donna
è un mondo fucilato.
Scriviamo con la smania
della carne che scotta
fra le macerie
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Piuma cinerea, funesto presagio
guardo ad un sole che gelo non scioglie
piego leggero fra dita tremanti
parole e pensieri che mente rifiuta
Dolce la notte, antica compagna
s’impone suadente al riposo anelato
sussura all’orecchio parole
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Le carezze nuove
schiudevano confini
e il buio sulla pelle
non era che ombra
livida sui bordi
dei sogni che nascevano
lentamente, come stelle
rimaste a guardare
la notte aperta fra noi.
I baci rubati all’alba
rimaneva appesi
alle labbra e
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Or divien dì lieto
al cantar de l’ugole in festa
al divenir d’un novello mattutino,
che l’umor allieta
Or germogli già risuonano
d’odorosi effluvi
a sprizzar di brezza lieta,
ridondanti su nell’aere
Or sì giunge primavera,
che’l tepor già sì
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Ci fu in un tempo andato
un piccolo bimbo nato
in una nuda grotta
che nel tempo con amore
fu ricordato come figlio del Signore,
ora che di tempo è passato
imponenti Basiliche hanno a lui dedicato.
Chissà se nel tempo
il tempo abbia perso
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Nuvole tinte di grigio, d’oro e d’argento,
che senza sosta seguite veloci il vento,
in cortesia ditemi per davvero:
avete visto la dolce stagione sul sentiero?
<< Chiedi al grande astro brillante
che dall’alto irradia da mattina alla sera,
ti dirà
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 | Tuo nome ho pronunciato
contemplando il mare ...
da brezza accarezzato
fuoritempo ad amare.
Chissà se arriverà giorno
in cui potrò ascoltare
i passi del tuo ritorno
verso nostro altare?
Forse mi perderò
tra note d’incanto
pur se mai scorderò
il
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L’alba graffia i vetri dei grattacieli,
Milano si scuote come un corpo che si desta,
le strade ingoiano passi ancora frastornati
e il cielo si tende come pelle manifesta.
Il Duomo trattiene l’eco della notte,
tra guglie che tremano nel chiarore
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La furbizia
nasce nell’ombra.
È un animale nervoso
che corre tra le crepe del mondo
convinto che la notte
sia la vera forma della vita.
Impara presto
la geometria delle curve
i sorrisi inclinati
le scorciatoie
che sembrano vittorie.
Per un
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La notte è un antico scrigno silente,
raccoglie echi che il giorno ha sepolto,
come un baule di foglie sussurranti,
dove il vento intona nomi svaniti.
Quando le strade si svuotano in un soffio,
i segreti si animano, respiri sommessi,
simili a
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Giacca di carta respirata di vento
la tua terra suda della morte della speranza.
Quanti morti canta la strada di un cemento di solitudine
figlio di immigrati segnati dalla povera dignità del silenzio.
Arrivederci Rosalida signorina delle lacrime
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Spezzo le onde
di questo cielo
non ho ricordi
da cancellare ora
non ho più dolori
né ferite da guarire
sulla pelle triste
di un gelo che resta
dentro al petto.
Cavalco le ombre
per arrivare a sera
e danzo le stelle
per non
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La gioia del vivere
vive là distesa
sulla piazza del mio esistere
e là, mi aspetta, mi cerca,
mi dona tutta la sua vita,
e scendo nella fossa
di una stagione
figlia di un secolo
che pace non ha.
Allargo le mie braccia,
mi carico di un
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 | Al mio fianco nei tuoi anni io veglio,
come luce che arde nella sera,
sei la voce più pura e più sincera
e nel cuore ti proteggo, dolce figlio.
Nel tuo passo rinasce il mio germoglio,
come terra che attende primavera;
ogni sogno il mio cielo
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Tenero candor ove corron parol soavi.
Mar ad ingrandir visuale,
pensier dinamici ed avvenenti,
ad ingentilir mente.
Tracciar in lontananza fervido percorso,
cuor gigante e anima esultante,
ricordi da ricordar ad occhi aperti.
Lassù nell’orizzonte
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Spesso ci ritroviamo spalle al muro
inariditi nell’anima, senza capire perché
oppure con quel sentore
di essere incompleti
come se in noi non avessimo doni
da moltiplicare nel volgere del giorno.
Capita a tutti prima o poi
ed è così che
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 | Chissà se un fiore nascerà
dalle rovine di un sogno.
Pensiamo per immagini,
ma slegati e senza tremiti,
siamo come morti.
Il giusto insegue la verità,
ma dentro la verità
senza niente perdere
si arriverà in pochi.
