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Se in vita non ci si trova
e disagio s’assapora
e poco s’adora,
ché tutto par fuggente,
allor in maniera veemente
si cerca qualcosa di fremente
Talsì sebbene sfuggente
ci si getta fra la gente
ancor in modo ardente,
ché qualcosa si
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M’abbruscia chesta vita
sta sciorta scurtecata
ca enno ‘a stessa e n’ata
pecché ‘nfaccia a stu muro
me sento pisciaturo.
M’abbrusciano sti vocche
sti lengue ‘nzuccarate
ca parlano spicate
pecché ‘nchiett’a sta ggente
‘a recchia mia nun
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Dov’è il valore di questi sogni indomiti?
si ferma come un filo d’inchiostro nero
che bagna pagine di carne e di vuoto.
Lasciati lì, fantasie infrante
non corrisposte, voci senza eco.
Distruggeremo muri, false trincee
illusioni fredde, silenzi
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Ancora bagnato dalla nebbia
sull’ombrosa vetta
s’affaccia sull’erta della cima
il piccolo fiore di Venere,
così tanto prezioso alla natura.
Come ogni mattina
inizia così la sua avventura
nel districarsi dalla foschia,
poggiando la corolla sul
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S’ammorza il grido e ogni voce svanisce,
muore il rumore lungo la via stanca,
mentre il silenzio intorno s’abbellisce
di quella pace che nel giorno manca.
È una sorgente che il cuore guarisce,
limpida linfa che mai non si sbianca,
fiammella
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Lontananza raddoppia quando il tempo si mette di mezzo
lasciando un senso di vuoto
che non si limita ad elargire mancanza
bensì riesce persino a far vedere tutto buio
seppure il sole illumini come a mezzogiorno
sdoppiando con fragore
facendo
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Cade la neve marcia al di la delle spine del campo della morte.
sussurra il violentissimo silenzio degli scheletri che vagano con un numero al braccio.
Quanti morti nelle file ordinate dei bambini ammazzati dal gas dei nazisti
erano uomini e donne
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Sun trei giurni
de un grixu perla
quelli che freva’
u l’ha prestou a zena’
l’han ciamee
tempu da merla
vintinove trenta trentun
a ‘sto freidu
no ghe sta nisciun
merla gianca
de xua’a l’ea stanca
s’e’ posa’
arente a un camin
pe avei u
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Ti penso dove il tempo non ha voce,
dove l’amore impara a stare fermo
come una fiamma che non brucia, attende.
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Sei luce trattenuta nelle mani,
un nome che ritorna senza suono,
la sete antica che non chiede acqua.
.
Ho camminato sogni per
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I luoghi aperti del campo sondavo
per sentir il profumo dei fiori
e degli uccelli il canto ad Auschwitz.
Non fiori, né verdi prati vivevano
nei circostanti spazi,
ma solo erba arida e stanca
e il perché rilevai non vi fossero
ondeggi di
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Se si volge in noia,
accidia vien in potenza
e si cela gioia
e d’altri si prova invidia
Par ardua via,
che si prova vergogna
nel contemplar sì cosa ria
e par come gogna
Poi d’appresso si ragiona
su quel che s’ha
ed allor ci si sprona
E
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Una stupida foto
senza cornice
avrebbe destato, si dice:
la rabbia.
La stampa era pessima.
Ne bianca, né nera.
Nessun colore teneva.
Eppure rodeva.
Creato pretesti.
Confuso persone.
La stampa intatta
profumava di niente.
Una voce
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Respira un nome il petto e già risponde
come pettirosso ignaro di sentieri
un tremito lo attraversa, sono veri
presagi brevi, luce che sconfina.
Nel cuore c’è una soglia che confonde
l’inverno, e il gelo scorda i suoi pensieri
di lì salgono ali,
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Baluginii risplendono
su queste acque troppo chete,
rimbombano e si tuffano in un fiume di lenti pensieri.
In scoscese valli
ritorna il suono dell’assenza
e la pesante coltre che con sé trascina.
Inesorabilmente la poesia scorre,
tra parole che
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Piccole mani distese
a pregar il niente,
labbra sbrecciate e lacrime discese
su bocche cucite dalla fame,
madri in cerca di cibo
e piccoli uomini pronti alla disfida
davanti ai pochi camion
quasi scarichi
di mezzi di sostentamento.
Nel
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Il mattino si stende come un lenzuolo
su corpi stanchi di promesse antiche,
la luce scende lenta, come olio,
sulle parole ancora troppo fragili.
Il tempo passa come un cane magro
che annusa i giorni e non si ferma mai,
ci segue muto, ci precede a
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Rimembrar ieri ed oggi e pianger ancora,
domani storie di guerre ancor da raccontare
ombre ad oscurar visuale
e piogge di missili e droni a distrugger vite d’un viver sereno.
Fantasmi ad aggirar su terre flagellate da uomini di potere,
guerre e
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Occhi bassi davanti ad uno scatolone vuoto
una piccola lacrima è scesa sulla guancia per la tua morte.
Voce pastosa che cantavi figure che parlavano di una vita di dolore
c era il tuo volto sulle mura della tua Genova.
Sussurrano le poesie degli
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Ascoltando se stessi
per chi cerca un inizio e non trova un fine
guardandosi dentro
passato e presente un lucido gioco di specchi
vuoto è l’ascolto che riempie
di aria l’aria
se ci fosse il vento
quello che cambia il destino del tempo
-prigione
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Cercare di abbozzare un sorriso
in giorni che niente hanno di buono
risulta alquanto difficile
al solo pensiero di quel lontano vissuto
non facile riuscire ad immedesimarsi
sensazione strana raccapricciante
che può soltanto allontanarci
per non
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Non so
se sarai strega
o puttana
non so se ascolterò
i tuoi respiri
con una musica
malata di mare
o se cullerò
le tue vergogne
come nel vespro
quando le preghiere
riempiono l’aria
in un solco di luce.
Non so
se sarai dolore
o
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C’è il baluginio
di un ultimo volo di gabbiano,
nel saluto
che straziante ci coglie
sulla soglia di questo giorno
carico di aspettative.
Sa di baci lasciati all’aria
sulla punta delle dita,
verso i tuoi occhi
colmi d’amore.
Ritornerò, mamma,
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Son nel Pensiero di Dio
in ogni attimo del mio respiro,
del mio esistere e sentire.
In ogni istante del mio agire
e considerare,
so di essere nella Sua mente
e nel Suo proferire.
Sono nell’Amore di Dio
e lo vivo e lo sento
in ogni atomo
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Dietro il campo spinato
nasce un giorno senza luce,
l’aria è fredda,
il silenzio pesa.
Il giorno senza ore divide tutto,
la vita dalla morte,
la speranza dalla paura,
i passi sono lenti,
i nomi non contano più,
restano solo numeri,
il
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Rimane il silenzio
di nude foglie
appese
a rami secchi di vento.
Continuo a perderti
dentro quei limiti
tendenti all’ infinito
dove tutto si annulla
e la realtà si colora d’immenso.
Posso sentire il cigolio esausto
del tempo
avanzare a
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La fuga della luce distratta
dietro i fili di ferro
sul terreno aperto al vento
a gridare libero
anche se stoltamente
tra le foglie appena nate
una notte di marzo del ’43.
La corsa in alto
nota distaccata
fresco sapore di mare
oltre la
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Gennaio posa il fiato sulle cose,
come una mano lenta sulla fronte.
Il cielo è un vetro stanco di riflessi,
vi batte il giorno, insetto senza nome.
Le ore scricchiolano sotto il gelo
come rami piegati dalla notte.
Io cammino nel bianco dei
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Nel principio era il corpo.
Il corpo era casa
soglia sacra
terra che accoglie.
Ma vennero mani cieche
a chiamare dominio
ciò che era mistero
a profanare il grembo
come si profana un tempio
quando si ha paura di Dio.
Donna
ti hanno chiesto
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Dieci proiettili per un altra anima innocente
fino a quando?
Era un infermiere disarmato che usava le sue mani per aiutare
li chiamano patrioti io li chiamo assassini.