È tempo
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| nel corridoio dell’ospedale vivono i rotti del silenzio
lacrime del disequilibrio
urla lo psicotico legato dalla cinta del pensiero
gli infermieri parlano con empatia alla disperazione degli occhi
lì siamo tutti disperati ci abbracciamo come
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La notte scende come un lento velo,
fiato posato sulle cose mute
e il mondo piega il suono e la memoria
dentro un silenzio vigile e profondo.
Quando le strade cedono al vuoto,
qualcosa si discioglie nell’ombra,
segreti come inchiostro dentro
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Signore, non ti chiedo,
non ti chiedo risposte,
solo un respiro
che non mi spezzi.
.
Lascia che il mio sapere
si pieghi
senza frantumarsi.
.
Sono fatta di domande,
di luce incompleta,
di amore che tenta.
.
Se devo portare il peso
di sentire
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Nell’alitar di primavera
lascerò nel brillio del sole
le mie sensazioni
perché diventino luminose emozioni,
il mio respiro nelle onde del mare
perché gli doni il mistero
d’intrepidi sogni
ed evochi per lui canti di sirene.
Adagerò sulle sue
leggi

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Metti i tacchi alti
le ghirlande di sogno
che facevano tremare
le ombre al confine
col buio del mondo
quando il cielo tremava
per le nostre carezze
piene di pioggia scura
dopo le notti all’alba.
Tieni solo le calze
puoi togliere l’ombra
e
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E sento dint’ ‘e mane ‘e chesta vita
na forza can un sape cchiù che fa’
pe’ mettere int’ ‘a sacca na partita
ca joco c’ ‘a certezza ‘e sprufunna’.
E sento dint’ ‘e passe ‘e chesta vita
na strata ca me porta na ‘mmasciata
ca scritta sott’ ‘o cielo
leggi

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C’è stata una linea
sottile come un vetro conficcato nel costato
un confine di carne che divideva
il mio respiro dal mondo.
Prima di quella linea
ero un’alba senza colpa
un groviglio di ginocchia e sogni bianchi
Poi...
un piccolo corpo
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Tanta era la paura
per un baco
e nemmeno da seta,
paura per un cambiamento
che di per sé mai è arrivato,
eravamo già fessi
e di questo nemmeno
nel destino ci ha modificato...
Adesso che di tempo è passato
così come luoghi comuni
e parole
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cancellò il tempo e l’istante bruciò l’infinito
il silenzio frustò il vento
carezza l’anima dolce di fragilità
ho colto il fiore donato al cuore
rosario d’inni
ho bevuto il vino dei giusti
prego l’umanità del Figlio di Dio
lampo di
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S’apre la notte, immenso e scuro archivio,
custode del non detto e del perduto,
dove ogni grido trova il suo addio.
Svanisce il mondo, stanco e ricaduto
e mentre il giorno tace il suo delirio
il segreto si muove, mai compiuto.
Sono
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 | C’è un ghiaccio
che non si scioglie al sole,
una morsa che artiglia il pensiero
e lo fa diventare pietra.
Mi sono affacciato oltre quella soglia
e ho trovato solo lo spavento
di un niente infinito.
Fa freddo, e la mia fatica e
non avere un
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| L’aria frizzante stamane
porta il profumo di fiori
e intorno nuovi colori
per l’attesa primavera.
Pur se marzo a volte impazza,
tosto un raggio del suo sole
fa spuntar le prime viole
con un’aura più leggera.
Una rondine ho veduto
arrivare da
leggi

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Tu che scavi il marmo del silenzio
e accendi fiamme nel pensiero oscuro,
eco remota che vive in me
e incide il patto sopra il mio futuro.
Voglio catturare l’ombra dell’istante
per stringere il respiro dell’universo,
sia un sospiro fragile e
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Mi ammonisce oggi il sole
e deciso mi convoca
ad essere con lui presente
nel saluto del gaio giorno.
I suoi luminosi raggi
ovunque io sia mi giungono.
Occorre che io
all’aperto spazio mi disponga
col mio lieto sorriso,
per porgere la mia
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La notte mi segue
mentre io affondo
nella nuova luce,
si eleva da solo
un mio pensiero
ed ecco che il buio
non mi lascia solo,
luci e tenebre
vogliono farmi
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È quel respiro, piano mi richiama,
sfiora il cuore come lieve vento,
e dolce parla al tacito lamento
tra sogni antichi l’alma mia proclama.
È voce muta, nel petto brama,
eco gentile d’un segreto accento,
là dove il tempo, lento nel suo
leggi

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Com’è profonda la notte quando una luce illumina i pensieri
una porta aperta su un ricordo
una porta chiusa dall’orgoglio
cosi’ tenue da confondersi con le stelle
com’è profonda la notte quando una luce illumina i pensieri
i vorrei i potrei pianeti
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Quel che di prezioso ho ottenuto in vita
è la verità in fiamme dell’amore puro
che dal primo minuto, disilluso,
mi ha portato solenne fuor dal labirinto.