Vomito il freddo del dolore in silenzio.
vogliono zittire l’umanità con la falsità
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Credere di poter essere infallibili non porta niente di buono
se non a farci odiare da chi vicino prova a far cambiare idea
modo di comportarsi incomprensibile per chi
nella sua riservatezza vorrebbe porre dei paletti
quelle basi che potrebbero
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È dolce a me la notte che s’appressa
col passo suo felpato, e poi silente
rintrona nella mente mia e nel cuore,
a guisa d’impetuoso e freddo vento.
Ma quella voce interna resta impressa
qual angelo custode confidente,
e mi sussurra, col suo grande
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 | Ho nascosto la mia sensualità
dietro il confine di un tramonto
impossibile,
un amore che sfuma come un sogno
vellutato,
lasciando nel cuore
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Resta con noi
la sera è scura
la luna ha ancora
qualcosa da dire
con il cielo nero
dei nostri giorni
tetri come parole
mai dette ancora
alle fate del nulla.
Fermati qui
la notte sarà lunga
e nessuno saprà
del nostro segreto
inciso
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Quando i cinerei nembi
coprono il cielo insistenti
obliando del sole lo splendore,
ad effimere forme corre la mia mente,
come di fantasmi mutanti
che in alto aleggiano
animati dal soffio del vento
e nell’aria per gradi si dileguano.
Cerca
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 | Si cerca il verso quando il vero è certo,
e l’uomo misura il tempo col suo dire,
ma ogni passo ha già deciso il porto
e il dubbio appare solo errore da fuggire,
si perde dove il giorno è cielo aperto
e il silenzio insegna a non udire,
quando il
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| Ti amo senza un patto che mi salvi,
senza promesse scritte contro il tempo;
il cuore sa fin dove può arrivare
e resta vero anche nel tormento.
Non so se il nostro passo avrà dimora,
o se la vita aspra ci divida;
forse l’istante solo è il nostro
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 | Il mese di gennaio.
Dell’anno è il primo mese,
è freddo e un po’ scortese,
arrivando porta il gelo,
di cui s’ accorge anche il cielo.
Festeggia il Capodanno
e poco dopo l’Epifania
che tutte le feste
con se’ le porta via.
Di giorni ne ha
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Tu salvi dalla morte
redimi oltre la vita,
negli infiniti spazi
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Conosco ora la via
quella che guada la notte
e s’illumina a giorno...
Son solo sogni,
quelli di cui ho bisogno
quelli che nella notte
danzano in me.
Son solo sogni, i benserviti
con la licenza di abdicare
al giorno, quando attorno
a me
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Causa ed effetto d’un sogno,
vissuti in ogni fibra del cosmo,
sono la panoramica delle vertigini
e gli ingredienti del più bel romanzo.
Antidoti di "drama" delle mie ansie
sono le stesse frequenze di fuoco
che in parole sussurrate, amate,
mordono
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Saltano in aria tristi pensieri
con carri carichi multicolori
pioggia coriandoli la carne vale
magico incanto artificiale
ride la festa nel suo seguitare
con buffa bufera da afferrare
e’ rivoluzione sentimentale
una fresca ironia da
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S’inebriano nari di profumi in fuga
non più avulse, protrese al mondo
ambra e ombra intrecciano il respiro.
Luce che cede dorata e sobria
è lento assaporare da dediti amanti
incantati da tiepido corpo da abitare.
Ogni pensiero è velluto
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Apro i miei cancelli
quelli fissi del mio cuore
e ti faccio entrare
nel regno della mia vita,
amo ogni tuo respiro,
accarezzo
ogni tuo
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Le nuvole nascono da un lento tacere,
fiato del cielo che prende forma e va,
come pensieri che non sanno restare
e cercano un nome che non si dirà.
Le guardo muoversi e in quel loro andare
sento il mio cuore cambiare misura,
diventa vasto, simile
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Un niente più niente
di un niente che ho
mi trascina in valle
e la valle mi dice:
"Nò, sei ricco di vita
e nulla io ti do’
se non me stessa!
Gli uomini migliori
che io avevo
dalla guerra
non sono tornati,
morendo sul fronte
mi hanno a te
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Il sonno non vuole proprio togliersi di mezzo
sarà quanto successo giorni addietro
ancora non assorbito
oppure desiderio di tornare sotto il piumone
seppure in orario inopportuno
chissà forse sarà proprio lui che ti ha stregata
e non sai come
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Sei morta di sabato nel placido sonno di un dolore spezzato
ti ho messa sotto il pioppo dei nostri incontri.
Ti ho lasciato la lettera di nostro figlio parole che vivono di te
è lui la risposta della vita alle mie lacrime.
Nel lento silenzio dei
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Sei vento che accarezza
sei sole che riscalda.
Da ogni fiore
il tuo profumo m’insegue
mi bacia ardentemente.
E si risveglia il ricordo.
Sbocciano rose su cespugli spinosi,
accarezzo petali assetati
nel rimpianto dei tuoi baci.
Gocce di
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Troppe parole
posso uccidere
e il silenzio
è la mia cura
contro il veleno
delle stelle nere
che piangono
la pioggia acida
dell’odio malato.
Troppa luce
può seppellire
un’anima perduta
nell’oblio tetro
del rumore intorno
a tutte le
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In notti silenti vegliate da stelle cadenti, riaffiorano
desideri felpati, indisturbati che ci riportano
lontano, che ci fanno volare tra spazi di mente che
non smette di pensare.
Pensieri sfuggiti alla realtà tra crinali di specchi
opachi ormai
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Rientro in me
stanca di cercare fuori
mi ritrovo nella polvere
adagiata su libri che non ho mai aperto.
Non è una fuga
è solo un quieto ritorno
un piccolo viaggio d’incontro
alla nascosta me
umile tessitrice di bisso d’oro.
Non c’è fretta
la
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Straccio la luna
il vento mi fischia
la valle si inchina
l’alba ritarda
si confonde l’uomo
si fa triste il mio cuore,
faccio pace con il cielo
cerco una preghiera
appropriata al danno,
mi sento le litanìe
di un temporale
che si
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Nel buio della notte, la guerra avanza
come un lupo famelico tra le rovine,
divora sogni e case, simile a un’ombra
che inghiotte il sole, lasciando solo spine.
Le paure ci avvolgono come catene
gelide, forgiate dal tuono dei cannoni,
l’instabilità
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Se tutti i pensieri del mondo
in un attimo, parlassero di te
e nel ciclo della vita
fossero poi così presenti
tanto da distogliere
lo sguardo da noi...
Se noi, in realtà non fossimo
al centro della questione
e ogni cosa fosse solo un
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 | Centoquarantacinque gli anni passati
da quel dì quando un vagito spezzò l’aria
un conteggio da far rabbrividire
se pensiamo che ancora c’è chi nel pensiero si tuffa
ritrovando sensazioni mai svanite
momenti di pace tranquillità inculcata
vive
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| Scrivo frammenti di parole consumate dal tempo dei baci
ricorda la fontana di cristallo dove ci tuffavamo nudi e temerari.
Gioventù senza il respiro di un amore adulto
tremava il labbro soffio di un tuono incenerito di foglie.
Ci amavamo nella
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Nasconditi nell’ombra
nessuno ci sentirà
respirare il buio
mentre la notte
procede verso l’alba
come un fiume
che incontra il mare
senza chiedere nulla
alla luce del giorno.
Vestiti d’amore
il tuo velo sarà bianco
un lutto d’oriente
che
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Ho imparato che alcune parole non si pronunciano:
si lasciano passare,
come uccelli neri davanti agli occhi,
per insegnarci a vedere.
Resta
E ci siamo detti
senza nominarci.
Eravamo sillabe nude,
mani tese nel buio,
una grammatica segreta
che il
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Esiste nel mondo un luogo
dalle origini a ritroso perdute nel tempo,
dove poter vivere e custodire sogni.
Di Reine Village è il prodigio,
nel Norvegese Artico Circolo celato,
splendido pur sotto il cielo bigio.
Esigua dinamica demografia
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Notti su colline ovattate e silenti
buie di fiati nei vetri d’angolo
affanni di certezze appesi al Cielo
e un lume, quieto, su cornice d’ombra.
Il tempo gocciola fra le dita gemiti di preziosa ricordanza:
un certo Luglio resiste, di Venerdì, in
leggi
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Lia |
23/01/2026 19:21 | 58 |
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337697 poesie trovate. In questa pagina dal n° 21 al n° 80.
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