Or l’oro sacro del tuo cuor,
che rimane inciso anche nella mente,
rigenera di buona linfa la
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Vorrei lasciarvi il sole che mio padre diede
le stelle chiare a illuminarvi il sonno
nel cielo quieto ogni speranza siede
e il mare canta sogni notte e giorno.
Vorrei lasciarvi il sorriso che m’ancora al porto
custoditelo puro nel vostro
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Carezza di dolci sogni battezzati di pioggia
stasera è fuggito il vento.
Palpita la bellezza ondulata dello spazio
abbraccio la bianca corolla della luna.
Cenere di vertebre che respira il mare.
un brivido caldo trasforma la sera
Soffio di morte che
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Tra banchi vissuti il tempo aveva voce,
odore lieve di carta e di attesa;
ogni domanda nasceva già luce,
un passo incerto verso la sorpresa.
L’errore era strada tracciata a matita,
la paura una porta da attraversare;
si cresceva così, prova dopo
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Ogni volta non riesco
che a pensarti piccola
quando mi abbracciavi felice
nel tuo intento di bimba
aprendomi il cuore
come fosse burro al sole.
Adesso che qui ti vedo
nel buio della tua stanza
senza desiderio di luce
tutto si spegne in
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Il lembo stretto
del nostro segreto
costringe le ombre
a seguirci ogni sera
per cullarci nei dubbi
o nelle parole spese
per non dimenticare
tutto ciò che amiamo
tutto ciò che abbiamo
perduto per sempre.
Il filo stretto
del nostro ultimo
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Lascio un cielo di zolfo
che fu chiaro appena ieri,
un solo giorno sull’eternità.
Più sbiaditi i sarei e i
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Dondolar flebile di foglie verdi,
supino sul caldo di mia terra
ti guardo e sento profonda pace.
Respira sereno il mio cuore,
batter lento, garanzia di vita,
noto e misterioso fluir di sangue.
Sommesso a tua danza s’affaccia
spicchio di cielo
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Siamo scesi dal cielo con vesti di nebbia,
a veder l’uomo chiudere l’uomo in una gabbia;
hanno scordato d’essere figli d’una stella,
sporcando col sangue la parte più bella.
Hanno forgiato il ferro che un tempo era luce,
per dare al fratello
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Pungenti come ortiche
nell’anima mi entravano
le sue parole di ghiaccio
ed io incolpevole duri affronti subivo,
da chi in amicizia fedel
unificata mi sentivo
e nel suo affetto ardevo.
Bruciavan come fuoco
le sue parole,
come fiamma di
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Leggero, come un petalo
lascio il colle delle croci,
lentamente io scendo.
Avranno,
tre volte cento anni
di vento, quelle croci
e là inchiodate,
sulla rugine nera
mille preghiere,
mi par di vedere
e il Dio Creatore,
non può essere
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Zucca o pavone attenta al tuo richiamo
con quei legami accesi ad occhi chiusi
non farti ricattare da un ti amo
nel campo maniacale degli illusi.
Anatra o merlo mostrati impettita
cullata dai fantasmi che ben sai
sul trono della bianca
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Shikata ga nai...
lascia andare, dice il vento
come acqua che scivola davanti alla roccia.
Non sussultare, non urlare
non trattenere il dolore che pesa.
Scorri, goccia, tra le mani del mondo
che il giudizio degli uomini non ti
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Del desiderio io canto, eco che sale
dal petto come un fiume che non trova mare,
quando l’anima trema e non sa più aspettare
e il vuoto si apre in un grido che chiama.
È il richiamo di astri che il cielo nasconde,
mancanza che punge come spina nel
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Donna che cammini scalza nelle strade intessute di rovi.
tu occhi chiari asciugati dal vento
io ti amo forza di una margherita in silenzio.
Sei la speranza tu madre, figlia, commossa anima.
tu che danzi nella pioggia le lacrime sussurrate.
Mimosa che
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Supreme-
that’s the name they give him.
The crowds bear witness,
tongues to the boots of
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L’eco del fuoco
La notte sa i nomi che l’uomo ha spezzato,
nelle case dove l’amore doveva esser bandiera,
il silenzio custodisce ogni grido calpestato
che si dissolve tremando nel cuore della sera.
Erano passi di luce in stanze di vita,
mani che
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 | Nel tempio segreto del cuore
dove il tempo si scioglie nel silenzio,
ho affrontato la mia ombra.
Portava il volto delle paure,
antiche come neve sui ghiacciai,
pesanti come catene forgiate dal dubbio.
Allora si è acceso un fuoco
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338160 poesie trovate. In questa pagina dal n° 31 al n° 90.
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